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IL C.T. - Mancini: "Il campionato non è chiuso, il Napoli non deve mollare, Barella sembra Tardelli, il razzismo negli stadi? Non bisogna minimizzare, servono azioni clamorose"
12.01.2019 11:38 di Napoli Magazine

Roberto Mancini, c.t. della Nazionale Italiana, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Mi piacerebbe vincere Europeo e Mondiale di fila. Barella mi ricorda Tardelli e Zaniolo può giocare alla Pogba. Vialli? Non abbiamo mai parlato della malattia, ma Luca è una roccia. Stiamo seguendo la linea tracciata da Sacchi, che ha cambiato il calcio in maniera eccezionale. Voglio una squadra che faccia sempre gioco e attacchi con continuità. Mi piacerebbe che la mia Nazionale trasformasse in qualche gol in più tutto il gioco che fa. Sono contento dell'empatia che si è creata tra i giocatori. Sono felice e orgoglioso anche della gioia di mio padre nel vedermi in questo ruolo. Essere nominato ct è una cosa grande, da vivere con grandi ambizioni. Tipo vincere un Europeo e un Mondiale di fila. Qualche altra nazionale ci è riuscita, non vedo perché l'Italia, potenza storica del calcio, non possa. Il sogno è questo. Barella? Lo dicevo a Tardelli a Coverciano: “Ti assomiglia”. Ha qualità tecnica, tiro, non perde la palla, la prende di testa nonostante non sia alto, non molla mai, si inserisce, ma deve segnare qualche gol in più. Per essere un giovane con poche partite in A, ha una padronanza del ruolo molto importante. Un modello per quei giovani che hanno tutto tranne quel qualcosina in più da trovare dentro per il salto di qualità. Lo vogliono i club di mezza Europa? Deve essere sicuro di andare a giocare, perché ha tutto e grandi margini di miglioramento. Zaniolo ora gioca trequartista, ma per potenza atletica lo vedo anche a tutto campo, alla Pogba. Bernardeschi ha avuto qualche problema fisico, ma è migliorato tanto e giocherà nella Juve perché ha tanti impegni davanti. Una piccola frenata per Chiesa ci sta, viste le tante pressioni. Nel suo ruolo deve segnare di più, si faccia dare qualche consiglio dal padre per migliroare nel tiro. De Sciglio può giocare a destra e a sinistra. Ha fatto un grande salto di qualità e grazie a lui posso aspettare con più serenità Conti e Spinazzola. Lazzari in Portogallo gli ho fatto fare una gara difficile, ma lui ha fatto benissimo e in campionato continua a giocare bene. Non l'ho più convocato, ma non l'ho affatto bocciato, anzi... Balotelli? Ci siamo sentiti per gli auguri. Sta bene ed è migliorato fisicamente. La speranza è che giochi. Deve giocare e fare gol, non gli serve altro. Il razzismo negli stadi? Non bisogna minimizzare, servono azioni clamorose a costo di penalizzare il 99% degli spettatori. I giocatori potrebbero fermarsi e smettere di giocare se sentono cori razzisti. Già solo il comportamento dei calciatori può fare molto. Noi italiani siamo un po' incattiviti per tanti problemi. Ma abbiamo sempre avuto il cuore grande e aiutato tutti. Mi padre andò a lavorare in Germania e lo aiutarono". Presto Koulibaly tornerà a San Siro per Milan-Napoli. Il sindaco Sala ha detto 'Tornerò allo stadio, ma ai primi “buuu” mi alzerò e me ne andrò'. E lei che sarà in tribuna, cosa farà? "Confido che non riaccada, che il precedente abbia insegnato qualcosa. Nel 2019 sono cose assurde, non dovrebbero neanche più venire in mente. Serie A? Al ritorno la Roma potrebbe sorprendere tutti, ha giovani di qualità che stanno facendo esperienza e l'Atalanta può confermarsi. Modric all'Inter? Potrebbe fargli fare un grande salto di qualità. E' un giocatore tecnico, troppo tecnico. Starebbe bene anche nella nostra Nazionale... Milan? Non conosco Paquetà, ma i rossoneri non mi dispiacciono nemmeno così. Se poi dovessero prendere Sensi.... Corsa scudetto? Il campionato non è chiuso, il Napoli non deve mollare, anche se credo che alla fine vincerà la Juve. Gianluca Vialli? Gli sono sempre stato vicino, non abbiamo mai smesso di sentirci. Ma della malattia non abbiamo mai parlato. Io non ne avrei avuto la forza, lui non lo ha afatto e io ho rispettato il suo silenzio. Ho saputo della malattia da un suo amico. Quando ci sentiamo io e Luca è per cazzeggiare... Ma non è mai mancato nelle mie preghiere. Per me Luca è sempre stato un esempio, da quando ci conosciamo. Per l'impegno e la serietà con cui faceva le cose, per le responsabilità che si prendeva. Per questo è stata ancora più difficile da accettare la malattia, si era ammalato un fratello. Ma è una roccia e ancora una volta ha dimostrato la sua forza. Ci siamo visti a Londra di recente. Sta bene, controlli perfetti. E' il più forte e possiamo continuare a cazzeggiare". 

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