Fabio Capello, ex allenatore, ha parlato al canale egiziano ON Sport durante il programma "Hat-Trick": "I più grandi allenatori d'Italia sono quelli che hanno vinto i Mondiali. E l'altro direi che in questo momento è Carlo Ancelotti. Che sta facendo cose straordinarie ed al quale faccio l'augurio di vincere il Mondiale col Brasile. La squadra che mi è entrata di più nel cuore da allenatore è stata il Milan, mi ha creato; come giocatore la Juventus, quella con cui ho vinto di più. Quella che mi ha emozionato di più da tecnico è invece il Real Madrid. Ma il Milan è stata l'ultima squadra in cui ho giocato, quella con cui ho vinto il mio ultimo campionato, ottenendo un numero significativo di Scudetti. Ma soprattutto, devo ringraziare Berlusconi, che mi ha aiutato a crescere come allenatore e mi ha permesso di costruire la carriera che ho avuto. Ancelotti è un allenatore eccellente nella gestione dei giocatori chiave. Sa come gestire le varie fasi della squadra, ed è un allenatore molto intelligente, oltre che un ottimo preparatore alla partita. Quindi penso che trovare un allenatore con la personalità di Ancelotti e la sua capacità di gestire uno spogliatoio sia estremamente difficile, soprattutto in un club eccezionale come il Real Madrid. Nella mia carriera, c'è stato un periodo in Italia in cui c'erano i più grandi giocatori e allenatori del mondo, quindi il calcio italiano era al suo apice e gli allenatori erano fondamentali. Da giocatore ho incontrato Helenio Herrera, che ha guidato l'Inter alle sue prime Coppa dei Campioni. Poi c'è stato Marcello Lippi, un grande allenatore, poi Carlo Ancelotti, di cui abbiamo già parlato, e anche Conte, che è andato in Inghilterra e ha vinto il campionato. Ci sono quattro allenatori italiani eccezionali. Quello che ha lasciato un segno indelebile perché ha cambiato un certo stile di calcio, credo sia stato Guardiola, sia in termini di sistema di gioco che di gestione. Mi ero dimenticato di Arrigo Sacchi, che è venuto prima di me. Chiedo scusa ad Arrigo; stavo pensando all'Europa. Arrigo ha cambiato il calcio. E poi Ancelotti; perché nessuno ha gestito le squadre come lui. Ancelotti, Guardiola e Sacchi in ordine? Ci sono momenti diversi, nell'evoluzione del calcio: c'è stato il calcio dell'Ajax, poi quello di Sacchi, poi quello di Guardiola. Tre step, uno ogni 20 anni. E ora aspettiamo il prossimo".
di Napoli Magazine
13/02/2026 - 17:57
Fabio Capello, ex allenatore, ha parlato al canale egiziano ON Sport durante il programma "Hat-Trick": "I più grandi allenatori d'Italia sono quelli che hanno vinto i Mondiali. E l'altro direi che in questo momento è Carlo Ancelotti. Che sta facendo cose straordinarie ed al quale faccio l'augurio di vincere il Mondiale col Brasile. La squadra che mi è entrata di più nel cuore da allenatore è stata il Milan, mi ha creato; come giocatore la Juventus, quella con cui ho vinto di più. Quella che mi ha emozionato di più da tecnico è invece il Real Madrid. Ma il Milan è stata l'ultima squadra in cui ho giocato, quella con cui ho vinto il mio ultimo campionato, ottenendo un numero significativo di Scudetti. Ma soprattutto, devo ringraziare Berlusconi, che mi ha aiutato a crescere come allenatore e mi ha permesso di costruire la carriera che ho avuto. Ancelotti è un allenatore eccellente nella gestione dei giocatori chiave. Sa come gestire le varie fasi della squadra, ed è un allenatore molto intelligente, oltre che un ottimo preparatore alla partita. Quindi penso che trovare un allenatore con la personalità di Ancelotti e la sua capacità di gestire uno spogliatoio sia estremamente difficile, soprattutto in un club eccezionale come il Real Madrid. Nella mia carriera, c'è stato un periodo in Italia in cui c'erano i più grandi giocatori e allenatori del mondo, quindi il calcio italiano era al suo apice e gli allenatori erano fondamentali. Da giocatore ho incontrato Helenio Herrera, che ha guidato l'Inter alle sue prime Coppa dei Campioni. Poi c'è stato Marcello Lippi, un grande allenatore, poi Carlo Ancelotti, di cui abbiamo già parlato, e anche Conte, che è andato in Inghilterra e ha vinto il campionato. Ci sono quattro allenatori italiani eccezionali. Quello che ha lasciato un segno indelebile perché ha cambiato un certo stile di calcio, credo sia stato Guardiola, sia in termini di sistema di gioco che di gestione. Mi ero dimenticato di Arrigo Sacchi, che è venuto prima di me. Chiedo scusa ad Arrigo; stavo pensando all'Europa. Arrigo ha cambiato il calcio. E poi Ancelotti; perché nessuno ha gestito le squadre come lui. Ancelotti, Guardiola e Sacchi in ordine? Ci sono momenti diversi, nell'evoluzione del calcio: c'è stato il calcio dell'Ajax, poi quello di Sacchi, poi quello di Guardiola. Tre step, uno ogni 20 anni. E ora aspettiamo il prossimo".