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L'EX -Milanese: "Buongiorno ha carisma, il Napoli finirà nelle prime quattro in classifica"
11.07.2024 13:07 di Napoli Magazine

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mauro Milanese, ex calciatore di Napoli, Inter e Torino:

 

Il Napoli punta a rinforzare dapprima il reparto difensivo. Probabilmente, Conte lo riteneva il punto debole della passata stagione.

 

“In tutti i reparti, a mio avviso, da Osimhen, che era stato l’uomo scudetto, al centrocampo non si è vista la stessa qualità. C’è stata anche qualche partenza come l’addio di Kim. Credo sia stato un atteggiamento complessivo che ha visto il Napoli con meno equilibrio e fame agonistica”.

 

L’errore è stato anche non sostituire al meglio un difensore come Kim?

 

“Non è facile trovare difensori di quel livello. Quell’estate furono bravi ad individuare Kim, che ha reso al massimo delle possibilità nell’anno dello scudetto. È stata un’annata straordinaria”.

 

Quanto sarà difficile reggere alla pressione della maglia azzurra?

 

“Non tutte le maglie sono uguali. Le aspettative e la storia di un club contano. Buongiorno, però, ha carisma. Deve ancora fare il passetto per essere considerato un calciatore di massimo livello. Dunque, spero avrà stimoli e si integri bene con i compagni di reparto. Anche la somma delle qualità dei due centrali può essere determinante. Sarà bravo il Napoli a valutare la necessità di arricchire ulteriormente il reparto”.

 

Crede che Buongiorno saprà essere un valore aggiunto?

 

“Secondo me, sì. È un giocatore concentrato. Tante volte ho visto che molti calciatori sono discontinui. Buongiorno mi sembra sempre sul pezzo, concentrato, cattivo. Sa accorciare, anche se, naturalmente, può soffrire negli uno contro uno”.

 

Tra Inter e Napoli c’è un testa a testa per Hermoso. A chi servirebbe di più?

 

“Più al Napoli. Lo scorso anno, l’Inter è stata la miglior difesa, ha terminato tante partite senza subire gol ed hanno lo stesso allenatore da tanto tempo. Sia i titolari che i subentranti sanno come giocare. Se si vuol puntare all’Europa, naturalmente, c’è sempre da migliorare. Se guardiamo a club come City, Real e Bayern, non tutti i nerazzurri vi giocherebbero. Per il nostro campionato, la compattezza rende l’Inter tra i favoriti per il titolo”.

 

Dove vede il Napoli di Conte nella prossima stagione?

 

“Tra le prime quattro vedo anche il Napoli di Conte. Lo scorso campionato è stato a sé. Gli azzurri sono sempre riusciti ad arrivare tra le prime quattro, nonostante gli eccessi, in positivo due anni fa e in negativo l’ultimo campionato. Ci sarà voglia di arrivare tra le prime quattro. Conte lotterà per obiettivi importanti e manterrei Napoli e Inter per le prime posizioni seppure ci sarà la concorrenza ferrea di Milan, Juventus, Roma e Lazio”.

 

Osimhen vale davvero 130 milioni?

 

“Se guardiamo il campionato di due anni fa, sì. Se guardiamo all’ultima stagione, no. Gli attaccanti, per diversi motivi, non possono fare sempre le stesse stagioni. Tuttavia, i grandi club potrebbero interessarsi ad un giocatore come Osimhen, tra i migliori dieci. In Europa c’è un cambio generazionale importante. Basti pensare alla Spagna, che può contare su un ventenne come Williams ed un diciassettenne come Yamal. In Italia non riusciamo a vantare la stessa qualità nelle nuove generazioni”.

 

Ci sono dei numeri dieci, oggi, in Italia?

 

“Si fa fatica. Gli ultimi dieci sono stati Luis Alberto e Lautaro. Dybala gioca già col ventuno. Tuttavia, siamo molto distanti dai Totti e Del Piero. Faremmo fatica ad individuare i numeri dieci nelle varie squadre di vertice. Non ci sono giocatori che possano dribblare, scattare e che facciano gol, anche calciando da punizione. Penso a quando ero all’Inter, c’erano Baggio, Paulo Sousa, Djorkaeff, tutti specialisti dei calci di punizione. Più in generale, vent’anni fa c’erano giocatori che eccellevano nelle proprie caratteristiche, riconoscibili. Giocatori come Pirlo e Gattuso. Bastava dire il nome del calciatore ed erano immediatamente riconoscibili le sue caratteristiche”.

 

Per sostituire Osimhen punterebbe ancora su Lukaku?

 

“Sono un po’ indeciso, a dire il vero. Sa fare sponda, sa fare gol e la doppia cifra può sempre garantirla. Quel che ha perso, a mio avviso, è l’attacco della profondità, caratteristica determinante di Lukaku quando fu allenato da Conte. Oggi, si è un po’ adagiato, ha anche preso qualche chilo. Con la sua struttura fisica, avrà bisogno di ritrovare la forma migliore per poter essere determinante in quel fondamentale”.

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L'EX -Milanese: "Buongiorno ha carisma, il Napoli finirà nelle prime quattro in classifica"

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11/07/2024 - 13:07

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mauro Milanese, ex calciatore di Napoli, Inter e Torino:

 

Il Napoli punta a rinforzare dapprima il reparto difensivo. Probabilmente, Conte lo riteneva il punto debole della passata stagione.

 

“In tutti i reparti, a mio avviso, da Osimhen, che era stato l’uomo scudetto, al centrocampo non si è vista la stessa qualità. C’è stata anche qualche partenza come l’addio di Kim. Credo sia stato un atteggiamento complessivo che ha visto il Napoli con meno equilibrio e fame agonistica”.

 

L’errore è stato anche non sostituire al meglio un difensore come Kim?

 

“Non è facile trovare difensori di quel livello. Quell’estate furono bravi ad individuare Kim, che ha reso al massimo delle possibilità nell’anno dello scudetto. È stata un’annata straordinaria”.

 

Quanto sarà difficile reggere alla pressione della maglia azzurra?

 

“Non tutte le maglie sono uguali. Le aspettative e la storia di un club contano. Buongiorno, però, ha carisma. Deve ancora fare il passetto per essere considerato un calciatore di massimo livello. Dunque, spero avrà stimoli e si integri bene con i compagni di reparto. Anche la somma delle qualità dei due centrali può essere determinante. Sarà bravo il Napoli a valutare la necessità di arricchire ulteriormente il reparto”.

 

Crede che Buongiorno saprà essere un valore aggiunto?

 

“Secondo me, sì. È un giocatore concentrato. Tante volte ho visto che molti calciatori sono discontinui. Buongiorno mi sembra sempre sul pezzo, concentrato, cattivo. Sa accorciare, anche se, naturalmente, può soffrire negli uno contro uno”.

 

Tra Inter e Napoli c’è un testa a testa per Hermoso. A chi servirebbe di più?

 

“Più al Napoli. Lo scorso anno, l’Inter è stata la miglior difesa, ha terminato tante partite senza subire gol ed hanno lo stesso allenatore da tanto tempo. Sia i titolari che i subentranti sanno come giocare. Se si vuol puntare all’Europa, naturalmente, c’è sempre da migliorare. Se guardiamo a club come City, Real e Bayern, non tutti i nerazzurri vi giocherebbero. Per il nostro campionato, la compattezza rende l’Inter tra i favoriti per il titolo”.

 

Dove vede il Napoli di Conte nella prossima stagione?

 

“Tra le prime quattro vedo anche il Napoli di Conte. Lo scorso campionato è stato a sé. Gli azzurri sono sempre riusciti ad arrivare tra le prime quattro, nonostante gli eccessi, in positivo due anni fa e in negativo l’ultimo campionato. Ci sarà voglia di arrivare tra le prime quattro. Conte lotterà per obiettivi importanti e manterrei Napoli e Inter per le prime posizioni seppure ci sarà la concorrenza ferrea di Milan, Juventus, Roma e Lazio”.

 

Osimhen vale davvero 130 milioni?

 

“Se guardiamo il campionato di due anni fa, sì. Se guardiamo all’ultima stagione, no. Gli attaccanti, per diversi motivi, non possono fare sempre le stesse stagioni. Tuttavia, i grandi club potrebbero interessarsi ad un giocatore come Osimhen, tra i migliori dieci. In Europa c’è un cambio generazionale importante. Basti pensare alla Spagna, che può contare su un ventenne come Williams ed un diciassettenne come Yamal. In Italia non riusciamo a vantare la stessa qualità nelle nuove generazioni”.

 

Ci sono dei numeri dieci, oggi, in Italia?

 

“Si fa fatica. Gli ultimi dieci sono stati Luis Alberto e Lautaro. Dybala gioca già col ventuno. Tuttavia, siamo molto distanti dai Totti e Del Piero. Faremmo fatica ad individuare i numeri dieci nelle varie squadre di vertice. Non ci sono giocatori che possano dribblare, scattare e che facciano gol, anche calciando da punizione. Penso a quando ero all’Inter, c’erano Baggio, Paulo Sousa, Djorkaeff, tutti specialisti dei calci di punizione. Più in generale, vent’anni fa c’erano giocatori che eccellevano nelle proprie caratteristiche, riconoscibili. Giocatori come Pirlo e Gattuso. Bastava dire il nome del calciatore ed erano immediatamente riconoscibili le sue caratteristiche”.

 

Per sostituire Osimhen punterebbe ancora su Lukaku?

 

“Sono un po’ indeciso, a dire il vero. Sa fare sponda, sa fare gol e la doppia cifra può sempre garantirla. Quel che ha perso, a mio avviso, è l’attacco della profondità, caratteristica determinante di Lukaku quando fu allenato da Conte. Oggi, si è un po’ adagiato, ha anche preso qualche chilo. Con la sua struttura fisica, avrà bisogno di ritrovare la forma migliore per poter essere determinante in quel fondamentale”.