Si chiama Vaggio, ed è troppo definirla una cittadina. È un paesino in Toscana, località di circa 1.500 abitanti immersa nelle Balze del Valdarno, tra i centri abitati di Figline Valdarno, Reggello e Pian di Scò. È suggestiva la zona del Valdarno superiore, con la bella veduta dei vicini monti del Pratomagno. È qui che Sarri vive, dove a casa e dove si rifugia durante i giorni di pausa dagli allenamenti. Si è fatto vedere anche in questo periodo, ma queste non sono state giornate come le altre. A VAGGIO LA FIORENTINA è un dogma. Non ci sono varianti. Si tifa quasi tutti compatti per la squadra viola. E tra i compaesani di Sarri c’è perfino chi arriva a contraddire la tesi che lui sia tifoso del Napoli, e che invece tifi per la Fiorentina. In realtà a Vaggio sanno benissimo che Sarri si è sempre detto tifoso del Napoli, semplicemente perché lui nella città partenopea ci è nato. «Il mio concetto di tifare non rientra nell’idea dell’ultras o di chi si fa l’abbonamento - ha spiegato Sarri più volte - ma semplicemente penso sia normale e naturale tifare per la squadra della città in cui si è nati». Chiarito questo dubbio, Sarri viene comunque accolto come un eroe nel suo paesino. IN QUESTA LUNGA ATTESA per Napoli-Fiorentina è stato meno facile. A Vaggio, così come a Figline, la squadra viola è una fede. Lo sanno bene gli amici e i “compagni” di Sarri, che quasi fanno finta di non sapere contro chi dovrà giocare il suo Napoli. Una piccola popolazione col cuore diviso, un po’ come lo stesso allenatore azzurro, che sa di dover far dispiacere amici e parenti. Ma a Vaggio tutti simpatizzano per il Napoli, semplicemente perché, come era prima con l’Empoli, è la squadra del loro amico e concittadino illustre. Sarri vive il suo paese normalmente, frequentando il bar e anche il circoletto. Ma chi lo conosce ha detto che in questo periodo di pausa è rimasto in casa, forse per non “soffrire” e far soffrire. Se batterà la Fiorentina molti suoi amici ci rimarrano male. E RESTERÀ DELUSO anche Della Valle, che dopo aver scaricato Montella ha pensato seriamente a Sarri. Il suo errore è stato di non metterlo come prima scelta, ma come alternativa a nomi ben più carismatici. Alla fine l’ha spuntata Sousa, che sta facendo molto bene e nessuno si è pentito di averlo scelto. Ma forse, se Sousa non fosse andato in porto, la scelta sarebbe ricaduto su un altro tecnico con la “s”, quello di Figline Valdarno. In ogni caso sarebbe stato tardi, perché De Laurentiis lo ha bloccato in due giorni. Chissà cosa pensava Sarri in quelle giornate convulse, quando spuntò dal ventre dell’hotel Vesuvio a bordo della sua fuoristrada. Guidava la moglie, che lo portò dritto a Vaggio. Anche in quel caso filò dritto a casa, un po’ come ha fatto in questi giorni di sosta. I suoi amici nel paese lo volevano sulla panchina della Fiorentina, ma poi è finito al Napoli. E CHISSÀ COSA PENSERANNO I TIFOSI VIOLA e la proprietà della società toscana. Domani al San Paolo il big match tra la viola capolista e il Napoli che insegue a sei punti. Un toscano che vuole fare male alla squadra che non alberga nel suo cuore, ma che conosce bene e che forse avrebbe potuto guidare. Per tornare poi a casa (ma non lunedì perché difficilmente ci sarà riposo) e farsi accogliere dagli amici di sempre senza rancore. E se a rincuorarlo dovranno essere loro? I tifosi del Napoli e Sarri fanno gli scongiuri. Ma ogni caso domani sarà festa.
di Napoli Magazine
17/10/2015 - 17:27
Si chiama Vaggio, ed è troppo definirla una cittadina. È un paesino in Toscana, località di circa 1.500 abitanti immersa nelle Balze del Valdarno, tra i centri abitati di Figline Valdarno, Reggello e Pian di Scò. È suggestiva la zona del Valdarno superiore, con la bella veduta dei vicini monti del Pratomagno. È qui che Sarri vive, dove a casa e dove si rifugia durante i giorni di pausa dagli allenamenti. Si è fatto vedere anche in questo periodo, ma queste non sono state giornate come le altre. A VAGGIO LA FIORENTINA è un dogma. Non ci sono varianti. Si tifa quasi tutti compatti per la squadra viola. E tra i compaesani di Sarri c’è perfino chi arriva a contraddire la tesi che lui sia tifoso del Napoli, e che invece tifi per la Fiorentina. In realtà a Vaggio sanno benissimo che Sarri si è sempre detto tifoso del Napoli, semplicemente perché lui nella città partenopea ci è nato. «Il mio concetto di tifare non rientra nell’idea dell’ultras o di chi si fa l’abbonamento - ha spiegato Sarri più volte - ma semplicemente penso sia normale e naturale tifare per la squadra della città in cui si è nati». Chiarito questo dubbio, Sarri viene comunque accolto come un eroe nel suo paesino. IN QUESTA LUNGA ATTESA per Napoli-Fiorentina è stato meno facile. A Vaggio, così come a Figline, la squadra viola è una fede. Lo sanno bene gli amici e i “compagni” di Sarri, che quasi fanno finta di non sapere contro chi dovrà giocare il suo Napoli. Una piccola popolazione col cuore diviso, un po’ come lo stesso allenatore azzurro, che sa di dover far dispiacere amici e parenti. Ma a Vaggio tutti simpatizzano per il Napoli, semplicemente perché, come era prima con l’Empoli, è la squadra del loro amico e concittadino illustre. Sarri vive il suo paese normalmente, frequentando il bar e anche il circoletto. Ma chi lo conosce ha detto che in questo periodo di pausa è rimasto in casa, forse per non “soffrire” e far soffrire. Se batterà la Fiorentina molti suoi amici ci rimarrano male. E RESTERÀ DELUSO anche Della Valle, che dopo aver scaricato Montella ha pensato seriamente a Sarri. Il suo errore è stato di non metterlo come prima scelta, ma come alternativa a nomi ben più carismatici. Alla fine l’ha spuntata Sousa, che sta facendo molto bene e nessuno si è pentito di averlo scelto. Ma forse, se Sousa non fosse andato in porto, la scelta sarebbe ricaduto su un altro tecnico con la “s”, quello di Figline Valdarno. In ogni caso sarebbe stato tardi, perché De Laurentiis lo ha bloccato in due giorni. Chissà cosa pensava Sarri in quelle giornate convulse, quando spuntò dal ventre dell’hotel Vesuvio a bordo della sua fuoristrada. Guidava la moglie, che lo portò dritto a Vaggio. Anche in quel caso filò dritto a casa, un po’ come ha fatto in questi giorni di sosta. I suoi amici nel paese lo volevano sulla panchina della Fiorentina, ma poi è finito al Napoli. E CHISSÀ COSA PENSERANNO I TIFOSI VIOLA e la proprietà della società toscana. Domani al San Paolo il big match tra la viola capolista e il Napoli che insegue a sei punti. Un toscano che vuole fare male alla squadra che non alberga nel suo cuore, ma che conosce bene e che forse avrebbe potuto guidare. Per tornare poi a casa (ma non lunedì perché difficilmente ci sarà riposo) e farsi accogliere dagli amici di sempre senza rancore. E se a rincuorarlo dovranno essere loro? I tifosi del Napoli e Sarri fanno gli scongiuri. Ma ogni caso domani sarà festa.