In quanti, all’inizio di questa stagione, avrebbero immaginato che questo Napoli-Fiorentina sarebbe stato così sentito ed importante? In pochi, al massimo. Perché entrambe le squadre iniziavano un nuovo percorso, con due allenatori che presentavano più incognite che certezze. Nonostante l’ottimo lavoro fatto negli anni precedenti. Percorsi simili quelli di Napoli e Fiorentina, ripartite entrambe dalla serie C per poi risalire, passo dopo passo, nell’élite del calcio italiano. Risultati che sono il frutto di filosofie talmente simili che, spesso e volentieri, hanno portato queste due società ad incrociarsi sul mercato. Ricordate il caso Astori? Una telenovela che ci ha tenuto compagnia per gran parte dell’estate, con l’ex difensore della Roma che era ormai pronto per la firma con il Napoli prima del clamoroso dietrofront. Questione di diritti d’immagine, un ostacolo che non gli ha impedito di passare alla Fiorentina. Ora è un punto fermo della squadra di Paulo Sousa. Lo stesso non si può dire di Mario Suarez, scivolato in panchina dopo le prime partite ed oggetto del desiderio di Benitez nel biennio napoletano. Dal ‘rojiblanco’ dell’Atletico Madrid all’azzurro? Niente affatto. Il centrocampista spagnolo si è trasferito alla Fiorentina, nell’ambito dell’operazione che ha portato Savic alla corte di Simeone. Perché d’altronde, queste due società, in questi anni hanno adottato lo spagnolo come seconda lingua. Raul Albiol e Callejon da una parte, Gonzalo Rodriguez e Borja Valero dall’altra. Già, Borja Valero. Lo stesso che con la maglia del Villareal aveva fatto impazzire Mazzarri tanto da entrare nella lista dei desideri di Bigon. Soltanto una simpatia, niente di più. A provarci davvero è stata la Fiorentina che poco dopo l’ha portato in Italia. Intrecci di mercato, come quello che riguarda Matias Vecino. Talento uruguaiano, lanciato da Sarri nel grande calcio per prepararlo per la… Fiorentina. Già, sempre la Fiorentina. Eppure il Napoli quest’estate un tentativo l’aveva fatto, su indicazione dello stesso Sarri. E per ammissione di Giuntoli, che proprio qualche giorno fa aveva confessato l’interessamento per questo classe ’91 che ora la Fiorentina ritiene finalmente pronto per la maglia viola. Per tutti questi calciatori sarà l’occasione per confermare ancora una volta il proprio valore. Per qualcun altro, invece, sarà la partita delle partite. Perchè se per gli altri ci sono questi incroci di mercato da raccontare, la storia di Luigi Sepe legata a Napoli-Fiorentina è davvero particolare. L’anno scorso ad Empoli ha dimostrato il suo valore, proprio con Sarri che ha poi ritrovato a Dimaro, prima del prestito alla Fiorentina. Ma con la speranza di tornare nel Napoli, la squadra della sua città. Quella con la quale ha esordito in serie A. Contro chi? Ovvio, contro la Fiorentina. Storie in grado di accendere ancor di più questa partita, a tutti gli effetti un big match del campionato di serie A.
di Napoli Magazine
17/10/2015 - 17:34
In quanti, all’inizio di questa stagione, avrebbero immaginato che questo Napoli-Fiorentina sarebbe stato così sentito ed importante? In pochi, al massimo. Perché entrambe le squadre iniziavano un nuovo percorso, con due allenatori che presentavano più incognite che certezze. Nonostante l’ottimo lavoro fatto negli anni precedenti. Percorsi simili quelli di Napoli e Fiorentina, ripartite entrambe dalla serie C per poi risalire, passo dopo passo, nell’élite del calcio italiano. Risultati che sono il frutto di filosofie talmente simili che, spesso e volentieri, hanno portato queste due società ad incrociarsi sul mercato. Ricordate il caso Astori? Una telenovela che ci ha tenuto compagnia per gran parte dell’estate, con l’ex difensore della Roma che era ormai pronto per la firma con il Napoli prima del clamoroso dietrofront. Questione di diritti d’immagine, un ostacolo che non gli ha impedito di passare alla Fiorentina. Ora è un punto fermo della squadra di Paulo Sousa. Lo stesso non si può dire di Mario Suarez, scivolato in panchina dopo le prime partite ed oggetto del desiderio di Benitez nel biennio napoletano. Dal ‘rojiblanco’ dell’Atletico Madrid all’azzurro? Niente affatto. Il centrocampista spagnolo si è trasferito alla Fiorentina, nell’ambito dell’operazione che ha portato Savic alla corte di Simeone. Perché d’altronde, queste due società, in questi anni hanno adottato lo spagnolo come seconda lingua. Raul Albiol e Callejon da una parte, Gonzalo Rodriguez e Borja Valero dall’altra. Già, Borja Valero. Lo stesso che con la maglia del Villareal aveva fatto impazzire Mazzarri tanto da entrare nella lista dei desideri di Bigon. Soltanto una simpatia, niente di più. A provarci davvero è stata la Fiorentina che poco dopo l’ha portato in Italia. Intrecci di mercato, come quello che riguarda Matias Vecino. Talento uruguaiano, lanciato da Sarri nel grande calcio per prepararlo per la… Fiorentina. Già, sempre la Fiorentina. Eppure il Napoli quest’estate un tentativo l’aveva fatto, su indicazione dello stesso Sarri. E per ammissione di Giuntoli, che proprio qualche giorno fa aveva confessato l’interessamento per questo classe ’91 che ora la Fiorentina ritiene finalmente pronto per la maglia viola. Per tutti questi calciatori sarà l’occasione per confermare ancora una volta il proprio valore. Per qualcun altro, invece, sarà la partita delle partite. Perchè se per gli altri ci sono questi incroci di mercato da raccontare, la storia di Luigi Sepe legata a Napoli-Fiorentina è davvero particolare. L’anno scorso ad Empoli ha dimostrato il suo valore, proprio con Sarri che ha poi ritrovato a Dimaro, prima del prestito alla Fiorentina. Ma con la speranza di tornare nel Napoli, la squadra della sua città. Quella con la quale ha esordito in serie A. Contro chi? Ovvio, contro la Fiorentina. Storie in grado di accendere ancor di più questa partita, a tutti gli effetti un big match del campionato di serie A.