Il mistero del bomber scomparso. Se il campionato fosse un romanzo di Agatha Christie, il titolo sarebbe fin troppo scontato. E Nicola Amoruso, uno che di gol ne sa qualcosa, ne sottolinea la stranezza: "Sì, una stagione strana perché gli attaccanti non sono ancora decollati", spiega a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Como, dove il 30 novembre sarà in campo insieme a Tacchinardi, Serginho e Dida. "Alla fine però, nella storia del calcio italiano, ok la miglior difesa, ma le partite si vincono se hai gente brava a chiudere l'azione offensiva". Vero, però la Roma sta lassù praticamente senza centravanti. "E' il miracolo di Gasperini. Il suo lavoro è incredibile in ogni dettaglio, mentale e tattico. La cosa che mi stupisce di Gasp è che riesce a trovare nei giocatori qualcosa che magari sanno di avere ma non riescono a tirare fuori. E quindi il suo lavoro è unico come lo è lui che magari negli anni è stato un po' sottovalutato a certi livelli. Certo, ha bisogno di attaccanti e mi aspetto di vedere quale sarà il mercato della Roma a gennaio. Però aspettiamo anche Ferguson e Dovbyk, che certo non possono essere quelli visti finora".
A Napoli c'è Lucca che doveva essere uno dei protagonisti del Rinascimento della Nazionale e invece è finito in panchina: "Non ha giocato così bene quando è stato impiegato, però c'è da dire che in Italia non sappiamo aspettare nessuno. In particolare con i giovani ci vuole fiducia e pazienza e invece qui da noi se fai due partite bene e poi due male, li bocciamo subito. Ci chiediamo perché escono sempre meno talenti italiani ma poi non siamo disposti ad aspettarli. Quindi o entri in campo e fai la differenza, o non esiste il 'dai facciamolo giocare 10 partite in fila e vediamo'. Comunque è chiaro che il Napoli con o senza Lucca, resta una delle squadre più forti".
A proposito di difficoltà, la Juve di Spalletti ha vinto senza convincere con il Cagliari: "La Juve ha vinto, ma non convince. L'aspetto tattico ancora non è chiaro. È ha un centrocampo che fa fatica a costruire. Non a difendere, ma a costruire sicuramente e il centrocampo è il cuore di una squadra, quindi è da lì che parte tutto. Se non c'è la giusta qualità, è difficile innescare gli attaccanti, quindi diventa “Ok, do la palla a Yildiz e speriamo che me la risolva". E gli attaccanti? Amoruso è molto chiaro: "Se la squadra non crea sono gli attaccanti a pagare per primi. Openda e David o Vlahovic, hanno giocato sempre con una Juve che gioca male. Le valutazioni su di loro secondo me sono un po' affrettate. Io valuterei il contesto Juve piuttosto".
Il pensiero finale è per il Como: "E' la squadra più bella del campionato. Nico Paz è uno spettacolo oltre che capocannoniere con gli altri. Il Como diverte e si diverte, è una squadra giovane, spensierata. E' vero che gioca senza pressioni con una società che ha le idee molto chiare e un calcio innovativo. Fabregas si sta dimostrando di grandissimo spessore. Perché lo è sia in campo ma anche nella comunicazione. E' un allenatore molto moderno. Che incide molto. E poi ha una grande esperienza internazionale e un mix di culture che aiuta tantissimo. Sono convinto che possa arrivare fino in fondo. Dove? Anche in Champions, ne sono convintissimo".
di Napoli Magazine
30/11/2025 - 13:22
Il mistero del bomber scomparso. Se il campionato fosse un romanzo di Agatha Christie, il titolo sarebbe fin troppo scontato. E Nicola Amoruso, uno che di gol ne sa qualcosa, ne sottolinea la stranezza: "Sì, una stagione strana perché gli attaccanti non sono ancora decollati", spiega a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Como, dove il 30 novembre sarà in campo insieme a Tacchinardi, Serginho e Dida. "Alla fine però, nella storia del calcio italiano, ok la miglior difesa, ma le partite si vincono se hai gente brava a chiudere l'azione offensiva". Vero, però la Roma sta lassù praticamente senza centravanti. "E' il miracolo di Gasperini. Il suo lavoro è incredibile in ogni dettaglio, mentale e tattico. La cosa che mi stupisce di Gasp è che riesce a trovare nei giocatori qualcosa che magari sanno di avere ma non riescono a tirare fuori. E quindi il suo lavoro è unico come lo è lui che magari negli anni è stato un po' sottovalutato a certi livelli. Certo, ha bisogno di attaccanti e mi aspetto di vedere quale sarà il mercato della Roma a gennaio. Però aspettiamo anche Ferguson e Dovbyk, che certo non possono essere quelli visti finora".
A Napoli c'è Lucca che doveva essere uno dei protagonisti del Rinascimento della Nazionale e invece è finito in panchina: "Non ha giocato così bene quando è stato impiegato, però c'è da dire che in Italia non sappiamo aspettare nessuno. In particolare con i giovani ci vuole fiducia e pazienza e invece qui da noi se fai due partite bene e poi due male, li bocciamo subito. Ci chiediamo perché escono sempre meno talenti italiani ma poi non siamo disposti ad aspettarli. Quindi o entri in campo e fai la differenza, o non esiste il 'dai facciamolo giocare 10 partite in fila e vediamo'. Comunque è chiaro che il Napoli con o senza Lucca, resta una delle squadre più forti".
A proposito di difficoltà, la Juve di Spalletti ha vinto senza convincere con il Cagliari: "La Juve ha vinto, ma non convince. L'aspetto tattico ancora non è chiaro. È ha un centrocampo che fa fatica a costruire. Non a difendere, ma a costruire sicuramente e il centrocampo è il cuore di una squadra, quindi è da lì che parte tutto. Se non c'è la giusta qualità, è difficile innescare gli attaccanti, quindi diventa “Ok, do la palla a Yildiz e speriamo che me la risolva". E gli attaccanti? Amoruso è molto chiaro: "Se la squadra non crea sono gli attaccanti a pagare per primi. Openda e David o Vlahovic, hanno giocato sempre con una Juve che gioca male. Le valutazioni su di loro secondo me sono un po' affrettate. Io valuterei il contesto Juve piuttosto".
Il pensiero finale è per il Como: "E' la squadra più bella del campionato. Nico Paz è uno spettacolo oltre che capocannoniere con gli altri. Il Como diverte e si diverte, è una squadra giovane, spensierata. E' vero che gioca senza pressioni con una società che ha le idee molto chiare e un calcio innovativo. Fabregas si sta dimostrando di grandissimo spessore. Perché lo è sia in campo ma anche nella comunicazione. E' un allenatore molto moderno. Che incide molto. E poi ha una grande esperienza internazionale e un mix di culture che aiuta tantissimo. Sono convinto che possa arrivare fino in fondo. Dove? Anche in Champions, ne sono convintissimo".