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JUVENTUS - Dybala: "CR7 un po' odiato in Argentina, ma è un ragazzo eccellente, coronavirus? Mi allenavo, ma non avevo fiato"
01.04.2020 11:12 di Napoli Magazine Fonte: Sport Mediaset

La paura per il contagio di Covid 19 è alle spalle. Paulo Dybala si sta riprendendo dopo giorni difficili e dopo aver raccontato la brutta esperienza in un'intervista ad AFA Play, la Joya ha parlato del suo rapporto con Cristiano Ronaldo alla Juventus: "Mi ha sorpreso positivamente a livello personale, non lo conoscevo prima. E' un ragazzo eccellente, socievole dentro e fuori dallo spogliatoio". All'inizio però era cosa: "In Argentina è un po' odiato, ma lui mi ha risposto che è abituato a essere criticato".

 

L'attaccante argentino ha svelato l'iniziale diffidenza con cui era stata accolta la notizia dell'arrivo di CR7 in bianconero: "Nessuno di noi lo conosceva personalmente - ha spiegato Dybala -. Prima del suo approdo c'erano state molte discussioni per l'eliminazione in Champions per mano del Real, con l'espulsione di Buffon. Abbiamo trovato un ragazzo eccellente, amichevole con tutti e sempre disponibile. Non capita spesso con giocatori di questo livello".

 

Dybala ha raccontato ad AFA Play anche un retroscena tra lui e lo stesso CR7: "Durante un viaggio mi sono seduto a parlare con lui e gli ho detto 'Sai, sono sincero, in Argentina ti odiamo un po', per il tuo modo di essere, di camminare, ma tu mi hai veramente sorpreso perché ho conosciuto un'altra persona'. E lui, sorridendo, mi ha risposto 'So che è così, ma sono abituato a ricevere queste critiche. Ma io sono come sono'".

 

Infine Dybala è tornato sul periodo difficile vissuto per il Covid-19: "All'inizio - continua Dybala - non ho pensato a cosa potesse essere, ma la cosa era successa ad altri due compagni (Rugani e Matuidi, ndr) e l'ultimo ero io. Avevamo mal di testa, ma era consigliabile non prendere nulla. Il club poi ci ha dato delle vitamine e col tempo ci siamo sentiti meglio. E' una cosa psicologica, all'inizio hai paura ma adesso va bene, in questi giorni non abbiamo avuto sintomi. Prima mi stancavo più in fretta: volevo allenarmi ma dopo cinque minuti ero già senza fiato. E lì abbiamo capito che qualcosa non andava bene, poi i test ci hanno rivelato che eravamo positivi al virus".

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