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IL DOPPIO EX - Matuzalém: "A Napoli sono stato da Dio: peccato per la retrocessione del secondo anno, dopo la promozione, Novellino il mio angelo custode, la Lazio è stata un pezzo di vita"
03.01.2026 13:35 di Napoli Magazine
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Francelino Matuzalém, ex centrocampista di Napoli, Bologna, Lazio e Genoa, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ecco un estratto.

Come arrivò in Europa?

"La prima tappa fu il Napoli, estate 1999. Filippo Fusco mi vide giocare al Mondiale U20 col Brasile. C’era anche Ronaldinho, che già palleggiava con le arance. Avevo 19 anni. Dopo un paio di partite chiesi quando avremmo giocato contro Juve e Milan. Mi risposero “beh, magari il prossimo anno...”. Eravamo in Serie B e neanche lo sapevo".

Come fu l’impatto con l’Italia?

"Per un mese mangiai solo pizza e Coca Cola. Vivevo da solo, non sapevo né cucinare né fare una lavatrice senza distruggere tutto, ma avevo un angelo custode: Walter Novellino. Quando non mi svegliavo mi veniva a prendere a casa. “Brasiliano, c’è l’allenamento”. Ha visto in me il regista che avevo dentro. A Napoli sono stato da Dio: peccato per la retrocessione del secondo anno, dopo la promozione".

È vero che Walter la andò a prendere in prigione?

"Sì, ero dentro per una rissa con dei tifosi. Sono rimasto lo stesso, dal Brasile alla D, dove ho smesso nel 2018. A Monterosi presi 3 mesi di squalifica...".

Siviglia ci ha detto: "Matu era un po’ Pirlo e un po’ Gattuso".

"Il capitano mi vuole bene, questi sono mostri sacri, ma tra vincere un contrasto e fare un assist le dico tutta la vita il primo. Oggi come me ce ne sono pochi. Non so quanto potrei valere, ma giocherei tutta la vita. Oggi i campioni veri non esistono? Haaland? Yamal? Non so se avrebbe giocato nella Spagna dei fenomeni".

Altro ricordo: Claudio Lotito.

"Entrai alle 21 per firmare, uscii alle tre di notte. Si addormentava. Un grande. Quando mi mise fuori rosa fu colpa mia, ero rientrato tardi dalle vacanze. La Lazio è stata un pezzo di vita. E i tifosi mi ricordano ancora il gol decisivo in Supercoppa contro l’Inter, di naso, nel 2009. Il più brutto di tutti".

Retroscena di mercato da svelare?

"Ho sfiorato Milan e soprattutto Roma. Incontrai Spalletti in hotel ai tempi dello Shakhtar. Lì ho avuto l'allenatore migliore: Lucescu".

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IL DOPPIO EX - Matuzalém: "A Napoli sono stato da Dio: peccato per la retrocessione del secondo anno, dopo la promozione, Novellino il mio angelo custode, la Lazio è stata un pezzo di vita"

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03/01/2026 - 13:35

Francelino Matuzalém, ex centrocampista di Napoli, Bologna, Lazio e Genoa, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ecco un estratto.

Come arrivò in Europa?

"La prima tappa fu il Napoli, estate 1999. Filippo Fusco mi vide giocare al Mondiale U20 col Brasile. C’era anche Ronaldinho, che già palleggiava con le arance. Avevo 19 anni. Dopo un paio di partite chiesi quando avremmo giocato contro Juve e Milan. Mi risposero “beh, magari il prossimo anno...”. Eravamo in Serie B e neanche lo sapevo".

Come fu l’impatto con l’Italia?

"Per un mese mangiai solo pizza e Coca Cola. Vivevo da solo, non sapevo né cucinare né fare una lavatrice senza distruggere tutto, ma avevo un angelo custode: Walter Novellino. Quando non mi svegliavo mi veniva a prendere a casa. “Brasiliano, c’è l’allenamento”. Ha visto in me il regista che avevo dentro. A Napoli sono stato da Dio: peccato per la retrocessione del secondo anno, dopo la promozione".

È vero che Walter la andò a prendere in prigione?

"Sì, ero dentro per una rissa con dei tifosi. Sono rimasto lo stesso, dal Brasile alla D, dove ho smesso nel 2018. A Monterosi presi 3 mesi di squalifica...".

Siviglia ci ha detto: "Matu era un po’ Pirlo e un po’ Gattuso".

"Il capitano mi vuole bene, questi sono mostri sacri, ma tra vincere un contrasto e fare un assist le dico tutta la vita il primo. Oggi come me ce ne sono pochi. Non so quanto potrei valere, ma giocherei tutta la vita. Oggi i campioni veri non esistono? Haaland? Yamal? Non so se avrebbe giocato nella Spagna dei fenomeni".

Altro ricordo: Claudio Lotito.

"Entrai alle 21 per firmare, uscii alle tre di notte. Si addormentava. Un grande. Quando mi mise fuori rosa fu colpa mia, ero rientrato tardi dalle vacanze. La Lazio è stata un pezzo di vita. E i tifosi mi ricordano ancora il gol decisivo in Supercoppa contro l’Inter, di naso, nel 2009. Il più brutto di tutti".

Retroscena di mercato da svelare?

"Ho sfiorato Milan e soprattutto Roma. Incontrai Spalletti in hotel ai tempi dello Shakhtar. Lì ho avuto l'allenatore migliore: Lucescu".