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RITIRO ESTIVO - Da maggio 1989 a settembre '90 ci sono gli anni d'Oro del Napoli con Coppa Uefa, secondo scudetto e Supercoppa italiana, tutti i trofei presenti nella SKI.IT Arena a Dimaro
24.07.2026 21:11 di Napoli Magazine
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Dopo il double del 1987, alla fine degli anni ’80 il Napoli realizzò un fantastico “treble”, conquistando tre trofei nell’arco di un anno e mezzo, tra cui la prima - e ad oggi unica - coppa europea. Il tutto nel segno di Diego Armando Maradona, autentico trascinatore degli azzurri, che stravolsero definitivamente le gerarchie del calcio italiano. Tra maggio 1989 e settembre 1990, il Napoli riuscì a mettere in fila, nuovamente e sui più fronti, tutte le altre “grandi” del calcio italiano. I relativi trofei campeggiano nella esposizione allestita da Valentina De Laurentiis per il centenario della società e custodita nel DOME realizzato nella SKI.IT Arena a Dimaro Folgarida, in Val di Sole. Tutti legati agli allenamenti estivi svolti in Trentino.

LA COPPA UEFA 1988 - 1989

Il cammino in Europa iniziò dai 32esimi, con la doppia sfida al Paok, sconfitto all’andata al “San Paolo” (1-0), mentre il match di ritorno si chiuse in parità (1-1) con gli azzurri che accedettero ai sedicesimi.

Il Napoli eliminò a quel punto il Lokomotive Lipsia (1-1 all’andata in Germania, vittoria per 2 a 0 al ritorno) e poi, negli ottavi, la squadra di Ottavio Bianchi ebbe la meglio sui francesi del Bordeaux dopo una doppia tiratissima sfida (1-0 all’andata in terra transalpina e 0 a 0 al ritorno), prima dell’entusiasmante e clamoroso derby nei quarti di finale contro la Juventus.

Il doppio confronto con i bianconeri fu semplicemente incredibile: la Juventus s’impose a Torino per 2 a 0 all’andata (eurogol di Pasquale Bruno e autorete Corradini), ipotecando il passaggio del turno.

Al ritorno, in un “San Paolo” gremito in ogni ordine di posti, i partenopei centrarono un’impresa che è entrata di diritto nella storia del club. Dopo una rete annullata a Laudrup nei primissimi minuti, il Napoli accorciò le distanze con il rigore di Maradona e trovò il 2 a 0 già nel primo tempo a firma di Carnevale.

Il risultato non cambiò più sino al penultimo minuto dei supplementari e, quando i rigori sembravano “scritti”, ecco la rete di testa di Renica che mandò in visibilio una città intera.

In semifinale gli azzurri si trovarono opposti ad una delle grandissime d’Europa, il Bayern Monaco. Il match d’andata si concluse con il netto successo del Napoli, grazie alle reti di Careca e Carnevale, mentre nel return match i partenopei fermarono sul pareggio (2-2) i tedeschi con doppietta dello scatenato Careca per la formazione di Bianchi che vanificò le marcature bavaresi di Wolfarth e Reuter.

Piccola (grande) curiosità: è diventato iconico e storico il riscaldamento pre partita all’Olympiastadion di Monaco di Diego Armando Maradona che, sulle note di “Life is life”, danzò letteralmente con il pallone. I video delle sue magie sono diventati “virali” e hanno decine di milioni di visualizzazioni.

In finale il Napoli affrontò un’altra squadra tedesca, lo Stoccarda di Immel, Klinsmann, Gaudino.

I partenopei s’imposero per 2 a 1 con reti di Maradona (su rigore) e Careca all’andata (gol di Gaudino per lo Stoccarda) e impattarono 3 a 3 in Germania (a segno Alemao, Ferrara e Careca), che valsero la conquista del primo trofeo internazionale - in una delle tre coppe importanti - della storia azzurra.

LO SCUDETTO 1989 - 1990

In estate Ottavio Bianchi, l’allenatore dei trionfi, lasciò il club campano (restò fermo per una stagione e poi approdò alla Roma) e sulla panchina del Napoli arrivò Alberto Bigon, reduce da un biennio al Cesena.

Gli azzurri furono protagonisti di un’entusiasmante testa e testa con il Milan di Arrigo Sacchi: nel girone di ritorno il Napoli accusò un calo, che permise ai rossoneri di mantenere la vetta.

Sino alla 31esima giornata, quando la squadra di Bigon vinse (a tavolino) la partita contro l’Atalanta, mentre il Milan venne fermato sul pareggio dal Bologna.

Il 22 aprile, alla penultima giornata, il Milan cadde a sorpresa contro il Verona e il Napoli travolse per 4 a 2 il Bologna al “Dall’Ara”.

L’epilogo avvenne sette giorni più tardi: il gol del difensore Baroni, oggi apprezzatissimo allenatore di serie A, permise al Napoli di superare per 1 a 0 la Lazio e di conquistare così il secondo scudetto della propria storia con due punti di vantaggio sul Milan.

LA SUPERCOPPA ITALIANA 1990

Qualche mese più tardi il “treble” - in un anno e mezzo - venne completato con la bacheca del Napoli che accolse la prima Supercoppa Italiana della storia del club.

Il primo settembre 1990, allo stadio “San Paolo” di Napoli gli azzurri rifilarono 5 reti alla Juventus al termine di un match assolutamente a senso unico.

Il 5 a 1 venne “griffato” dalle doppiette di “Pennellone” Silenzi e Careca con Crippa a completare l’opera, mentre la rete bianconera portò la firma di Roberto Baggio.

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di Napoli Magazine

24/07/2026 - 21:11

Dopo il double del 1987, alla fine degli anni ’80 il Napoli realizzò un fantastico “treble”, conquistando tre trofei nell’arco di un anno e mezzo, tra cui la prima - e ad oggi unica - coppa europea. Il tutto nel segno di Diego Armando Maradona, autentico trascinatore degli azzurri, che stravolsero definitivamente le gerarchie del calcio italiano. Tra maggio 1989 e settembre 1990, il Napoli riuscì a mettere in fila, nuovamente e sui più fronti, tutte le altre “grandi” del calcio italiano. I relativi trofei campeggiano nella esposizione allestita da Valentina De Laurentiis per il centenario della società e custodita nel DOME realizzato nella SKI.IT Arena a Dimaro Folgarida, in Val di Sole. Tutti legati agli allenamenti estivi svolti in Trentino.

LA COPPA UEFA 1988 - 1989

Il cammino in Europa iniziò dai 32esimi, con la doppia sfida al Paok, sconfitto all’andata al “San Paolo” (1-0), mentre il match di ritorno si chiuse in parità (1-1) con gli azzurri che accedettero ai sedicesimi.

Il Napoli eliminò a quel punto il Lokomotive Lipsia (1-1 all’andata in Germania, vittoria per 2 a 0 al ritorno) e poi, negli ottavi, la squadra di Ottavio Bianchi ebbe la meglio sui francesi del Bordeaux dopo una doppia tiratissima sfida (1-0 all’andata in terra transalpina e 0 a 0 al ritorno), prima dell’entusiasmante e clamoroso derby nei quarti di finale contro la Juventus.

Il doppio confronto con i bianconeri fu semplicemente incredibile: la Juventus s’impose a Torino per 2 a 0 all’andata (eurogol di Pasquale Bruno e autorete Corradini), ipotecando il passaggio del turno.

Al ritorno, in un “San Paolo” gremito in ogni ordine di posti, i partenopei centrarono un’impresa che è entrata di diritto nella storia del club. Dopo una rete annullata a Laudrup nei primissimi minuti, il Napoli accorciò le distanze con il rigore di Maradona e trovò il 2 a 0 già nel primo tempo a firma di Carnevale.

Il risultato non cambiò più sino al penultimo minuto dei supplementari e, quando i rigori sembravano “scritti”, ecco la rete di testa di Renica che mandò in visibilio una città intera.

In semifinale gli azzurri si trovarono opposti ad una delle grandissime d’Europa, il Bayern Monaco. Il match d’andata si concluse con il netto successo del Napoli, grazie alle reti di Careca e Carnevale, mentre nel return match i partenopei fermarono sul pareggio (2-2) i tedeschi con doppietta dello scatenato Careca per la formazione di Bianchi che vanificò le marcature bavaresi di Wolfarth e Reuter.

Piccola (grande) curiosità: è diventato iconico e storico il riscaldamento pre partita all’Olympiastadion di Monaco di Diego Armando Maradona che, sulle note di “Life is life”, danzò letteralmente con il pallone. I video delle sue magie sono diventati “virali” e hanno decine di milioni di visualizzazioni.

In finale il Napoli affrontò un’altra squadra tedesca, lo Stoccarda di Immel, Klinsmann, Gaudino.

I partenopei s’imposero per 2 a 1 con reti di Maradona (su rigore) e Careca all’andata (gol di Gaudino per lo Stoccarda) e impattarono 3 a 3 in Germania (a segno Alemao, Ferrara e Careca), che valsero la conquista del primo trofeo internazionale - in una delle tre coppe importanti - della storia azzurra.

LO SCUDETTO 1989 - 1990

In estate Ottavio Bianchi, l’allenatore dei trionfi, lasciò il club campano (restò fermo per una stagione e poi approdò alla Roma) e sulla panchina del Napoli arrivò Alberto Bigon, reduce da un biennio al Cesena.

Gli azzurri furono protagonisti di un’entusiasmante testa e testa con il Milan di Arrigo Sacchi: nel girone di ritorno il Napoli accusò un calo, che permise ai rossoneri di mantenere la vetta.

Sino alla 31esima giornata, quando la squadra di Bigon vinse (a tavolino) la partita contro l’Atalanta, mentre il Milan venne fermato sul pareggio dal Bologna.

Il 22 aprile, alla penultima giornata, il Milan cadde a sorpresa contro il Verona e il Napoli travolse per 4 a 2 il Bologna al “Dall’Ara”.

L’epilogo avvenne sette giorni più tardi: il gol del difensore Baroni, oggi apprezzatissimo allenatore di serie A, permise al Napoli di superare per 1 a 0 la Lazio e di conquistare così il secondo scudetto della propria storia con due punti di vantaggio sul Milan.

LA SUPERCOPPA ITALIANA 1990

Qualche mese più tardi il “treble” - in un anno e mezzo - venne completato con la bacheca del Napoli che accolse la prima Supercoppa Italiana della storia del club.

Il primo settembre 1990, allo stadio “San Paolo” di Napoli gli azzurri rifilarono 5 reti alla Juventus al termine di un match assolutamente a senso unico.

Il 5 a 1 venne “griffato” dalle doppiette di “Pennellone” Silenzi e Careca con Crippa a completare l’opera, mentre la rete bianconera portò la firma di Roberto Baggio.