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FOCUS NM - Highlights: Napoli, ecco i momenti più significativi di una stagione che ci sta insegnando cosa vuol dire "resilienza"
28.03.2026 08:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più un termine molto caro alle pagine social dedicate alla psicologia e al mental coaching. Ci riferiamo alla parola “resilienza”. Sfogliando le pagine della Treccani o, meglio, facendo una rapida ricerca sul sito del noto dizionario, la definizione che ne esce è la seguente: “In psicologia, la capacità di reagire a eventi traumatici, di superare le difficoltà, di adattarsi al cambiamento e di persistere nel perseguire i propri obiettivi, nonostante le avversità”.

Impossibile non pensare alla stagione vissuta dal Napoli finora. Un po' la noia del fine settimana della sosta e un po' il desiderio di rivivere qualche emozione, ci sembrava giusto analizzare i momenti azzurri che finora stanno dando davvero significato a questo termine (a ragione) molto amato.

ROMELU LUKAKU - In un pomeriggio di agosto, il Napoli stava disputando l’ultima amichevole precampionato contro l’Olympiacos quando il belga si è accasciato a terra dopo aver provato un tiro verso la porta difesa da Botis. La diagnosi è stata la peggiore possibile: lesione di alto grado al retto femorale della coscia sinistra. Tuttavia, Big Rom non ha mai lasciato sola la squadra, sostenendola soprattutto nel cammino verso la vittoria della Supercoppa nella Final Four. Poi, un sabato di fine febbraio, a Verona, in un match che sembra disgraziatamente indirizzato verso un anonimo pareggio, Conte lancia nella mischia Lukaku. Il belga segna il definitivo 1-2 nel finale "Ero morto", la forte frase intrisa di rabbia e dolore nell’intervista a DAZN nel post partita, una lettera in cui il Big (grande, ndr) del suo soprannome si riferisce soprattutto al suo cuore, che in questi mesi durissimi per l’infortunio e per la morte del padre ha continuato a combattere per il Napoli. Uomo spogliatoio. 

LE ASSENZE - "No Lukaku, no Glimour, no De Bruyne, no Anguissa, No Rrahmani, Neres infortunato": l’intervista in inglese di Scott McTominay sottotitolata è il trend preferito degli appassionati di Tik Tok. Da inizio stagione il Napoli ha subìto circa 33 infortuni, di cui 24 muscolari. Eppure il Napoli ha continuato a correre e reinventarsi restando sempre aggrappato alle prime posizioni. Alto il numero di moduli e soluzioni che Conte ha dovuto partorire. La domanda di Scott è quella di tutti: e se fosse accaduto ad almeno una delle dirette concorrenti del Napoli? Più resilienti di così…

ANTONIO VERGARA - Nella profonda emergenza, il Napoli scopre il talento del mancino di Frattaminore. Già nella sua prima gara da titolare in Coppa Italia contro il Cagliari, Vergara si era messo in mostra offrendo anche un assist a Lucca. Poi, nel buio del centrocampo e con l’infortunio di Neres, Conte lo butta nella mischia. Gioca da sottopunta, un po' come Foden a Manchester: parte mezzo-destro ma viene dentro al campo e gioca tra le linee. In pochi giorni il numero 26 segna per la prima volta in tutte le competizioni: in Champions contro il Chelsea, in campionato con la Fiorentina e in Coppa Italia nel match contro il Como. E pensare che Vergara voleva smettere di giocare dopo la rottura del crociato nel 2023. Ora si attende solo il suo ritorno dall’infortunio: la prima chiamata in Nazionale grida vendetta. 

ELJIF ELMAS - Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. E il giro immenso di Eljif Elmas è iniziato nel 2023, con il trasferimento a Lipsia, poi il prestito a Torino, il nuovo ritorno in Germania e finalmente il ritorno in prestito al Napoli. Se con Spalletti il macedone era il jolly da schierare dalla panchina, il suo numero 12, con Conte copre qualsiasi punto del centrocampo: fa il mediano, va sulla trequarti, gioca esterno d’attacco ed è pazzesco come lo faccia sempre bene. "Ci manca solo che lo metto in porta", ha scherzato il tecnico salentino. 

ANTONIO CONTE - Ok, non si discute: il Napoli ha una rosa davvero forte, ci sono i Fab Four, Hojlund, Neres, Politano e Spinazzola, solo per citarne alcuni. Il primo fuoriclasse, però, è sulla panchina del Napoli. Parla per lui il suo palmarès, ma soprattutto questa stagione in cui ha saputo reinventarsi e reinventare ogni volta la sua squadra. Privato del suo pupillo Lukaku, trasforma Hojlund. Il danese impara a giocare come il belga, difende palla col fisico e crea spazi. Dopo la sconfitta di Bologna a novembre Conte ha fugato ogni dubbio sul suo talento. Dopo la dèbacle emiliana, sicuramente ben consigliato dal presidente De Laurentiis, Conte ha deciso di trascorrere qualche giorno a Torino, in famiglia, per ricaricare le pile. Stacca la spina, dimostrando anche il lato umano di un grande allenatore. Poi il ritorno a Castel Volturno, un confronto rapido e sincero coi suoi ragazzi e poi testa al campo. La vittoria della Supercoppa parte da lì. 

KING KEVIN IS BACK - Dopo il terribile infortunio rimediato sul calcio di rigore nel match di ottobre contro l’Inter, De Bruyne ha iniziato un calvario che è terminato soltanto a inizio marzo, quando è entrato nella ripresa del match contro il Lecce. Dopo un bruttissimo primo tempo in cui il Napoli era apparso sbiadito ed era anche andato sotto di un gol, l’ingresso di De Bruyne cambia il volto degli azzurri. La qualità dell’ex Manchester City e un Politano in grande spolvero regalano la vittoria in rimonta ai partenopei. De Bruyne prende per mano il Napoli, lo risveglia con le sue verticalizzazioni e manda un messaggio a chi pensava che con la lesione al bicipite femorale fosse tempo di ritiro dal calcio giocato.

I TIFOSI - "Non sappiamo quale sarà il nostro destino ma fino alla fine vi saremo vicino, nonostante tante difficoltà state onorando maglia e città". Prima del match casalingo contro la Roma, la Curva B ha mandato a Conte e ai suoi ragazzi uno dei messaggi più belli. Il Napoli non è mai stato solo. Apprezzato lo sforzo della squadra nonostante l’emergenza, i tifosi hanno rinnovato una promessa alla quale non sono mai venuti meno: sempre al fianco del Napoli. Imprescindibili.

E ORA? - 4%. È questa la percentuale di possibilità che il Napoli possa vincere lo scudetto. Intanto, tra la 28esima e la 30esima giornata di Serie A è successo di tutto: l'Inter ha perso il derby, poi ha pareggiato con Atalanta e Fiorentina; il Milan ha perso a Roma contro la Lazio per poi vincere in casa con il Torino; i successi con i granata, il Lecce e il Cagliari hanno messo i partenopei a -1 dai rossoneri e -7 dall'Inter. La Pasquetta di Milan e Napoli, insomma, non sarà la classica "scampagnata". Il calendario degli azzurri sembrerebbe più agevole rispetto alle milanesi. Tuttavia, non dimentichiamo che, come l’Inter, il Napoli deve sfidare l'incredibile e ormai temibile Como in trasferta. Chivu ha ancora qualche jolly in più. Un pari al Maradona tra rossoneri e azzurri, d'altronde, gioverebbe tantissimo all’Inter impegnata contro la Roma di Gasperini, cliente scomodo. 4%, dicevamo: quasi impossibile. Ma in fin dei conti, sognare non costa nulla. Sarà un finale bellissimo. 

Maria Anna Gagliardi

Napoli Magazine

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28/03/2026 - 08:00

NAPOLI - Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più un termine molto caro alle pagine social dedicate alla psicologia e al mental coaching. Ci riferiamo alla parola “resilienza”. Sfogliando le pagine della Treccani o, meglio, facendo una rapida ricerca sul sito del noto dizionario, la definizione che ne esce è la seguente: “In psicologia, la capacità di reagire a eventi traumatici, di superare le difficoltà, di adattarsi al cambiamento e di persistere nel perseguire i propri obiettivi, nonostante le avversità”.

Impossibile non pensare alla stagione vissuta dal Napoli finora. Un po' la noia del fine settimana della sosta e un po' il desiderio di rivivere qualche emozione, ci sembrava giusto analizzare i momenti azzurri che finora stanno dando davvero significato a questo termine (a ragione) molto amato.

ROMELU LUKAKU - In un pomeriggio di agosto, il Napoli stava disputando l’ultima amichevole precampionato contro l’Olympiacos quando il belga si è accasciato a terra dopo aver provato un tiro verso la porta difesa da Botis. La diagnosi è stata la peggiore possibile: lesione di alto grado al retto femorale della coscia sinistra. Tuttavia, Big Rom non ha mai lasciato sola la squadra, sostenendola soprattutto nel cammino verso la vittoria della Supercoppa nella Final Four. Poi, un sabato di fine febbraio, a Verona, in un match che sembra disgraziatamente indirizzato verso un anonimo pareggio, Conte lancia nella mischia Lukaku. Il belga segna il definitivo 1-2 nel finale "Ero morto", la forte frase intrisa di rabbia e dolore nell’intervista a DAZN nel post partita, una lettera in cui il Big (grande, ndr) del suo soprannome si riferisce soprattutto al suo cuore, che in questi mesi durissimi per l’infortunio e per la morte del padre ha continuato a combattere per il Napoli. Uomo spogliatoio. 

LE ASSENZE - "No Lukaku, no Glimour, no De Bruyne, no Anguissa, No Rrahmani, Neres infortunato": l’intervista in inglese di Scott McTominay sottotitolata è il trend preferito degli appassionati di Tik Tok. Da inizio stagione il Napoli ha subìto circa 33 infortuni, di cui 24 muscolari. Eppure il Napoli ha continuato a correre e reinventarsi restando sempre aggrappato alle prime posizioni. Alto il numero di moduli e soluzioni che Conte ha dovuto partorire. La domanda di Scott è quella di tutti: e se fosse accaduto ad almeno una delle dirette concorrenti del Napoli? Più resilienti di così…

ANTONIO VERGARA - Nella profonda emergenza, il Napoli scopre il talento del mancino di Frattaminore. Già nella sua prima gara da titolare in Coppa Italia contro il Cagliari, Vergara si era messo in mostra offrendo anche un assist a Lucca. Poi, nel buio del centrocampo e con l’infortunio di Neres, Conte lo butta nella mischia. Gioca da sottopunta, un po' come Foden a Manchester: parte mezzo-destro ma viene dentro al campo e gioca tra le linee. In pochi giorni il numero 26 segna per la prima volta in tutte le competizioni: in Champions contro il Chelsea, in campionato con la Fiorentina e in Coppa Italia nel match contro il Como. E pensare che Vergara voleva smettere di giocare dopo la rottura del crociato nel 2023. Ora si attende solo il suo ritorno dall’infortunio: la prima chiamata in Nazionale grida vendetta. 

ELJIF ELMAS - Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. E il giro immenso di Eljif Elmas è iniziato nel 2023, con il trasferimento a Lipsia, poi il prestito a Torino, il nuovo ritorno in Germania e finalmente il ritorno in prestito al Napoli. Se con Spalletti il macedone era il jolly da schierare dalla panchina, il suo numero 12, con Conte copre qualsiasi punto del centrocampo: fa il mediano, va sulla trequarti, gioca esterno d’attacco ed è pazzesco come lo faccia sempre bene. "Ci manca solo che lo metto in porta", ha scherzato il tecnico salentino. 

ANTONIO CONTE - Ok, non si discute: il Napoli ha una rosa davvero forte, ci sono i Fab Four, Hojlund, Neres, Politano e Spinazzola, solo per citarne alcuni. Il primo fuoriclasse, però, è sulla panchina del Napoli. Parla per lui il suo palmarès, ma soprattutto questa stagione in cui ha saputo reinventarsi e reinventare ogni volta la sua squadra. Privato del suo pupillo Lukaku, trasforma Hojlund. Il danese impara a giocare come il belga, difende palla col fisico e crea spazi. Dopo la sconfitta di Bologna a novembre Conte ha fugato ogni dubbio sul suo talento. Dopo la dèbacle emiliana, sicuramente ben consigliato dal presidente De Laurentiis, Conte ha deciso di trascorrere qualche giorno a Torino, in famiglia, per ricaricare le pile. Stacca la spina, dimostrando anche il lato umano di un grande allenatore. Poi il ritorno a Castel Volturno, un confronto rapido e sincero coi suoi ragazzi e poi testa al campo. La vittoria della Supercoppa parte da lì. 

KING KEVIN IS BACK - Dopo il terribile infortunio rimediato sul calcio di rigore nel match di ottobre contro l’Inter, De Bruyne ha iniziato un calvario che è terminato soltanto a inizio marzo, quando è entrato nella ripresa del match contro il Lecce. Dopo un bruttissimo primo tempo in cui il Napoli era apparso sbiadito ed era anche andato sotto di un gol, l’ingresso di De Bruyne cambia il volto degli azzurri. La qualità dell’ex Manchester City e un Politano in grande spolvero regalano la vittoria in rimonta ai partenopei. De Bruyne prende per mano il Napoli, lo risveglia con le sue verticalizzazioni e manda un messaggio a chi pensava che con la lesione al bicipite femorale fosse tempo di ritiro dal calcio giocato.

I TIFOSI - "Non sappiamo quale sarà il nostro destino ma fino alla fine vi saremo vicino, nonostante tante difficoltà state onorando maglia e città". Prima del match casalingo contro la Roma, la Curva B ha mandato a Conte e ai suoi ragazzi uno dei messaggi più belli. Il Napoli non è mai stato solo. Apprezzato lo sforzo della squadra nonostante l’emergenza, i tifosi hanno rinnovato una promessa alla quale non sono mai venuti meno: sempre al fianco del Napoli. Imprescindibili.

E ORA? - 4%. È questa la percentuale di possibilità che il Napoli possa vincere lo scudetto. Intanto, tra la 28esima e la 30esima giornata di Serie A è successo di tutto: l'Inter ha perso il derby, poi ha pareggiato con Atalanta e Fiorentina; il Milan ha perso a Roma contro la Lazio per poi vincere in casa con il Torino; i successi con i granata, il Lecce e il Cagliari hanno messo i partenopei a -1 dai rossoneri e -7 dall'Inter. La Pasquetta di Milan e Napoli, insomma, non sarà la classica "scampagnata". Il calendario degli azzurri sembrerebbe più agevole rispetto alle milanesi. Tuttavia, non dimentichiamo che, come l’Inter, il Napoli deve sfidare l'incredibile e ormai temibile Como in trasferta. Chivu ha ancora qualche jolly in più. Un pari al Maradona tra rossoneri e azzurri, d'altronde, gioverebbe tantissimo all’Inter impegnata contro la Roma di Gasperini, cliente scomodo. 4%, dicevamo: quasi impossibile. Ma in fin dei conti, sognare non costa nulla. Sarà un finale bellissimo. 

Maria Anna Gagliardi

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