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L'EX - Agostinelli: "Napoli, campionato più che sufficiente, si tenga conto degli infortuni, Lobotka il più difficile da sostituire, Hojlund fondamentale per l'equilibrio della squadra"
05.05.2026 11:12 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Corsa al quarto posto: la Juventus si autosabota, la Roma continua a vincere e si porta a un punto dai bianconeri. Ad oggi, tra Juventus, Roma e Como, secondo lei chi arriverà quarta?

“La Roma si è rimessa in corsa alla grande, però credo che la Juventus abbia ancora qualche chance in più. Devo dire che anche il Milan era rientrato nel discorso, ma ormai la lotta sembra ristretta. Il Como ha fatto un bel recupero, ma penso che alla fine sarà una corsa tra Roma e Juventus, con i bianconeri leggermente favoriti". 

Per lei sarà una sfida tra Roma e Juventus, con il Como più indietro?

“Sì, esatto. Il Como ha ritrovato forza, ma credo che la lotta per il quarto posto sarà tra Roma e Juventus, con la Juventus un po’ avanti".

Per quanto riguarda il Napoli, si consolida il secondo posto che vale la qualificazione in Champions League. Però è una stagione in cui non ha mai davvero lottato per lo scudetto: possiamo dire che in campionato sia stata un po’ deludente?

“No, in campionato non direi deludente. Semmai lo è stata nelle coppe, dove il Napoli ha fatto molto male. In Europa, chiudere così indietro è sicuramente negativo. In campionato invece no: arrivare secondi dopo aver vinto uno scudetto è comunque un buon risultato. Certo, non ha brillato, ma con tutti gli infortuni che ha avuto bisogna tenerne conto. Quindi per me il campionato è più che sufficiente, mentre nelle coppe è stato decisamente insufficiente".

Lei ha parlato degli infortuni: quanto incidono i metodi di Antonio Conte su questa situazione?

“La verità assoluta non la sa nessuno. Più che i metodi di Conte, penso che possa aver inciso la gestione delle tre partite settimanali, che magari non è stata perfetta. Poi è giusto fare un’analisi sulla preparazione, sui carichi di lavoro e sul recupero, anche insieme allo staff medico. Però ci sono anche annate in cui gira tutto male: viaggi, impegni, tanti fattori. Non posso dire con certezza che sia solo colpa della preparazione, ma sicuramente qualche verifica va fatta".

Questo è stato anche lo scudetto di un allenatore emergente, che ha battuto mostri sacri come Conte, Allegri, Spalletti e Gasperini: possiamo dire che è la vittoria del nuovo che avanza?

“Sì, assolutamente. Al primo anno ha fatto un lavoro straordinario: finale di Coppa Italia e scudetto. È vero che in Europa è uscito in modo negativo, ma può capitare, anche se magari non contro squadre meno quotate. In Italia però ha fatto benissimo. All’inizio c’era scetticismo, ma ha dimostrato il suo valore. È sicuramente un segnale importante per il calcio italiano". 

Abbiamo visto in questo biennio un Aurelio De Laurentiis molto più silenzioso del solito: crede che questo atteggiamento possa durare?

“Non è detto che tutto quello che succede tra presidente e allenatore debba essere reso pubblico. Però De Laurentiis è sempre stato uno molto comunicativo, quindi mi aspetto che a fine stagione possa tornare a parlare e chiarire alcune situazioni". 

Per quanto riguarda il mercato, si parla della possibile cessione di André-Frank Zambo Anguissa e Stanislav Lobotka: tra i due, chi è più sacrificabile?

“Probabilmente Lobotka è quello più difficile da sostituire, perché è un organizzatore di gioco fondamentale. Io personalmente li terrei entrambi, però bisogna anche considerare la volontà dei calciatori". 

Khvicha Kvaratskhelia, dopo questa stagione, può ambire al Pallone d’Oro?

“Se vince la Champions League e continua a essere decisivo, perché no? Almeno tra i primi cinque può arrivarci. Poi certo, per vincerlo serve qualcosa di straordinario, ma se dovesse essere protagonista in finale, allora se ne potrebbe parlare". 

Valuta positivamente la stagione di Rasmus Højlund?

“Sì, assolutamente. Anche quando non ha segnato, ha fatto segnare i compagni e ha lavorato tantissimo per la squadra. In alcune partite ha trascinato il Napoli da solo. Per me è stato un acquisto straordinario".

Non è un bomber di razza, ma è uno che sposta gli equilibri?

“Esatto. Preferisco un attaccante che magari fa 12 gol ma lavora per la squadra, piuttosto che uno che ne fa 20 ma partecipa poco al gioco. Højlund è uno che mette in difficoltà tutti i difensori, ed è fondamentale per l’equilibrio della squadra".

Se fosse nel Napoli, proseguirebbe con Alessandro Buongiorno o proverebbe a prendere Gila della Lazio?

“Se il Napoli ha la possibilità di prendere Gila, sarebbe un grande colpo, perché è uno dei migliori difensori del campionato. Però darei un’altra chance a Buongiorno: una stagione negativa non cancella quanto di buono ha fatto in passato, soprattutto al Torino. Quindi sì, gli darei fiducia, ma Gila sarebbe un acquisto importante". 

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L'EX - Agostinelli: "Napoli, campionato più che sufficiente, si tenga conto degli infortuni, Lobotka il più difficile da sostituire, Hojlund fondamentale per l'equilibrio della squadra"

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05/05/2026 - 11:12

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Corsa al quarto posto: la Juventus si autosabota, la Roma continua a vincere e si porta a un punto dai bianconeri. Ad oggi, tra Juventus, Roma e Como, secondo lei chi arriverà quarta?

“La Roma si è rimessa in corsa alla grande, però credo che la Juventus abbia ancora qualche chance in più. Devo dire che anche il Milan era rientrato nel discorso, ma ormai la lotta sembra ristretta. Il Como ha fatto un bel recupero, ma penso che alla fine sarà una corsa tra Roma e Juventus, con i bianconeri leggermente favoriti". 

Per lei sarà una sfida tra Roma e Juventus, con il Como più indietro?

“Sì, esatto. Il Como ha ritrovato forza, ma credo che la lotta per il quarto posto sarà tra Roma e Juventus, con la Juventus un po’ avanti".

Per quanto riguarda il Napoli, si consolida il secondo posto che vale la qualificazione in Champions League. Però è una stagione in cui non ha mai davvero lottato per lo scudetto: possiamo dire che in campionato sia stata un po’ deludente?

“No, in campionato non direi deludente. Semmai lo è stata nelle coppe, dove il Napoli ha fatto molto male. In Europa, chiudere così indietro è sicuramente negativo. In campionato invece no: arrivare secondi dopo aver vinto uno scudetto è comunque un buon risultato. Certo, non ha brillato, ma con tutti gli infortuni che ha avuto bisogna tenerne conto. Quindi per me il campionato è più che sufficiente, mentre nelle coppe è stato decisamente insufficiente".

Lei ha parlato degli infortuni: quanto incidono i metodi di Antonio Conte su questa situazione?

“La verità assoluta non la sa nessuno. Più che i metodi di Conte, penso che possa aver inciso la gestione delle tre partite settimanali, che magari non è stata perfetta. Poi è giusto fare un’analisi sulla preparazione, sui carichi di lavoro e sul recupero, anche insieme allo staff medico. Però ci sono anche annate in cui gira tutto male: viaggi, impegni, tanti fattori. Non posso dire con certezza che sia solo colpa della preparazione, ma sicuramente qualche verifica va fatta".

Questo è stato anche lo scudetto di un allenatore emergente, che ha battuto mostri sacri come Conte, Allegri, Spalletti e Gasperini: possiamo dire che è la vittoria del nuovo che avanza?

“Sì, assolutamente. Al primo anno ha fatto un lavoro straordinario: finale di Coppa Italia e scudetto. È vero che in Europa è uscito in modo negativo, ma può capitare, anche se magari non contro squadre meno quotate. In Italia però ha fatto benissimo. All’inizio c’era scetticismo, ma ha dimostrato il suo valore. È sicuramente un segnale importante per il calcio italiano". 

Abbiamo visto in questo biennio un Aurelio De Laurentiis molto più silenzioso del solito: crede che questo atteggiamento possa durare?

“Non è detto che tutto quello che succede tra presidente e allenatore debba essere reso pubblico. Però De Laurentiis è sempre stato uno molto comunicativo, quindi mi aspetto che a fine stagione possa tornare a parlare e chiarire alcune situazioni". 

Per quanto riguarda il mercato, si parla della possibile cessione di André-Frank Zambo Anguissa e Stanislav Lobotka: tra i due, chi è più sacrificabile?

“Probabilmente Lobotka è quello più difficile da sostituire, perché è un organizzatore di gioco fondamentale. Io personalmente li terrei entrambi, però bisogna anche considerare la volontà dei calciatori". 

Khvicha Kvaratskhelia, dopo questa stagione, può ambire al Pallone d’Oro?

“Se vince la Champions League e continua a essere decisivo, perché no? Almeno tra i primi cinque può arrivarci. Poi certo, per vincerlo serve qualcosa di straordinario, ma se dovesse essere protagonista in finale, allora se ne potrebbe parlare". 

Valuta positivamente la stagione di Rasmus Højlund?

“Sì, assolutamente. Anche quando non ha segnato, ha fatto segnare i compagni e ha lavorato tantissimo per la squadra. In alcune partite ha trascinato il Napoli da solo. Per me è stato un acquisto straordinario".

Non è un bomber di razza, ma è uno che sposta gli equilibri?

“Esatto. Preferisco un attaccante che magari fa 12 gol ma lavora per la squadra, piuttosto che uno che ne fa 20 ma partecipa poco al gioco. Højlund è uno che mette in difficoltà tutti i difensori, ed è fondamentale per l’equilibrio della squadra".

Se fosse nel Napoli, proseguirebbe con Alessandro Buongiorno o proverebbe a prendere Gila della Lazio?

“Se il Napoli ha la possibilità di prendere Gila, sarebbe un grande colpo, perché è uno dei migliori difensori del campionato. Però darei un’altra chance a Buongiorno: una stagione negativa non cancella quanto di buono ha fatto in passato, soprattutto al Torino. Quindi sì, gli darei fiducia, ma Gila sarebbe un acquisto importante".