Chi c'era, sabato pomeriggio allo Juventus Stadium di Torino, ha avuto una percezione dell'accaduto molto differente, rispetto al pilatesco "pari e patta" del giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Per tutta la partita, come succede nelle maggior parte delle trasferte del Napoli al nord, contro gli azzurri e i loro sostenitori sono stati infatti intonati i soliti cori razzisti, meritevoli - regolamenti alla mano - di sanzioni certamente più pesanti rispetti a quelle decise ieri. Potevano esserci in teoria perfino gli estremi per la sospensione della gara, che avrebbe comportato una punizione decisamente esemplare per il club bianconero, nel nome della responsabilità oggettiva. Invece l'arbitro Damato e gli ispettori federali non hanno sentito quasi nulla, stranamente, a differenza degli altri protagonisti che erano in campo e sono rimasti inevitabilmente disgustati. "Purtroppo a Torino ho sentito dei cori vergognosi - ha detto ieri a Radio Marte Walter Mazzarri - Non capisco perchè continui a succedere e dico solamente che chi sbaglia dovrebbe pagare". L'allenatore del Napoli ha preso le distanze in modo obiettivo anche dai comportamenti sbagliati dei sostenitori al seguito degli azzurri. "Se sbagliamo noi, pagheremo pure noi: ci mancherebbe". Il problema sono i due pesi e le due misure. "Se sbagliano gli altri è corretto che ci sia giustizia". E in questo caso, come tante altre volte in passato, non è stata fatta giustizia. S'è indignato parecchio anche Marek Hamsik, che ormai è un napoletano d'adozione. "Questa da sei anni è la mia città e mi dispiace quando qualcuno la attacca", ha reagito con fermezza il centrocampista slovacco, rispondendo a una domanda sui cori razzisti sentiti allo Juventus Stadium, sabato sera. "Napoli ha avuto in passato il problema dei rifiuti, ma lo ha superato ed è un posto bellissimo in cui vivere. Questa è casa mia ed è brutto ascoltare delle offese come queste". Al giudice Tosel che cosa hanno raccontato?
VIDEO: La domanda di Petrazzuolo a Hamsik
di Napoli Magazine
23/10/2012 - 15:53
Chi c'era, sabato pomeriggio allo Juventus Stadium di Torino, ha avuto una percezione dell'accaduto molto differente, rispetto al pilatesco "pari e patta" del giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Per tutta la partita, come succede nelle maggior parte delle trasferte del Napoli al nord, contro gli azzurri e i loro sostenitori sono stati infatti intonati i soliti cori razzisti, meritevoli - regolamenti alla mano - di sanzioni certamente più pesanti rispetti a quelle decise ieri. Potevano esserci in teoria perfino gli estremi per la sospensione della gara, che avrebbe comportato una punizione decisamente esemplare per il club bianconero, nel nome della responsabilità oggettiva. Invece l'arbitro Damato e gli ispettori federali non hanno sentito quasi nulla, stranamente, a differenza degli altri protagonisti che erano in campo e sono rimasti inevitabilmente disgustati. "Purtroppo a Torino ho sentito dei cori vergognosi - ha detto ieri a Radio Marte Walter Mazzarri - Non capisco perchè continui a succedere e dico solamente che chi sbaglia dovrebbe pagare". L'allenatore del Napoli ha preso le distanze in modo obiettivo anche dai comportamenti sbagliati dei sostenitori al seguito degli azzurri. "Se sbagliamo noi, pagheremo pure noi: ci mancherebbe". Il problema sono i due pesi e le due misure. "Se sbagliano gli altri è corretto che ci sia giustizia". E in questo caso, come tante altre volte in passato, non è stata fatta giustizia. S'è indignato parecchio anche Marek Hamsik, che ormai è un napoletano d'adozione. "Questa da sei anni è la mia città e mi dispiace quando qualcuno la attacca", ha reagito con fermezza il centrocampista slovacco, rispondendo a una domanda sui cori razzisti sentiti allo Juventus Stadium, sabato sera. "Napoli ha avuto in passato il problema dei rifiuti, ma lo ha superato ed è un posto bellissimo in cui vivere. Questa è casa mia ed è brutto ascoltare delle offese come queste". Al giudice Tosel che cosa hanno raccontato?
VIDEO: La domanda di Petrazzuolo a Hamsik