Antonio Careca, ex attaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto:
Careca, puntualmente, ogni volta che si sfidano Roma e Napoli, si ripensa a quel suo gol nella stagione del secondo scudetto. Una magia...
"Ma io non facevo gol brutti... Ne ricorda qualcuno?".
E in questo giro che si è fatto in Italia, ne ha visti pure di assai belli.
"I due di Neres contro l’Atalanta ma anche quello di Scamacca, a dire il vero. Anzi, a me quel ragazzo piace proprio tanto, sarebbe da prendere per chiunque. E penso che possa servire alla Nazionale italiana".
La sua presenza ha fatto bene a Neres.
"In quella posizione, vede bene la porta. E con la velocità che ha, se le condizioni della gara lo consentono, può filare dritto perché non lo prendono. Deve osare, ce l’ha nelle corde, con quella rapidità che mette i difensori in imbarazzo. Lo seguo da quando era ragazzino, mi attrae il suo modo di attaccare lo spazio. Contro il Qarabag ci ha messo anche una sforbiciata spettacolare".
La Roma non è l’avversario migliore, in questo momento.
"Gioca molto bene, anche se è lontana dagli standard dell’Atalanta di Gasperini. Ma ci arriverà".
Il calcio di Gasp l’ha conquistata?
"È bravissimo. Quando ero in Italia l’Atalanta non rientrava tra le protagoniste: lui l’ha trascinata a livelli altissimi e ha vinto l’Europa League dando spettacolo. Lo conobbi da calciatore, ragazzo serio, e da tecnico ha fatto ancora meglio. Per me, sarà lassù fino alla fine. E il destino un giorno dovrebbe premiarlo, consentendogli di conquistare un campionato. Però non subito, ecco, perché io tifo Napoli".
Roma-Napoli è sfida-scudetto?
"È la partita tra due candidate al titolo, ma è presto per dire che sia una gara decisiva. I campionati si vincono da marzo in poi, però i punti di oggi avranno un peso. Saranno 90’ delicati per entrambe, si giocherà sul filo dell’equilibrio, tra avversarie che un po’ si somigliano in tante cose".
Quando è atterrato in Italia il Napoli era in difficoltà, ora che è partito l’ha lasciato in salute.
"A me non è mai sembrato in crisi, anche se i risultati non venivano e qualche sconfitta ha scatenato l’allarme. Però se ti fermi un attimo e dai un’occhiata all’infermeria ti accorgi che mancano 6 calciatori di livello internazionale: dover rinunciare a Lukaku, De Bruyne e Anguissa significa rimetterci fisicità e tecnica; poi senza Gilmour, Meret, Gutierrez sei impossibilitato a fare il turnover".
Lì dove giocava Careca adesso c’è Hojlund.
"Sta faticando un po’, si nota anche in piccoli dettagli. Ma la generosità e la disponibilità non sono in discussione: lavora per i compagni, si impegna, e forse la mancanza del gol è condizionante. L’errore dal dischetto appartiene alle dinamiche del calcio, non c’è da fare drammi. si scioglierà non appena tornerà a segnare. Ma deve stare sereno".
Domanda inevitabile: questo calcio le piace?
"Vedevo la gara di Champions e pensavo con rimpianto ai miei tempi, alla Coppa dei Campioni. Quel Napoli avrebbe fatto divertire, riempiendo lo stadio sempre. E magari avremmo registrato il tutto esaurito anche fuori casa. Notavo certi spazi e mi immaginavo cosa sarebbe stato per me, Maradona, Giordano e Carnevale. Diego mi manca sempre e tanto, è stata una enorme ingiustizia se ne sia andato così presto. Avevamo ancora tante cose da dirci".
di Napoli Magazine
30/11/2025 - 10:27
Antonio Careca, ex attaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco un estratto:
Careca, puntualmente, ogni volta che si sfidano Roma e Napoli, si ripensa a quel suo gol nella stagione del secondo scudetto. Una magia...
"Ma io non facevo gol brutti... Ne ricorda qualcuno?".
E in questo giro che si è fatto in Italia, ne ha visti pure di assai belli.
"I due di Neres contro l’Atalanta ma anche quello di Scamacca, a dire il vero. Anzi, a me quel ragazzo piace proprio tanto, sarebbe da prendere per chiunque. E penso che possa servire alla Nazionale italiana".
La sua presenza ha fatto bene a Neres.
"In quella posizione, vede bene la porta. E con la velocità che ha, se le condizioni della gara lo consentono, può filare dritto perché non lo prendono. Deve osare, ce l’ha nelle corde, con quella rapidità che mette i difensori in imbarazzo. Lo seguo da quando era ragazzino, mi attrae il suo modo di attaccare lo spazio. Contro il Qarabag ci ha messo anche una sforbiciata spettacolare".
La Roma non è l’avversario migliore, in questo momento.
"Gioca molto bene, anche se è lontana dagli standard dell’Atalanta di Gasperini. Ma ci arriverà".
Il calcio di Gasp l’ha conquistata?
"È bravissimo. Quando ero in Italia l’Atalanta non rientrava tra le protagoniste: lui l’ha trascinata a livelli altissimi e ha vinto l’Europa League dando spettacolo. Lo conobbi da calciatore, ragazzo serio, e da tecnico ha fatto ancora meglio. Per me, sarà lassù fino alla fine. E il destino un giorno dovrebbe premiarlo, consentendogli di conquistare un campionato. Però non subito, ecco, perché io tifo Napoli".
Roma-Napoli è sfida-scudetto?
"È la partita tra due candidate al titolo, ma è presto per dire che sia una gara decisiva. I campionati si vincono da marzo in poi, però i punti di oggi avranno un peso. Saranno 90’ delicati per entrambe, si giocherà sul filo dell’equilibrio, tra avversarie che un po’ si somigliano in tante cose".
Quando è atterrato in Italia il Napoli era in difficoltà, ora che è partito l’ha lasciato in salute.
"A me non è mai sembrato in crisi, anche se i risultati non venivano e qualche sconfitta ha scatenato l’allarme. Però se ti fermi un attimo e dai un’occhiata all’infermeria ti accorgi che mancano 6 calciatori di livello internazionale: dover rinunciare a Lukaku, De Bruyne e Anguissa significa rimetterci fisicità e tecnica; poi senza Gilmour, Meret, Gutierrez sei impossibilitato a fare il turnover".
Lì dove giocava Careca adesso c’è Hojlund.
"Sta faticando un po’, si nota anche in piccoli dettagli. Ma la generosità e la disponibilità non sono in discussione: lavora per i compagni, si impegna, e forse la mancanza del gol è condizionante. L’errore dal dischetto appartiene alle dinamiche del calcio, non c’è da fare drammi. si scioglierà non appena tornerà a segnare. Ma deve stare sereno".
Domanda inevitabile: questo calcio le piace?
"Vedevo la gara di Champions e pensavo con rimpianto ai miei tempi, alla Coppa dei Campioni. Quel Napoli avrebbe fatto divertire, riempiendo lo stadio sempre. E magari avremmo registrato il tutto esaurito anche fuori casa. Notavo certi spazi e mi immaginavo cosa sarebbe stato per me, Maradona, Giordano e Carnevale. Diego mi manca sempre e tanto, è stata una enorme ingiustizia se ne sia andato così presto. Avevamo ancora tante cose da dirci".