Un Magnifico così in forma la platea napoletana non l’aveva mai visto all’opera. L’exploit avuto nelle ultime partite di campionato ha permesso a Lorenzo Insigne di diventare un eroe nazionale per la piazza partenopea. I gol realizzati a Lazio, Juventus e Milan sono stati il miglior regalo per un figlio di Napoli che non è mai stato apprezzato per le sue vere qualità. Oggi, comunque, il bomber di Frattamaggiore è cresciuto e viene tenuto molto in considerazione dall’allenatore e dal resto della squadra. È presto per essere al pari di Gonzalo Higuaìn ma sta rendendo al massimo come lui. Anzi, ha formato la coppia gol ideale col Pipita e non a caso entrambi hanno realizzato cinque reti ciascuno. Lorenzo è bravo anche negli assist che sono stati tre. Ben due solo per Allan che in maglia azzurra si sta togliendo lo sfizio di sentirsi un fine realizzatore.
ECCO LA VIOLA. Domenica al San Paolo arriva la Fiorentina. C’è la prima della classe a Fuorigrotta e per Insigne quale migliore occasione per confermarsi. E soprattutto dare un altro dispiacere agli avversari. Contro i gigliati ha dei bei ricordi ma anche brutti. Il più grave infortunio della sua carriera l’ha subito nella scorsa stagione in Toscana. Sta vivendo un periodo di forma al top ma purtroppo si fece male al ginocchio e fu costretto a restare fermo per cinque mesi. Tornò nel finale di stagione ma la mente era già al ritiro di Dimaro. Se Benitez, però, ha potuto alzare la Coppa Italia il merito è tutto di Lorenzinho. Nella finale del 2014 a Roma, nel giro di pochi minuti, griffò una doppietta storica che non permise più agli avversari di recuperare. Una storica conquista che, però, fu macchiata dal ferimento del tifoso Ciro Esposito (morto pochi mesi dopo).
VOGLIA DI RIPETERSI. Ieri Insigne si è aggregato al gruppo dopo i problemi al ginocchio che l’hanno costretto ad abbandonare la Nazionale. Sarri ha tirato un sospiro di sollievo perché potrà avere il suo gioiello nel duello con Paulo Sousa. Il portoghese, così come il toscano, sta vivendo un periodo d’oro e non è al primo posto in classifica per caso. Ha dato una identità a Borja Valero e company e con il suo gioco sta stupendo l’Italia intera. Per batterlo ci vorrà l’Insigne delle ultime partite. Il “killer” delle big dovrà dare il suo massimo apporto sulla corsia sinistra cercando di mandare all’aria i sogni dei gigliati. Non è una partita che vale lo scudetto ma se il Napoli dovesse vincerla, entrerebbe di diritto nella corsa al tricolore. Il Magnifico è pronto a dare il proprio contributo alla causa partenopea. Si sta parlando solo di lui negli ultimi tempi. Addirittura, facendo le debite proporzioni, è stato paragonato a Diego Maradona. Lui, naturalmente, ha scacciato via questi accostamenti per evitare di sentire troppa pressione addosso. Anche la numero 10 sarebbe un fardello troppo grande. Meglio concentrarsi sul presente con l’umiltà di sempre e la consapevolezza dei propri mezzi. Sarri gli ha cucito addosso un abito perfetto. Fare l’esterno sinistro offensivo del 4-3-3 è il top per il figlioccio di Zdenek Zeman. Il boemo aveva fatto le sue fortune con Foggia e soprattutto Pescara. Adesso ha passato il testimone all’allenatore del Napoli che se lo coccola bene. Inutile dire che, essendo diventato imprendibile, il Magnifico prende botte in ogni partita come i migliori attaccanti al mondo (Totti docet). C’è bisogno di tutelarlo e in questo caso dovranno essere bravi gli arbitri. I suoi marcatori, se interverranno duramente, dovranno essere ammoniti subito e magari anche espulsi. A prescindere da tutto, comunque, per domenica il giovin di Frattamaggiore è pronto ad esultare di nuovo. E stavolta di fronte al suo pubblico che accorrerà in massa al San Paolo.
di Napoli Magazine
14/10/2015 - 12:47
Un Magnifico così in forma la platea napoletana non l’aveva mai visto all’opera. L’exploit avuto nelle ultime partite di campionato ha permesso a Lorenzo Insigne di diventare un eroe nazionale per la piazza partenopea. I gol realizzati a Lazio, Juventus e Milan sono stati il miglior regalo per un figlio di Napoli che non è mai stato apprezzato per le sue vere qualità. Oggi, comunque, il bomber di Frattamaggiore è cresciuto e viene tenuto molto in considerazione dall’allenatore e dal resto della squadra. È presto per essere al pari di Gonzalo Higuaìn ma sta rendendo al massimo come lui. Anzi, ha formato la coppia gol ideale col Pipita e non a caso entrambi hanno realizzato cinque reti ciascuno. Lorenzo è bravo anche negli assist che sono stati tre. Ben due solo per Allan che in maglia azzurra si sta togliendo lo sfizio di sentirsi un fine realizzatore.
ECCO LA VIOLA. Domenica al San Paolo arriva la Fiorentina. C’è la prima della classe a Fuorigrotta e per Insigne quale migliore occasione per confermarsi. E soprattutto dare un altro dispiacere agli avversari. Contro i gigliati ha dei bei ricordi ma anche brutti. Il più grave infortunio della sua carriera l’ha subito nella scorsa stagione in Toscana. Sta vivendo un periodo di forma al top ma purtroppo si fece male al ginocchio e fu costretto a restare fermo per cinque mesi. Tornò nel finale di stagione ma la mente era già al ritiro di Dimaro. Se Benitez, però, ha potuto alzare la Coppa Italia il merito è tutto di Lorenzinho. Nella finale del 2014 a Roma, nel giro di pochi minuti, griffò una doppietta storica che non permise più agli avversari di recuperare. Una storica conquista che, però, fu macchiata dal ferimento del tifoso Ciro Esposito (morto pochi mesi dopo).
VOGLIA DI RIPETERSI. Ieri Insigne si è aggregato al gruppo dopo i problemi al ginocchio che l’hanno costretto ad abbandonare la Nazionale. Sarri ha tirato un sospiro di sollievo perché potrà avere il suo gioiello nel duello con Paulo Sousa. Il portoghese, così come il toscano, sta vivendo un periodo d’oro e non è al primo posto in classifica per caso. Ha dato una identità a Borja Valero e company e con il suo gioco sta stupendo l’Italia intera. Per batterlo ci vorrà l’Insigne delle ultime partite. Il “killer” delle big dovrà dare il suo massimo apporto sulla corsia sinistra cercando di mandare all’aria i sogni dei gigliati. Non è una partita che vale lo scudetto ma se il Napoli dovesse vincerla, entrerebbe di diritto nella corsa al tricolore. Il Magnifico è pronto a dare il proprio contributo alla causa partenopea. Si sta parlando solo di lui negli ultimi tempi. Addirittura, facendo le debite proporzioni, è stato paragonato a Diego Maradona. Lui, naturalmente, ha scacciato via questi accostamenti per evitare di sentire troppa pressione addosso. Anche la numero 10 sarebbe un fardello troppo grande. Meglio concentrarsi sul presente con l’umiltà di sempre e la consapevolezza dei propri mezzi. Sarri gli ha cucito addosso un abito perfetto. Fare l’esterno sinistro offensivo del 4-3-3 è il top per il figlioccio di Zdenek Zeman. Il boemo aveva fatto le sue fortune con Foggia e soprattutto Pescara. Adesso ha passato il testimone all’allenatore del Napoli che se lo coccola bene. Inutile dire che, essendo diventato imprendibile, il Magnifico prende botte in ogni partita come i migliori attaccanti al mondo (Totti docet). C’è bisogno di tutelarlo e in questo caso dovranno essere bravi gli arbitri. I suoi marcatori, se interverranno duramente, dovranno essere ammoniti subito e magari anche espulsi. A prescindere da tutto, comunque, per domenica il giovin di Frattamaggiore è pronto ad esultare di nuovo. E stavolta di fronte al suo pubblico che accorrerà in massa al San Paolo.