Jakub Jankto, centrocampista dell'Udinese, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport. Eccone alcuni passaggi: "Io vivo il presente e non sto a sentire ciò che al di fuori dell'Udinese si dice di me. Ora penso al San Paolo, alla sfida con il Napoli, il nostro prossimo avversario. Sarà durissima ma proveremo ugualmente a portare a casa un risultato positivo. Spero di diventare un killer di grandi squadre. I gol vanno sempre bene, a prescindere da chi è il tuo avversario. L'importante però è che poi arrivino anche i punti. Contro la Juve non è successo. Devo dire però che quel gol per me ha significato tantissimo, non sapevo più cosa fare dopo la rete tanto era la gioia. Purtroppo non è bastato per un risultato positivo. Futuro? Presto per parlarne e per fare altri discorsi. La Juve? Da bambino seguivo la Juventus in Italia, non solo per Nedved che resta un mito ma perché mio padre era un fan bianconero. Seguivamo molto il calcio estero, in Inghilterra tifavo Arsenal e in patria lo Slavia Praga dove poi ho fatto tutta la trafila nelle giovanili. Comunque per quel che riguarda il futuro a lunga scadenza non mi vedo per sempre in Italia. Mi piacerebbe provare altre esperienze, magari in Premier o nella Liga. Sono molto curioso e ho tanta voglia di conoscere nuove cose".
di Napoli Magazine
12/04/2017 - 11:09
Jakub Jankto, centrocampista dell'Udinese, ha rilasciato un'intervista a Tuttosport. Eccone alcuni passaggi: "Io vivo il presente e non sto a sentire ciò che al di fuori dell'Udinese si dice di me. Ora penso al San Paolo, alla sfida con il Napoli, il nostro prossimo avversario. Sarà durissima ma proveremo ugualmente a portare a casa un risultato positivo. Spero di diventare un killer di grandi squadre. I gol vanno sempre bene, a prescindere da chi è il tuo avversario. L'importante però è che poi arrivino anche i punti. Contro la Juve non è successo. Devo dire però che quel gol per me ha significato tantissimo, non sapevo più cosa fare dopo la rete tanto era la gioia. Purtroppo non è bastato per un risultato positivo. Futuro? Presto per parlarne e per fare altri discorsi. La Juve? Da bambino seguivo la Juventus in Italia, non solo per Nedved che resta un mito ma perché mio padre era un fan bianconero. Seguivamo molto il calcio estero, in Inghilterra tifavo Arsenal e in patria lo Slavia Praga dove poi ho fatto tutta la trafila nelle giovanili. Comunque per quel che riguarda il futuro a lunga scadenza non mi vedo per sempre in Italia. Mi piacerebbe provare altre esperienze, magari in Premier o nella Liga. Sono molto curioso e ho tanta voglia di conoscere nuove cose".