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TORINO - L'ex Bava: "Ho visto crescere Buongiorno, a Napoli diventerà un top"
10.07.2024 14:52 di Napoli Magazine

In diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport, è intervenuto Massimo Bava, ex DS e responsabile del settore giovanile del Torino: “Conte-Napoli è un matrimonio che può funzionare. Lo vedo e lo sento già carico, Antonio può fare grandi cose. Aggiunge un valore importante. Il Napoli sarà agguerrito dalla primissima giornata di campionato. Buongiorno? È stato scoperto da Silvio Benedetti, al quale vanno i meriti per averlo portato a Torino. L’ho gestito dai 13 ai 19 anni, mandandolo in prestito tra Trapani e Carpi, e posso dire che è un ragazzo spettacolare. Ha scelto il Napoli con grande intelligenza, dopo aver fatto un salto importante nel suo gioco. La città di Napoli e la presenza di Conte sono stati essenziali per la sua scelta. Conte lo farà diventare un difensore top al mondo. Alessandro è diverso da tanti altri calciatori, viene da una famiglia con valori fuori dal comune. Buongiorno è un giocatore maturo, ha 24 anni ed è nel pieno del proprio potenziale. A volte è fin troppo irruento, ma Conte imparerà a gestire la sua crescita. Il no alla Juventus? Ho fatto 10 anni al Torino e Buongiorno ha cominciato con me dai Giovanissimi Fascia B. Sa cosa significa indossare questi colori sin da piccolo e giocare il Derby da sempre con la maglia del Toro… Alessandro ha detto no alla Juventus proprio per il suo passato, dimostrando un valore umano diverso da tanti calciatori moderni. Su Alessandro c’era anche l’Inter e qualche squadra straniera, ma scegliere il Napoli è stato cadere in piede. Perché Spalletti ha tenuto Buongiorno in panchina? A volte le scelte dei tecnici si capiscono, a volte no. In Italia ci sentiamo tutti allenatori, evidentemente il CT ha ritenuto più adatte altre mosse. Purtroppo siamo usciti da un Europeo alla portata e ora trovare alibi contro i settori giovanili non ha senso. Nella Primavera del Toro Millico aveva fatto grandi cose, poi è mancato il coraggio nel lanciarlo. Ora è in C: i dirigenti devono avere il coraggio di lanciarlo”.

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di Napoli Magazine

10/07/2024 - 14:52

In diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport, è intervenuto Massimo Bava, ex DS e responsabile del settore giovanile del Torino: “Conte-Napoli è un matrimonio che può funzionare. Lo vedo e lo sento già carico, Antonio può fare grandi cose. Aggiunge un valore importante. Il Napoli sarà agguerrito dalla primissima giornata di campionato. Buongiorno? È stato scoperto da Silvio Benedetti, al quale vanno i meriti per averlo portato a Torino. L’ho gestito dai 13 ai 19 anni, mandandolo in prestito tra Trapani e Carpi, e posso dire che è un ragazzo spettacolare. Ha scelto il Napoli con grande intelligenza, dopo aver fatto un salto importante nel suo gioco. La città di Napoli e la presenza di Conte sono stati essenziali per la sua scelta. Conte lo farà diventare un difensore top al mondo. Alessandro è diverso da tanti altri calciatori, viene da una famiglia con valori fuori dal comune. Buongiorno è un giocatore maturo, ha 24 anni ed è nel pieno del proprio potenziale. A volte è fin troppo irruento, ma Conte imparerà a gestire la sua crescita. Il no alla Juventus? Ho fatto 10 anni al Torino e Buongiorno ha cominciato con me dai Giovanissimi Fascia B. Sa cosa significa indossare questi colori sin da piccolo e giocare il Derby da sempre con la maglia del Toro… Alessandro ha detto no alla Juventus proprio per il suo passato, dimostrando un valore umano diverso da tanti calciatori moderni. Su Alessandro c’era anche l’Inter e qualche squadra straniera, ma scegliere il Napoli è stato cadere in piede. Perché Spalletti ha tenuto Buongiorno in panchina? A volte le scelte dei tecnici si capiscono, a volte no. In Italia ci sentiamo tutti allenatori, evidentemente il CT ha ritenuto più adatte altre mosse. Purtroppo siamo usciti da un Europeo alla portata e ora trovare alibi contro i settori giovanili non ha senso. Nella Primavera del Toro Millico aveva fatto grandi cose, poi è mancato il coraggio nel lanciarlo. Ora è in C: i dirigenti devono avere il coraggio di lanciarlo”.