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GOLAZO - Mollichelli su "NM": "Mario Rui come Onzari, provaci anche tu dalla bandierina!"
08.12.2021 10:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Non è il Leicester che incute timore né lo sbarazzino Empoli né il Milan capolista. E' l'hospital Neaples che giocoforza lascia perplessi. Più di metà squadra titolare fuori uso. Un'emergenza che non può non far pensare alla jella, ad un malocchio andato a segno (non è vero ma ci credo). Non condivido la sindrome di Calimero tanto cara a tifoseria e certa stampa, ma stavolta siamo al tempo sacrosanto delle geremiadi. L'uomo di Certaldo dovrà inventarsi qualcosa ma non so proprio che cosa. Perduta la vetta della classifica ed una sfilza di uomini importanti. Eppure resta ancora negli occhi la grande bellezza della sfida con l'Atalanta, perduta nonostante si sia gettato il cuore oltre l'ostacolo. Giocata magnificamente dal criticatissimo Mario Rui - e torno a ribadire: non può mai essere una iattura un titolare della nazionale portoghese - e da Malcuit, la cui presenza in squadra era stata accolta a fischi e pernacchie. Per non dire di Lobotka il metronomo, finito anch'egli in infermeria. Dal Leicester al Milan, passando per l'Empoli, si metteranno sul tavolo tre jolly di grande rilievo. Non uno spartiacque della stagione, ma qualcosa di simile. Napoli compresso in un improvviso affollamento dei piani alti. Stretto tra gli squadroni meneghini e la corazzata bergamasca. Pioli, Inzaghino, Spalletti e Gasperini in un fazzoletto di un poker di punti. Nessuno dei magnifici quattro ha mai vinto lo scudetto. Il certaldese per vincere un titolo ha dovuto sottostare al fascino delle notti bianche sanpietroburghesi. La partitissima del Maradona è stata uno spot per il calcio. Non si può dire altrettanto della pratica salernitana sbrigata dal Milan che sta anch'esso incerottato di brutto. Gli osanna gazzettieri per il franco successo della Beneamata a Roma sono da prendere come l'accensione delle lanterne cinesi. La Roma di Mou, falcidiata da infortuni e squalifiche è stata una Rometta. Evanescente ed inguardabile, vanesia e smidollata tanto da incassare il primo gol (e addio speranza di una resistenza ad oltranza) su tiro da angolo, basso sul primo palo. Roba che neanche in quarta serie! Almeno, quello segnato da Cuadrado contro il Genoa aveva una traiettoria alta, più difficile da intercettare rispetto a quella scaturita dal piede del turco nerazzurro. Due reti da angolo nella stessa giornata. Non capita spesso. Un omaggio postumo all'argentino Onzari, autore del primo gol direttamente dalla bandierina all'Uruguay fresca vincitrice del titolo alle Olimpiadi. Fu così definito gol olimpico. Era l'ottobre del 1924, prima d'allora non era consentito segnare direttamente da angolo. E se ci provasse anche Mario Rui?

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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