A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.
Negli ultimi giorni c'è un po' di caos in casa Lazio per alcune dichiarazioni del presidente Lotito, è una situazione strana, non era mai successa una cosa del genere. Lei da che parte sta, dalla parte di Lotito o da quella di Sarri?
"Senza il minimo dubbio sto dalla parte di Maurizio Sarri. Però qui dovremmo partire da molto lontano. Purtroppo io, in tempi non sospetti, non sono mai stato tenero su certe situazioni, io parlo sempre in maniera molto diretta, a volte anche molto dura. Il problema è che questa è una guerra persa in partenza, una guerra che dura da vent'anni. Ti dico che parte da tanti anni fa, da quando io ebbi la sfortuna di conoscere questo signore ai tempi dell'operazione legata alla vendita della Lazio. È una situazione talmente delicata e permettimi, anche vergognosa, perché ormai manca il rispetto per tutti. Oggi si è arrivati a un punto di non ritorno. Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti e non è più solo una questione nazionale, ormai è diventato un caso anche internazionale. Negli ultimi giorni si è parlato della Lazio perfino all'estero, con articoli e fotografie sui giornali internazionali. Abbiamo superato i confini del normale dibattito italiano. Credo che la situazione sia davvero arrivata al punto di non ritorno e bisognerebbe avere l'intelligenza di capire che dopo vent'anni forse è arrivato il momento di fare un passo indietro. Però per farlo bisogna essere lucidi, e ultimamente mi sembra che il presidente Lotito non lo sia più così tanto".
Chiudiamo il capitolo Lazio con una battuta che arriva da un tifoso del Napoli: 'Prendere soldi da Lotito è come vincere al Lottito'. Immagino che lei non abbia riso molto leggendo questa battuta, giusto?
"Ormai siamo arrivati davvero al contrario di tutto. Siamo quasi ai livelli del film di Alberto Sordi, 'Borgorosso Football Club'. È una situazione talmente devastante e senza ritorno che io cerco sempre di mantenere toni molto bassi, però tu sai meglio di me che quando hai a che fare con certe situazioni è difficile. Qui manca il rispetto per un popolo, per una tifoseria importante e per una società importante come la Lazio. Non siamo più nella fase in cui si dice che il presidente non spende abbastanza o che si discute la gestione economica. Qui il problema è diverso. Lotito ha fatto anche delle cose buone, è giusto dirlo, ma è arrivato il momento che faccia un passo indietro perché non ha più la forza per guidare una società come la Lazio. La Lazio è una squadra che merita un certo livello. Nessuno pretende di vincere la Champions League tutti gli anni, ma almeno avere la possibilità di sognare. Il sogno è fondamentale per i tifosi. Se ai tifosi togli il sogno, di cosa stiamo parlando? Il Napoli lo sa bene, è ripartito dal basso e ha fatto un percorso straordinario. De Laurentiis ha costruito negli anni qualcosa di importante. Vent'anni fa Napoli e Lazio erano più o meno allo stesso punto, ma uno ha fatto un percorso di crescita, l'altro si è fermato".
Questa sera il Napoli affronterà il Torino, secondo lei, la squadra ha sofferto di più l'assenza di De Bruyne o quella di Anguissa?
"Sono due giocatori molto importanti, ma secondo me il Napoli ha sofferto soprattutto l'assenza di Anguissa. È un giocatore che dà equilibrio alla squadra, fisicità e presenza a centrocampo. De Bruyne è un campione e quando rientra ti può dare qualità e soluzioni diverse, ma Anguissa è uno di quei calciatori che ti fanno funzionare tutta la squadra. Probabilmente adesso avranno queste ultime cinque o sei partite per dimostrare il loro valore e per aiutare la squadra nel finale di stagione".
Antonio Conte potrebbe confermare il tridente d'attacco. Cosa manca invece a Giovane?
"Ti dico la verità, è una di quelle operazioni che io non avrei mai fatto. Con la crescita esponenziale di Vergara e con altre soluzioni offensive già presenti, spendere circa 20 milioni per un giocatore che aveva fatto poche partite ad alto livello non era una scelta che mi convinceva. Giovane è un buon giocatore, ma un conto è indossare la maglia del Verona e un conto è indossare la maglia del Napoli. Per giocare a Napoli serve qualcosa in più. In una squadra che punta in alto hai bisogno di calciatori che spostino gli equilibri. Per me è stata un'operazione che non ha portato il rendimento che ci si aspettava, soprattutto considerando la crescita di altri giocatori già presenti in rosa".
Un altro ascoltatore scrive: 'Sarri qualche coppa l'ha vinta, a differenza di altri presidenti'. Le chiedo: tra Lotito e Cairo, chi è stato il presidente peggiore secondo lei?
"Ogni presidente nel suo percorso fa cose giuste e cose sbagliate, è normale. Però qui il problema ormai è che si è arrivati a un punto di rottura totale. Pensa che ci sono circa 32.000 tifosi della Lazio abbonati che hanno scelto di non entrare allo stadio per protesta. È una situazione allucinante. Stai togliendo ai tifosi una delle poche cose che restano, cioè l'amore e l'affezione per la propria squadra. Quando si arriva a non andare allo stadio per protesta contro il presidente significa che qualcosa si è rotto definitivamente. Il tifoso oggi ha un solo modo per dimostrare la propria insoddisfazione, non entrare allo stadio. Non puoi costringere qualcuno a vendere una società che è sua, però quando arrivi a questo livello di scontro continuo significa che la situazione è degenerata. Ogni anno si dà la colpa all'allenatore: all'inizio è il migliore del mondo e dopo sei mesi diventa uno che non capisce niente. È una dinamica che si ripete sempre. Si usano anche parole pesanti nei confronti degli allenatori e questo non è giusto. Alla fine, purtroppo, siamo diventati quasi una barzelletta".
di Napoli Magazine
06/03/2026 - 16:05
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.
Negli ultimi giorni c'è un po' di caos in casa Lazio per alcune dichiarazioni del presidente Lotito, è una situazione strana, non era mai successa una cosa del genere. Lei da che parte sta, dalla parte di Lotito o da quella di Sarri?
"Senza il minimo dubbio sto dalla parte di Maurizio Sarri. Però qui dovremmo partire da molto lontano. Purtroppo io, in tempi non sospetti, non sono mai stato tenero su certe situazioni, io parlo sempre in maniera molto diretta, a volte anche molto dura. Il problema è che questa è una guerra persa in partenza, una guerra che dura da vent'anni. Ti dico che parte da tanti anni fa, da quando io ebbi la sfortuna di conoscere questo signore ai tempi dell'operazione legata alla vendita della Lazio. È una situazione talmente delicata e permettimi, anche vergognosa, perché ormai manca il rispetto per tutti. Oggi si è arrivati a un punto di non ritorno. Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti e non è più solo una questione nazionale, ormai è diventato un caso anche internazionale. Negli ultimi giorni si è parlato della Lazio perfino all'estero, con articoli e fotografie sui giornali internazionali. Abbiamo superato i confini del normale dibattito italiano. Credo che la situazione sia davvero arrivata al punto di non ritorno e bisognerebbe avere l'intelligenza di capire che dopo vent'anni forse è arrivato il momento di fare un passo indietro. Però per farlo bisogna essere lucidi, e ultimamente mi sembra che il presidente Lotito non lo sia più così tanto".
Chiudiamo il capitolo Lazio con una battuta che arriva da un tifoso del Napoli: 'Prendere soldi da Lotito è come vincere al Lottito'. Immagino che lei non abbia riso molto leggendo questa battuta, giusto?
"Ormai siamo arrivati davvero al contrario di tutto. Siamo quasi ai livelli del film di Alberto Sordi, 'Borgorosso Football Club'. È una situazione talmente devastante e senza ritorno che io cerco sempre di mantenere toni molto bassi, però tu sai meglio di me che quando hai a che fare con certe situazioni è difficile. Qui manca il rispetto per un popolo, per una tifoseria importante e per una società importante come la Lazio. Non siamo più nella fase in cui si dice che il presidente non spende abbastanza o che si discute la gestione economica. Qui il problema è diverso. Lotito ha fatto anche delle cose buone, è giusto dirlo, ma è arrivato il momento che faccia un passo indietro perché non ha più la forza per guidare una società come la Lazio. La Lazio è una squadra che merita un certo livello. Nessuno pretende di vincere la Champions League tutti gli anni, ma almeno avere la possibilità di sognare. Il sogno è fondamentale per i tifosi. Se ai tifosi togli il sogno, di cosa stiamo parlando? Il Napoli lo sa bene, è ripartito dal basso e ha fatto un percorso straordinario. De Laurentiis ha costruito negli anni qualcosa di importante. Vent'anni fa Napoli e Lazio erano più o meno allo stesso punto, ma uno ha fatto un percorso di crescita, l'altro si è fermato".
Questa sera il Napoli affronterà il Torino, secondo lei, la squadra ha sofferto di più l'assenza di De Bruyne o quella di Anguissa?
"Sono due giocatori molto importanti, ma secondo me il Napoli ha sofferto soprattutto l'assenza di Anguissa. È un giocatore che dà equilibrio alla squadra, fisicità e presenza a centrocampo. De Bruyne è un campione e quando rientra ti può dare qualità e soluzioni diverse, ma Anguissa è uno di quei calciatori che ti fanno funzionare tutta la squadra. Probabilmente adesso avranno queste ultime cinque o sei partite per dimostrare il loro valore e per aiutare la squadra nel finale di stagione".
Antonio Conte potrebbe confermare il tridente d'attacco. Cosa manca invece a Giovane?
"Ti dico la verità, è una di quelle operazioni che io non avrei mai fatto. Con la crescita esponenziale di Vergara e con altre soluzioni offensive già presenti, spendere circa 20 milioni per un giocatore che aveva fatto poche partite ad alto livello non era una scelta che mi convinceva. Giovane è un buon giocatore, ma un conto è indossare la maglia del Verona e un conto è indossare la maglia del Napoli. Per giocare a Napoli serve qualcosa in più. In una squadra che punta in alto hai bisogno di calciatori che spostino gli equilibri. Per me è stata un'operazione che non ha portato il rendimento che ci si aspettava, soprattutto considerando la crescita di altri giocatori già presenti in rosa".
Un altro ascoltatore scrive: 'Sarri qualche coppa l'ha vinta, a differenza di altri presidenti'. Le chiedo: tra Lotito e Cairo, chi è stato il presidente peggiore secondo lei?
"Ogni presidente nel suo percorso fa cose giuste e cose sbagliate, è normale. Però qui il problema ormai è che si è arrivati a un punto di rottura totale. Pensa che ci sono circa 32.000 tifosi della Lazio abbonati che hanno scelto di non entrare allo stadio per protesta. È una situazione allucinante. Stai togliendo ai tifosi una delle poche cose che restano, cioè l'amore e l'affezione per la propria squadra. Quando si arriva a non andare allo stadio per protesta contro il presidente significa che qualcosa si è rotto definitivamente. Il tifoso oggi ha un solo modo per dimostrare la propria insoddisfazione, non entrare allo stadio. Non puoi costringere qualcuno a vendere una società che è sua, però quando arrivi a questo livello di scontro continuo significa che la situazione è degenerata. Ogni anno si dà la colpa all'allenatore: all'inizio è il migliore del mondo e dopo sei mesi diventa uno che non capisce niente. È una dinamica che si ripete sempre. Si usano anche parole pesanti nei confronti degli allenatori e questo non è giusto. Alla fine, purtroppo, siamo diventati quasi una barzelletta".