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IL GRAFFIO - Corbo: "Bel Napoli ma troppo teso, calma Gattuso, Insigne in dubbio..."
02.08.2020 10:29 di Napoli Magazine Fonte: Antonio Corbo per "Il Graffio" di Repubblica

Se ne va un campionato troppo facile da dimenticare. Il settimo posto punisce l’incauto ottimismo della scorsa estate, gli errori del mercato, l’isterica quanto puerile rivolta del 5 novembre. Rimanda un Napoli troppo nervoso al verdetto di Barcellona, dove mancherà forse Insigne, il piccolo grande bomber che ha raddrizzato un brutto anno nel finale. Eccede nelle tensioni anche Gattuso, non capisce che non c’è più tempo per essere Ringhio. La baruffa in panchina con Inzaghi e il suo staff avrà dei motivi plausibili. Ma Gattuso oggi è un allenatore, personaggio stimato in un grande club, protagonista di un recupero raro per chi prende il comando di una squadra tra disarmo e sfacelo. I suoi valori professionali meritano uno stile diverso, deve darselo anche quando ritiene di aver ragione. Dalla panchina laziale sembra gli sia stato anche fiondato un “terrone di…” e questo modesto dettaglio dà il segno della classe di un club che sperava di vincere lo scudetto.


Non convince tra i commenti ascoltati nella notte quello che collega l’infortunio di Insigne con la mancata decisione di sostituirlo. Gattuso doveva quindi prevedere l’incidente muscolare, proprio mentre Insigne si esibiva in una spettacolare cavalcata? Tutto congiura per oscurare l’ultima vittoria di Gattuso, al termine del campionato migliore della sua carriera.


Coincidono una magia di Fabian Ruiz e una sciagurata assenza della Lazio in copertura: si vede un frastornato Parolo, centrale della mediana a 5, abbandonare il controllo del fine interno spagnolo, gli spalanca la scena. Serata nera per Parolo, si capisce subito. Fabian stempiato e con vezzoso codino può mirare a palla scoperta. Stessa disattenzione nella fase difensiva favorisce il gol numero 36 di Immobile nella stessa porta che fissò il record di Higuain, primato che ha retto quattro anni. Non è casuale. C’è una novità tattica: Marusic ambiguo esterno sinistro, ago della bilancia tra la difesa a 4 quando marca Callejon e della mediana a 5 quando avanza, corre a servire Immobile, che con maldestra opposizione di Manolas batte sul primo palo un incerto Ospina, infelice ieri nei rilanci. Serata modesta per Manolas, troppo ruvido, in linea con un macchinoso Koulibaly, all’inizio sempre in ritardo negli interventi. Un campionato che il gigante d’ebano spera di concludere meglio in Spagna.


Prima del rigore che lo riporta in vantaggio all’inizio della ripresa, il Napoli rivela qualche disagio sulla fascia destra, perché Marusic prende spazio, ma nella Lazio ci sono delle luci spente. Milinkovic-Savic delude sull’altro versante nel confronto con Zielinski, né Lazzari mette alla frusta come in quasi tutto il campionato il suo avversario, ieri un attento Mario Rui. Da quelle parti Patric perde piano piano il duello con Insigne meritando la sostituzione in tandem con il sofferente Acerbi altro protagonista dell’annata laziale. Si vede bene che per il Napoli non finisce qui, splende Fabian Ruiz prevalendo a sua volta con un’altra stella laziale, opaca però in questo finale, Luis Alberto. Se la cava bene Insigne che ha ceduto la fascia di capitano a Callejon nella sua serata di addio a Napoli, dopo sette anni di calcio magistrale per acume tattico e fedeltà. Altrettanto Mertens largamente preferito al discusso Milik, che si è promesso alla Juve. Mertens che lancerà Politano per il terzo gol si procura un rigore salvando a malapena la caviglia destra, mentre Parolo con un intervento garbato come una motozappa gli impedisce il tiro. Tocca a Insigne il rigore che dà al Napoli l’ultima vittoria ma anche l’ultima ansia. In un triplo scatto avverte un insulto all’adduttore. Esce in lacrime, Barcellona sembra maledettamente lontana per il capitano che ha guidato il Napoli fino a ritrovare dignità di squadra dopo il terribile autunno. Ma squadra troppo tesa. Calma, Gattuso.

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