La Gazzetta dello Sport ricorda i precedenti confronti tra Antonio Conte e Gian Piero Gasperini, quando il tecnico della Roma, all'epoca alla guida della Dea, riuscì a battere gli azzurri per 3-0 e fu poi a sua volta vinto dalla squadra divenuta campione d'Italia, grazie ad una mossa di Conte: "Gasp imbrigliò Conte e lo espose alla prima sconfitta davanti ai suoi nuovi tifosi. Quello 0-3 del Maradona, però, fu quasi una benedizione per il Napoli. Quel pomeriggio, invece, Conte ebbe la conferma di quanto ci fosse ancora da lavorare per portare la sua squadra al livello delle grandi. Ma da lì in avanti, il suo Napoli cominciò a crescere partita dopo partita". Nella gara di ritorno, la mossa "vincente" di Conte fu il cambio di posizione: "il moto perpetuo di Neres, Politano e Anguissa, che proprio portando a spasso gli avversari, riuscirono poi a trovare i corridoi giusti in cui infilarsi, per assistere i compagni o per trovare la gioia personale. La Roma di oggi non è ancora una macchina perfetta come poteva essere la Dea alla nona stagione della gestione Gasperini. Però ha già dei meccanismi gasperiniani".
di Napoli Magazine
29/11/2025 - 09:19
La Gazzetta dello Sport ricorda i precedenti confronti tra Antonio Conte e Gian Piero Gasperini, quando il tecnico della Roma, all'epoca alla guida della Dea, riuscì a battere gli azzurri per 3-0 e fu poi a sua volta vinto dalla squadra divenuta campione d'Italia, grazie ad una mossa di Conte: "Gasp imbrigliò Conte e lo espose alla prima sconfitta davanti ai suoi nuovi tifosi. Quello 0-3 del Maradona, però, fu quasi una benedizione per il Napoli. Quel pomeriggio, invece, Conte ebbe la conferma di quanto ci fosse ancora da lavorare per portare la sua squadra al livello delle grandi. Ma da lì in avanti, il suo Napoli cominciò a crescere partita dopo partita". Nella gara di ritorno, la mossa "vincente" di Conte fu il cambio di posizione: "il moto perpetuo di Neres, Politano e Anguissa, che proprio portando a spasso gli avversari, riuscirono poi a trovare i corridoi giusti in cui infilarsi, per assistere i compagni o per trovare la gioia personale. La Roma di oggi non è ancora una macchina perfetta come poteva essere la Dea alla nona stagione della gestione Gasperini. Però ha già dei meccanismi gasperiniani".