Su Radio CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto Haris Mrkonja, giornalista di 2N1 Sarajevo": "La qualificazione della Bosnia al Mondiale è stata un emozione che non è paragonabile a nulla, solo l'anno del 2014 che è stata solo l’unica volta in cui precedentemente la Bosnia è riuscita a qualificarsi ai mondiali. È stata una notte indimenticabile per tutti noi bosniaci. A dirvi la verità, noi non siamo stati così sorpresi di essere riusciti a battere l’Italia. Si sentiva nell’aria che, nonostante conoscessimo cosa è l’Italia, chi ci gioca e qual è la sua storia, la Bosnia potesse far bene contro l’Italia e vincere. La notte prima ho chiesto a Gattuso, siccome i colleghi italiani non se la sentivamo, cosa sarebbe successo se l’Italia non fosse riuscita a vincere contro la Bosnia. Quella domanda è stata visionaria del futuro. Adesso c’è una grande rivoluzione dei vertici italiani. La Bosnia sentiva di poter vincere la partita e alla fine è accaduto. Se il destino vorrà che Alajbegovic venga in Italia, lo vedremo solo con il tempo. L’interesse dell’Italia per questo giocatore è reale. Nel corso della partita tra Bosnia e Galles abbiamo saputo che alcuni scout di squadre italiane, probabilmente del Milan, erano presenti allo stadio per vedere la qualità di due giocatori come Bajraktarevic e Alajbegovic in campo in una partita così importante. Per Alajbegovic si sono fatte avanti anche la Roma e il Napoli. È un giocatore giovanissimo, classe 2007 e ala sinistra che gioca così spensieratamente che non ha mai visto giocare un calciatore così nella mia vita. Ha una fiducia in sé stesso da grande giocatore che può essere anche pericoloso per uno giovane come lui. Sa andare uno contro uno anche cento volte. Tra l’altro, non è neanche il tipico calciatore balcanico poiché lui è nato e cresciuto in Germania, ma ha mantenuto il suo legame con la patria madre della Bosnia che è il paese dove sono cresciuti i suoi genitori. Quello che manca al calcio italiano sono allenatori che lascianino la libertà ai propri giocatori di andare uno contro uno e fare la differenza, al posto di fare passaggi corti e trovare spazi in altri modi. Con lui ho persino parlato varie volte del destino della nazionale bosniaco, lui era assolutamente convinto che ci saremmo qualificati ai mondiali. Tra l’altro nella nazionale bosniaca lui ha anche un ruolo importante. Bajraktarevic ha due anni in più, sembra più pronto ma perché ha più esperienza di partite giocate. Il bosniaco ha giocato nei primi anni negli Stati Uniti, un campionato non di altissimo livello che migliora di anno in anno. Poi è andato al PSV dove non ha trovato grandissimo spazio. Forse, Bajraktarevic ha giocato un po’ di più, ma dal punto di vista della visione di gioco e dell’aspetto mentale del gioco del calcio sono entrambi forti. Forse, Bajraktarevic è più forte mentalmente, ma Alajbegovic è già tecnicamente fortissimo ed è un grande giocatore per chiunque in futuro lo voglia e mostri interesse per lui. Infatti, l’Italia ha mandato i suoi scout ad osservarlo e posso dire che la nazionale bosniaca è messa bene tecnicamente, salvo infortuni. Ho vissuto in Italia negli anni ottanta fino agli inizi degli anni novanta quando in Bosnia c’era la guerra. L’Italia è un paese che mi accolto subito in maniera eccezionale, infatti è il mio paese preferito dopo la Bosnia. Quando sono arrivato in Italia mi sono subito interessato al calcio italiano. Io abitavo nel Lazio, poco distante da Napoli e da tutta la Campania. Napoli è una bellissima città, ci sono state varie volte. Purtroppo, però, devo deludervi: quando ho iniziato a guardare il calcio in Italia facevo il tifo per il Milan! (ride, ndr)".
di Napoli Magazine
23/04/2026 - 15:42
Su Radio CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto Haris Mrkonja, giornalista di 2N1 Sarajevo": "La qualificazione della Bosnia al Mondiale è stata un emozione che non è paragonabile a nulla, solo l'anno del 2014 che è stata solo l’unica volta in cui precedentemente la Bosnia è riuscita a qualificarsi ai mondiali. È stata una notte indimenticabile per tutti noi bosniaci. A dirvi la verità, noi non siamo stati così sorpresi di essere riusciti a battere l’Italia. Si sentiva nell’aria che, nonostante conoscessimo cosa è l’Italia, chi ci gioca e qual è la sua storia, la Bosnia potesse far bene contro l’Italia e vincere. La notte prima ho chiesto a Gattuso, siccome i colleghi italiani non se la sentivamo, cosa sarebbe successo se l’Italia non fosse riuscita a vincere contro la Bosnia. Quella domanda è stata visionaria del futuro. Adesso c’è una grande rivoluzione dei vertici italiani. La Bosnia sentiva di poter vincere la partita e alla fine è accaduto. Se il destino vorrà che Alajbegovic venga in Italia, lo vedremo solo con il tempo. L’interesse dell’Italia per questo giocatore è reale. Nel corso della partita tra Bosnia e Galles abbiamo saputo che alcuni scout di squadre italiane, probabilmente del Milan, erano presenti allo stadio per vedere la qualità di due giocatori come Bajraktarevic e Alajbegovic in campo in una partita così importante. Per Alajbegovic si sono fatte avanti anche la Roma e il Napoli. È un giocatore giovanissimo, classe 2007 e ala sinistra che gioca così spensieratamente che non ha mai visto giocare un calciatore così nella mia vita. Ha una fiducia in sé stesso da grande giocatore che può essere anche pericoloso per uno giovane come lui. Sa andare uno contro uno anche cento volte. Tra l’altro, non è neanche il tipico calciatore balcanico poiché lui è nato e cresciuto in Germania, ma ha mantenuto il suo legame con la patria madre della Bosnia che è il paese dove sono cresciuti i suoi genitori. Quello che manca al calcio italiano sono allenatori che lascianino la libertà ai propri giocatori di andare uno contro uno e fare la differenza, al posto di fare passaggi corti e trovare spazi in altri modi. Con lui ho persino parlato varie volte del destino della nazionale bosniaco, lui era assolutamente convinto che ci saremmo qualificati ai mondiali. Tra l’altro nella nazionale bosniaca lui ha anche un ruolo importante. Bajraktarevic ha due anni in più, sembra più pronto ma perché ha più esperienza di partite giocate. Il bosniaco ha giocato nei primi anni negli Stati Uniti, un campionato non di altissimo livello che migliora di anno in anno. Poi è andato al PSV dove non ha trovato grandissimo spazio. Forse, Bajraktarevic ha giocato un po’ di più, ma dal punto di vista della visione di gioco e dell’aspetto mentale del gioco del calcio sono entrambi forti. Forse, Bajraktarevic è più forte mentalmente, ma Alajbegovic è già tecnicamente fortissimo ed è un grande giocatore per chiunque in futuro lo voglia e mostri interesse per lui. Infatti, l’Italia ha mandato i suoi scout ad osservarlo e posso dire che la nazionale bosniaca è messa bene tecnicamente, salvo infortuni. Ho vissuto in Italia negli anni ottanta fino agli inizi degli anni novanta quando in Bosnia c’era la guerra. L’Italia è un paese che mi accolto subito in maniera eccezionale, infatti è il mio paese preferito dopo la Bosnia. Quando sono arrivato in Italia mi sono subito interessato al calcio italiano. Io abitavo nel Lazio, poco distante da Napoli e da tutta la Campania. Napoli è una bellissima città, ci sono state varie volte. Purtroppo, però, devo deludervi: quando ho iniziato a guardare il calcio in Italia facevo il tifo per il Milan! (ride, ndr)".