Daniele Faggiano, direttore sportivo del Parma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione sportiva Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": “Adesso è importante stare a casa, festeggeremo la Pasquetta in un altro momento. Pensiamo prima alle questioni di natura medica e poi si vedrà. Sento parlare di tante soluzioni come i maxi ritiri o altro ma la questione non è semplice. I tamponi dobbiamo trovarli prima per le persone che stanno male. A me manca il mio lavoro, certo, ma ci sono delle priorità. Nel caso si dovesse ricominciare a giocare, anche a porte chiuse, poi basta polemiche. Se si ricomincerà dovremo essere tutti uniti. Dovevamo giocare quando si poteva, finire il campionato quando si poteva e quando finiva si ricominciava nello stesso periodo. Durante gli anni poi si sarebbe colmato il gap di prima e si ripartiva normalmente. Purtroppo gli interessi in gioco sono miliardi ma dobbiamo ripartire da 0. Io quello che farei è una provocazione: andare tutti a vedere come stanno a Brescia, a Bergamo o a Parma. Ho sentito Rubino che mi ha detto che ogni giorno muore un parente o un amico. La situazione è questa. La gente sta morendo. La gente non sta capendo e sento ancora parlare di ricorsi al tribunale. Se si dovesse giocare tanto di guadagnato per tutti. Non so chi non voglia giocare per interessi, ma in questo caso serve educazione, umiltà e buonsenso”.
di Napoli Magazine
10/04/2020 - 14:44
Daniele Faggiano, direttore sportivo del Parma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione sportiva Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": “Adesso è importante stare a casa, festeggeremo la Pasquetta in un altro momento. Pensiamo prima alle questioni di natura medica e poi si vedrà. Sento parlare di tante soluzioni come i maxi ritiri o altro ma la questione non è semplice. I tamponi dobbiamo trovarli prima per le persone che stanno male. A me manca il mio lavoro, certo, ma ci sono delle priorità. Nel caso si dovesse ricominciare a giocare, anche a porte chiuse, poi basta polemiche. Se si ricomincerà dovremo essere tutti uniti. Dovevamo giocare quando si poteva, finire il campionato quando si poteva e quando finiva si ricominciava nello stesso periodo. Durante gli anni poi si sarebbe colmato il gap di prima e si ripartiva normalmente. Purtroppo gli interessi in gioco sono miliardi ma dobbiamo ripartire da 0. Io quello che farei è una provocazione: andare tutti a vedere come stanno a Brescia, a Bergamo o a Parma. Ho sentito Rubino che mi ha detto che ogni giorno muore un parente o un amico. La situazione è questa. La gente sta morendo. La gente non sta capendo e sento ancora parlare di ricorsi al tribunale. Se si dovesse giocare tanto di guadagnato per tutti. Non so chi non voglia giocare per interessi, ma in questo caso serve educazione, umiltà e buonsenso”.