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IL PARERE - Frustalupi: "Napoli, serve equilibrio, la squadra forte e Allegri è un allenatore bravo, troveranno sicuramente la strada giusta"
11.09.2026 21:26 di Napoli Magazine
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Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’ex allenatore Nicolò Frustalupi ha analizzato il momento del Napoli di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulle tre sconfitte consecutive contro Como, Inter e Arsenal, sulle difficoltà della fase difensiva, sulla gestione di Antonio Vergara e sullo scetticismo che accompagna l’avvio di stagione degli azzurri.

"Non credo che lo scetticismo nei confronti di Allegri sia giustificato. Stiamo parlando di un allenatore che ha una carriera straordinaria alle spalle e ha vinto tantissimo. Conosciamo bene la piazza di Napoli e sappiamo quanto possa essere esigente, ma credo che in questo momento serva soprattutto equilibrio.

Le tre sconfitte consecutive sicuramente fanno rumore, però bisogna contestualizzarle. Sono arrivate contro tre squadre forti, per motivi differenti, e non credo che sia il caso di trasformarle in un dramma. Il campionato è ancora lunghissimo e ci sono tutte le possibilità per recuperare.

Penso alla nostra esperienza a Napoli tra il 2009 e il 2016: era una squadra in continua crescita, giovane, che probabilmente riusciva a identificarsi molto con la città. Era una squadra che lottava dal primo all’ultimo minuto. Tolti i grandi giocatori che avevamo davanti, molti elementi non erano ancora considerati di primissimo livello, ma quel Napoli aveva un’anima operaia, dava tutto in campo e la gente si riconosceva proprio in questo. Credo che sia stato uno degli aspetti che ha permesso alla squadra di conquistare il cuore dei napoletani.

Oggi bisogna mantenere la calma. Le tre sconfitte sono consecutive, è vero, ma ognuna ha avuto una storia diversa. Contro l’Inter il Napoli era avanti 2-0 e la partita poteva tranquillamente finire in un altro modo. Se fosse arrivato un altro gol, probabilmente l’Inter non avrebbe avuto la possibilità di rientrare. Anche il pareggio sarebbe stato un risultato possibile.

Contro il Como, invece, il primo tempo non è stato sicuramente all’altezza, ma nella ripresa il Napoli ha schiacciato gli avversari nella loro metà campo. Non ha creato tantissime occasioni, è vero, però se fosse arrivato il pareggio non ci sarebbe stato nulla da dire. Con l’Arsenal, invece, bisogna riconoscere la forza dell’avversario. Parliamo di una squadra fortissima e probabilmente in questo momento le grandi potenze europee hanno qualcosa in più rispetto alle nostre squadre. Non farei però di questa sconfitta un dramma.

Sono positivo perché il Napoli è una squadra forte e Allegri è un allenatore bravo. Troveranno sicuramente la strada giusta. Adesso, però, la partita contro il Bologna diventa molto importante, perché servono punti e una vittoria può contribuire a spegnere un po’ la rabbia e la delusione dei tifosi.

Per quanto riguarda la fase difensiva, nel calcio moderno non si può parlare soltanto dei difensori. È una fase che coinvolge tutta la squadra, compresi gli attaccanti. Si può sempre migliorare, ma non mi fascerei troppo la testa. Il Napoli ha qualità e credo che Allegri riuscirà a trovare gli equilibri necessari.

Una volta terminato il mercato, il vero lavoro si fa sul campo, durante la settimana. Servono meccanismi, conoscenza reciproca e amalgama. La fase difensiva deve essere preparata da tutti e, soprattutto, bisogna capire in quali momenti andare a pressare più alti e in quali invece abbassarsi.

Su Antonio Vergara posso parlare anche in base a quello che ho visto quando era più giovane. Sono passati diversi anni e naturalmente oggi siamo a un livello completamente diverso, tra Serie A e Champions League, ma quando lo allenavo nella Primavera lo utilizzavo da trequartista nel 3-4-2-1, dietro la punta.

Credo che le sue caratteristiche lo portino proprio verso una posizione centrale e avanzata. È un giocatore di qualità, gli piace stare dentro il campo, cercare l’assist, il tiro, il gol, inserirsi e soprattutto creare situazioni pericolose. Più gioca vicino alla punta e in una posizione centrale, secondo me, meglio riesce a esprimere le proprie qualità.

Può sicuramente adattarsi anche ad altri ruoli, perché nel calcio moderno gli attaccanti devono essere capaci di partecipare alla fase difensiva. Lo vediamo con gli esterni: devono arrivare anche sulla linea dei difensori quando la squadra si abbassa. Ma credo che Vergara, per caratteristiche, sia un giocatore che rende meglio quando può stare più avanti e più vicino alla porta.

La fase difensiva bassa? Credo che a volte si facciano delle teorie un po’ troppo semplici. Anche l’anno scorso il Napoli ha difeso tante volte basso e poi è ripartito, senza che questo diventasse necessariamente un problema. Nel calcio ci sono momenti diversi durante una partita: ci sono fasi in cui riesci a pressare alto e altre in cui devi abbassarti, soprattutto quando affronti squadre obiettivamente più forti, come può essere l’Arsenal.

Tutte le squadre al mondo attraversano momenti in cui devono difendere. È chiaro che un allenatore preferirebbe sempre stare alto, giocare nella metà campo avversaria, avere il pallone e attaccare, perché quando riesci a fare questo è tutto più semplice. Ma non è possibile farlo per novanta minuti.

Anche la squadra più forte del mondo può avere dieci minuti in cui deve abbassarsi, soffrire e difendersi. L’importante è sapere come farlo e avere i meccanismi giusti per non perdere compattezza. Il Napoli deve trovare questo equilibrio e sono convinto che, con il lavoro quotidiano, possa riuscirci".

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IL PARERE - Frustalupi: "Napoli, serve equilibrio, la squadra forte e Allegri è un allenatore bravo, troveranno sicuramente la strada giusta"

di Napoli Magazine

11/09/2026 - 21:26

Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’ex allenatore Nicolò Frustalupi ha analizzato il momento del Napoli di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulle tre sconfitte consecutive contro Como, Inter e Arsenal, sulle difficoltà della fase difensiva, sulla gestione di Antonio Vergara e sullo scetticismo che accompagna l’avvio di stagione degli azzurri.

"Non credo che lo scetticismo nei confronti di Allegri sia giustificato. Stiamo parlando di un allenatore che ha una carriera straordinaria alle spalle e ha vinto tantissimo. Conosciamo bene la piazza di Napoli e sappiamo quanto possa essere esigente, ma credo che in questo momento serva soprattutto equilibrio.

Le tre sconfitte consecutive sicuramente fanno rumore, però bisogna contestualizzarle. Sono arrivate contro tre squadre forti, per motivi differenti, e non credo che sia il caso di trasformarle in un dramma. Il campionato è ancora lunghissimo e ci sono tutte le possibilità per recuperare.

Penso alla nostra esperienza a Napoli tra il 2009 e il 2016: era una squadra in continua crescita, giovane, che probabilmente riusciva a identificarsi molto con la città. Era una squadra che lottava dal primo all’ultimo minuto. Tolti i grandi giocatori che avevamo davanti, molti elementi non erano ancora considerati di primissimo livello, ma quel Napoli aveva un’anima operaia, dava tutto in campo e la gente si riconosceva proprio in questo. Credo che sia stato uno degli aspetti che ha permesso alla squadra di conquistare il cuore dei napoletani.

Oggi bisogna mantenere la calma. Le tre sconfitte sono consecutive, è vero, ma ognuna ha avuto una storia diversa. Contro l’Inter il Napoli era avanti 2-0 e la partita poteva tranquillamente finire in un altro modo. Se fosse arrivato un altro gol, probabilmente l’Inter non avrebbe avuto la possibilità di rientrare. Anche il pareggio sarebbe stato un risultato possibile.

Contro il Como, invece, il primo tempo non è stato sicuramente all’altezza, ma nella ripresa il Napoli ha schiacciato gli avversari nella loro metà campo. Non ha creato tantissime occasioni, è vero, però se fosse arrivato il pareggio non ci sarebbe stato nulla da dire. Con l’Arsenal, invece, bisogna riconoscere la forza dell’avversario. Parliamo di una squadra fortissima e probabilmente in questo momento le grandi potenze europee hanno qualcosa in più rispetto alle nostre squadre. Non farei però di questa sconfitta un dramma.

Sono positivo perché il Napoli è una squadra forte e Allegri è un allenatore bravo. Troveranno sicuramente la strada giusta. Adesso, però, la partita contro il Bologna diventa molto importante, perché servono punti e una vittoria può contribuire a spegnere un po’ la rabbia e la delusione dei tifosi.

Per quanto riguarda la fase difensiva, nel calcio moderno non si può parlare soltanto dei difensori. È una fase che coinvolge tutta la squadra, compresi gli attaccanti. Si può sempre migliorare, ma non mi fascerei troppo la testa. Il Napoli ha qualità e credo che Allegri riuscirà a trovare gli equilibri necessari.

Una volta terminato il mercato, il vero lavoro si fa sul campo, durante la settimana. Servono meccanismi, conoscenza reciproca e amalgama. La fase difensiva deve essere preparata da tutti e, soprattutto, bisogna capire in quali momenti andare a pressare più alti e in quali invece abbassarsi.

Su Antonio Vergara posso parlare anche in base a quello che ho visto quando era più giovane. Sono passati diversi anni e naturalmente oggi siamo a un livello completamente diverso, tra Serie A e Champions League, ma quando lo allenavo nella Primavera lo utilizzavo da trequartista nel 3-4-2-1, dietro la punta.

Credo che le sue caratteristiche lo portino proprio verso una posizione centrale e avanzata. È un giocatore di qualità, gli piace stare dentro il campo, cercare l’assist, il tiro, il gol, inserirsi e soprattutto creare situazioni pericolose. Più gioca vicino alla punta e in una posizione centrale, secondo me, meglio riesce a esprimere le proprie qualità.

Può sicuramente adattarsi anche ad altri ruoli, perché nel calcio moderno gli attaccanti devono essere capaci di partecipare alla fase difensiva. Lo vediamo con gli esterni: devono arrivare anche sulla linea dei difensori quando la squadra si abbassa. Ma credo che Vergara, per caratteristiche, sia un giocatore che rende meglio quando può stare più avanti e più vicino alla porta.

La fase difensiva bassa? Credo che a volte si facciano delle teorie un po’ troppo semplici. Anche l’anno scorso il Napoli ha difeso tante volte basso e poi è ripartito, senza che questo diventasse necessariamente un problema. Nel calcio ci sono momenti diversi durante una partita: ci sono fasi in cui riesci a pressare alto e altre in cui devi abbassarti, soprattutto quando affronti squadre obiettivamente più forti, come può essere l’Arsenal.

Tutte le squadre al mondo attraversano momenti in cui devono difendere. È chiaro che un allenatore preferirebbe sempre stare alto, giocare nella metà campo avversaria, avere il pallone e attaccare, perché quando riesci a fare questo è tutto più semplice. Ma non è possibile farlo per novanta minuti.

Anche la squadra più forte del mondo può avere dieci minuti in cui deve abbassarsi, soffrire e difendersi. L’importante è sapere come farlo e avere i meccanismi giusti per non perdere compattezza. Il Napoli deve trovare questo equilibrio e sono convinto che, con il lavoro quotidiano, possa riuscirci".