In Evidenza
PRESS CONFERENCE - Nations League, Turchia, Montella: "Complimenti ai ragazzi, puniti da alcuni episodi, sono fiducioso e determinato"
05.10.2026 23:46 di Napoli Magazine
aA

Vincenzo Montella, c.t. della Turchia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa dopo la sconfitta contro l'Italia in Nations League.

Come giudica la partita e come è stata l'esperienza in queste quattro partite di Nations League?
"Credo sia stata una partita alla pari, siamo stati puniti da episodi, ma non è un caso perché dobbiamo abituarci a giocare a questi livelli. Penso sia stata un'esperienza formativa per tutti, anche se volevamo portare a casa più risultati. La squadra ha giocato con attenzione, forse in fase di costruzione abbiamo fatto meglio noi. Faccio i complimenti ai ragazzi. Oggi giocavamo senza una buona parte di giocatori che fanno la differenza nei loro rispettivi club, ma mi piacerebbe che il livello a cui stiamo giocando lo capissero un po' tutti. Gli avversari hanno inserito Calafiori, Pio Esposito e Tonali: giocatori con un valore di mercato da oltre 400 milioni di euro. Per questo sono soddisfatto di aver giocato alla pari con questa Italia. Sono fiducioso perché ho visto una Turchia che ha giocato con coraggio, orgoglio e spirito di squadra".

Secondo lei cosa si può fare per tornare ad essere la Turchia pre Mondiale?
"Sicuramente l'eliminazione dal Mondiale non ci ha fatto bene. Stiamo pagando le aspettative che la squadra aveva creato grazie alle sue prestazioni. Io vedo sempre affetto sia per me stesso sia per i ragazzi. Siamo arrivati ora a questo livello di partite ed è qualcosa di insolito un po' per tutti. Ci siamo arrivati con una scelta non ampia di giocatori e con diverse assenze pesanti. I ragazzi devono essere fiduciosi per quanto hanno fatto in queste partite: non mi piace il risultato, ma le prestazioni e lo spirito dimostrano che la Turchia può stare a questi livelli".

Al momento del gol di Scamacca la sua squadra aveva già tirato in porta 4 volte. Il problema della Turchia è relativo solo all'attacco o dipende dal collettivo?
"Se fosse un problema collettivo la squadra non creerebbe così tanto contro squadre di alto livello. Ho visto le statistiche e siamo stati superiori quasi in tutto. Il calcio moderno è fatto di episodi che cambiano le partite e cambiano i giudizi. Difficile commentare ogni volta le stesse cose: con il Belgio abbiamo tirato in porta 40 volte, ma è il gol che sposta il giudizio. Non saprei dire cosa ci manca".

Ha la sensazione che il suo lavoro sia poco apprezzato dal popolo turco e dalla Federazione?
"Non credo che sia esattamente così perché c'è del malcontento perché le aspettative erano alte e ci sono delle dinamiche per le quali ora posso essere criticato. Ieri il nostro pilota in aereo ci ha ringraziato per le emozioni regalate negli ultimi tre anni e ci ha dimostrato la fierezza e l'orgoglio di gran parte del paese. Magari si poteva fare di più, possibile, perché non mi sento l'allenatore migliore del mondo. Io sono motivato a continuare ma noi allenatori siamo precari, il nostro mestiere è così ma io sono sereno, fiducioso e determinato a portare avanti il mio lavoro. In questi tre anni ho ricevuto diverse offerte ed ho deciso di continuare perché amo il mio lavoro, nonostante a livello economico mi sarebbe convenuto abbandonare la nazionale turca. Ecco, vorrei far capire che io sono ancora motivato come quando ho iniziato questo percorso tre anni fa".

Pensa che qualcuno le stia remando contro o il gruppo le sembra coeso?
"Non credo assolutamente che ci siano divergenze all'interno della squadra. Ovvio che chi gioca meno è scontento, ma io ci ho basato una carriera su questo".

Secondo lei i giovani in Turchia risentono del fatto che i top club acquistino stranieri?
"Questo è un discorso molto ampio, ma penso che già solo allenandoti con i top players si riesca a rubare con gli occhi e a crescere anche giocando meno".

Ci sono dei giovani giocatori turchi che stanno emergendo e possono rappresentare il futuro della sua Nazionale?
"Il problema degli stranieri c'è in tutti i campionati, ma penso che poi i ragazzi meritevoli giochino. Ora c'è una tendenza diversa rispetto al passato ma comunque si sta cercando di far giocare il più possibile i giovani. Nell'Under 21 ci sono giovani interessanti e dopo molti anni si sono giocati la possibilità di accedere ai playoff per andare agli Europei. Ci sono ragazzi interessanti come Emirhan Ilkhan, giovane del Torino che sta avendo una crescita importante, e Yusuf Akçiçek, difensore centrale che gioca in Arabia che avrà un futuro importante, ma credo nella gradualità e noi li stiamo gestendo con attenzione. Non bisogna avere fretta di buttarli nella mischia".

La sua positività, dopo quattro partite negative ed un Mondiale che non è andato come si desiderava, da cosa è dettata?
"Siamo dispiaciuti di aver perso quattro gare e siamo consapevoli di dover dimostrare di poter stare a questo livello ma dobbiamo valutare la prestazione e il livello degli avversari. Io sono fiducioso perché vedo una squadra viva e questo mi dà stimoli per lavorare e far crescere il livello del collettivo e anche dei singoli calciatori".

Mister Roberto Mancini l'ha elogiata molto, cosa vorrebbe risponderle?
"Ringrazio un collega che sicuramente ha qualche nozione in più rispetto a me. È sempre stato un riferimento sul modo di stare in panchina e su come riesce a gestire le situazioni di stress. I suoi complimenti sono genuini e spontanei e lo ringrazio molto".

ULTIMISSIME IN EVIDENZA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
PRESS CONFERENCE - Nations League, Turchia, Montella: "Complimenti ai ragazzi, puniti da alcuni episodi, sono fiducioso e determinato"

di Napoli Magazine

05/10/2026 - 23:46

Vincenzo Montella, c.t. della Turchia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa dopo la sconfitta contro l'Italia in Nations League.

Come giudica la partita e come è stata l'esperienza in queste quattro partite di Nations League?
"Credo sia stata una partita alla pari, siamo stati puniti da episodi, ma non è un caso perché dobbiamo abituarci a giocare a questi livelli. Penso sia stata un'esperienza formativa per tutti, anche se volevamo portare a casa più risultati. La squadra ha giocato con attenzione, forse in fase di costruzione abbiamo fatto meglio noi. Faccio i complimenti ai ragazzi. Oggi giocavamo senza una buona parte di giocatori che fanno la differenza nei loro rispettivi club, ma mi piacerebbe che il livello a cui stiamo giocando lo capissero un po' tutti. Gli avversari hanno inserito Calafiori, Pio Esposito e Tonali: giocatori con un valore di mercato da oltre 400 milioni di euro. Per questo sono soddisfatto di aver giocato alla pari con questa Italia. Sono fiducioso perché ho visto una Turchia che ha giocato con coraggio, orgoglio e spirito di squadra".

Secondo lei cosa si può fare per tornare ad essere la Turchia pre Mondiale?
"Sicuramente l'eliminazione dal Mondiale non ci ha fatto bene. Stiamo pagando le aspettative che la squadra aveva creato grazie alle sue prestazioni. Io vedo sempre affetto sia per me stesso sia per i ragazzi. Siamo arrivati ora a questo livello di partite ed è qualcosa di insolito un po' per tutti. Ci siamo arrivati con una scelta non ampia di giocatori e con diverse assenze pesanti. I ragazzi devono essere fiduciosi per quanto hanno fatto in queste partite: non mi piace il risultato, ma le prestazioni e lo spirito dimostrano che la Turchia può stare a questi livelli".

Al momento del gol di Scamacca la sua squadra aveva già tirato in porta 4 volte. Il problema della Turchia è relativo solo all'attacco o dipende dal collettivo?
"Se fosse un problema collettivo la squadra non creerebbe così tanto contro squadre di alto livello. Ho visto le statistiche e siamo stati superiori quasi in tutto. Il calcio moderno è fatto di episodi che cambiano le partite e cambiano i giudizi. Difficile commentare ogni volta le stesse cose: con il Belgio abbiamo tirato in porta 40 volte, ma è il gol che sposta il giudizio. Non saprei dire cosa ci manca".

Ha la sensazione che il suo lavoro sia poco apprezzato dal popolo turco e dalla Federazione?
"Non credo che sia esattamente così perché c'è del malcontento perché le aspettative erano alte e ci sono delle dinamiche per le quali ora posso essere criticato. Ieri il nostro pilota in aereo ci ha ringraziato per le emozioni regalate negli ultimi tre anni e ci ha dimostrato la fierezza e l'orgoglio di gran parte del paese. Magari si poteva fare di più, possibile, perché non mi sento l'allenatore migliore del mondo. Io sono motivato a continuare ma noi allenatori siamo precari, il nostro mestiere è così ma io sono sereno, fiducioso e determinato a portare avanti il mio lavoro. In questi tre anni ho ricevuto diverse offerte ed ho deciso di continuare perché amo il mio lavoro, nonostante a livello economico mi sarebbe convenuto abbandonare la nazionale turca. Ecco, vorrei far capire che io sono ancora motivato come quando ho iniziato questo percorso tre anni fa".

Pensa che qualcuno le stia remando contro o il gruppo le sembra coeso?
"Non credo assolutamente che ci siano divergenze all'interno della squadra. Ovvio che chi gioca meno è scontento, ma io ci ho basato una carriera su questo".

Secondo lei i giovani in Turchia risentono del fatto che i top club acquistino stranieri?
"Questo è un discorso molto ampio, ma penso che già solo allenandoti con i top players si riesca a rubare con gli occhi e a crescere anche giocando meno".

Ci sono dei giovani giocatori turchi che stanno emergendo e possono rappresentare il futuro della sua Nazionale?
"Il problema degli stranieri c'è in tutti i campionati, ma penso che poi i ragazzi meritevoli giochino. Ora c'è una tendenza diversa rispetto al passato ma comunque si sta cercando di far giocare il più possibile i giovani. Nell'Under 21 ci sono giovani interessanti e dopo molti anni si sono giocati la possibilità di accedere ai playoff per andare agli Europei. Ci sono ragazzi interessanti come Emirhan Ilkhan, giovane del Torino che sta avendo una crescita importante, e Yusuf Akçiçek, difensore centrale che gioca in Arabia che avrà un futuro importante, ma credo nella gradualità e noi li stiamo gestendo con attenzione. Non bisogna avere fretta di buttarli nella mischia".

La sua positività, dopo quattro partite negative ed un Mondiale che non è andato come si desiderava, da cosa è dettata?
"Siamo dispiaciuti di aver perso quattro gare e siamo consapevoli di dover dimostrare di poter stare a questo livello ma dobbiamo valutare la prestazione e il livello degli avversari. Io sono fiducioso perché vedo una squadra viva e questo mi dà stimoli per lavorare e far crescere il livello del collettivo e anche dei singoli calciatori".

Mister Roberto Mancini l'ha elogiata molto, cosa vorrebbe risponderle?
"Ringrazio un collega che sicuramente ha qualche nozione in più rispetto a me. È sempre stato un riferimento sul modo di stare in panchina e su come riesce a gestire le situazioni di stress. I suoi complimenti sono genuini e spontanei e lo ringrazio molto".