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IL CAPITANO - Insigne: "Ora non penso ad altre maglie, Raiola? Nessuna dietrologia, ho 28 anni e in carriera può capitare un'offerta irrinunciabile, mi scoccia arrivare ad un passo dal successo e poi non vincere"
06.04.2019 09:30 di Napoli Magazine

NAPOLI - L'attaccante azzurro Lorenzo Insigne, capitano del Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport: "Le pressioni sono maggiori, rispetto ad altri calciatori, perché la gente da te si aspetta di più. E a volte le responsabilità costituiscono un energizzante, dunque hanno effetti positivi, ma ci sono anche momenti in cui possono essere controproducenti e quindi negative. Non siamo macchine, ricordiamocene, un periodo buio è inevitabile".

 

Insigne si immagina con un'altra maglia addosso? "Adesso, mentre ne stiamo parlando, e più in generale ora, in questa fase, non ci penso neppure. Però so bene che magari in giro possa esserci qualcuno che mi stimi. Ma non esistono squadre, né interessamenti. Ho il dovere di pensare, senza essere immodesto, che in questi anni con il Napoli abbia già dato qualche dimostrazione di ciò che so fare".

 

Raiola per andare via? "Niente di tutto ciò e siete liberi di non crederci. Ma ritengo che Raiola, con Jorge Mendes, sia il più forte in circolazione e che rappresenti un'autorità in materia. Ma non c'è dietrologia. Finché starò qui darò sempre il 110 per cento e qua voglio starci a lungo. So anche che ho ventotto anni e che possa capitare, in carriera, di ritrovarsi dinnnanzi ad un'offerta, come dire? irrinunciabile. Questo sì, può succedere".

 

Insigne è felice? "Mi scoccia assai arrivare ad un passo dal successo e poi ritrovarmi senza niente tra le mani, che so un trofeo da alzare al cielo. E questo dà fastidio anche ai miei compagni di squadra di questo Napoli che è fortissimo e meriterebbe di regalarsi una soddisfazione".

 

Come sta il capitano azzurro? "Meglio e quasi bene. Ho fatto un differenziato robusto giovedì e un allenamento in gruppo venerdì. Ora resta la rifinitura e poi deciderà Ancelotti. E' chiaro che il pensiero è all'Arsenal. Mi aspetto di affrontare una squadra che ha talmente tanta qualità da non poter scegliere quale sia il migliore. E poi troveremo ritmo, intensità, organizzazione tattica".

 

"Scudetto perso l'anno scorso? Un ferita difficile da suturare, ma bisogna guardare avanti. Ci abbiamo creduto, potevamo farcela e fa male. Come l'eliminazione dal Mondiale a San Siro: sono le sofferenze che mi porto dentro. E' come se in quegli istanti mi fosse crollato il mondo addosso".

 

"Europa League? Ci aspettano due gare complicate e poi, dovessimo farcela, la semifinale. Non è semplicissimo, non abbiamo paura. Anzi, è il nostro folle desiderio".

 

"Higuain? Non mi andò giù il suo modo di esultare. La Juventus fu una scelta, libero di prenderla ci mancherebbe, però poi ci siamo incrociati altre volte e mai una volta, mai una dico, che sia venuto a salutarci nello spogliatoio, come pure sarebbe stato naturale fare. Vuol dire, allora, che ce l'aveva anche con noi, con i suoi ex compagni di squadra che lo hanno aiutato a segnar trentasei gol in campionato".

 

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