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venerdì 16 novembre 2018, ore
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IL MATTINO - Carlo Ancelotti: "Voglio portare il Napoli a vincere qualcosa di importante, questa città è bellissima, Sarri ha lavorato benissimo, prolungare il contratto? Se Aurelio ne vuole parlare, ne possiamo parlare"
26.10.2018 17:55 di Napoli Magazine

L'allenatore azzurro Carlo Ancelotti ha rilasciato un'intervista ad Il Mattino: "Il più forte di tutti sono io. A tressette. Sono contento quando la squadra gioca bene. Certo, sarebbe ora di riportare lo scudetto al Sud, ne sarei molto felice. Cambio di posizione per Insigne? Volevo difendere in maniera diversa e sollevare Lorenzo da compiti difensivi. Così è più lucido sotto porta. Questi ragazzi erano intimoriti dalla forza degli avversari, adesso riusciamo a gestire meglio queste situazioni. Ma dobbiamo crescere ancora e cresceremo quando acquisteremo più autostima. Sarri? Napoli lo ha amato tanto perché ha lavorato benissimo. Dal punto di vista tattico i ragazzi sono molto preparati, per me è stato molto più facile intervenire. Ogni allenatore vuole vincere. Per vincere, però, devi giocare bene, in difesa come in attacco. Se non giochi bene non vinci. Juve? È vero, dopo la sconfitta di Torino sono tornato a casa e sono andato a rivedermi la Champions League che ho vinto contro di loro. Certo, l'ho dovuta cercare bene, non c'è solo quella in bacheca. Cori contro i napoletani? Dovremmo sradicare dagli stadi questa cattiva abitudine, esiste solo in Italia ed è insopportabile. Ho allenato e vissuto a Milano, Londra, a Madrid, a Parigi e a Monaco. Ecco, per capire la grande bellezza di Napoli devi avere vissuto in tutte queste città. Napoli è un'altra cosa. I complimenti ricevuti arrivano per i risultati ottenuti, non solo per gol fatti e subiti: siamo apprezzati per la personalità mostrata, è un risultato. Non mi aspettavo di essere chiamato da De Laurentiis. Tutto mi aspettavo tranne che venire qui: credevo che l'avventura di Sarri sarebbe continuata. Sono convinto che sarebbe stata la scelta giusta per me, dal progetto ai giocatori. De Laurentiis? E' vulcanico, generoso, con lui non si parla solo di calcio. Stare con lui e con la sua famiglia è un piacere ma a tresette vinco io, anche se a volte gli faccio credere che è più forte lui. Ritengo sia opportuno informare il presidente ed il direttore della formazione che schiero in campo. Quando la decido? Dipende, magari al mattino della partita. Sei anni a Napoli? Una battuta con De Laurentiis a Ischia, se ne vuole parlare, allora ne parliamo. La scelta di Insigne centrale è stata legata da un aspetto più difensivo che offensivo, per toglierli più lavoro. Da esterno doveva rientrare molto e non poteva essere presente in area avversaria. Possiamo crescere in personalità, stiamo migliorando anche lì. Ci sono momenti dove devi sacrificarti, essere furbo e lì devi migliorare. Dzeko in gol contro il Napoli? Già sappiamo cosa fare domenica, la Roma ha avuto alti e bassi ma ha tanto potenziale ed esperienza. Dobbiamo tenere sott'occhio Edin, sui calci piazzati sono molto forti. Sarà un match appassionante. Sarri? Il confronto non mi ha mai dato fastidio, lui è stato amato qui perché il suo gioco ha fatto la differenza. E' un segnale importante, dietro c'è il lavoro di tre anni e i ragazzi hanno conoscenze. Ho trovato un campo ben arato, di sicuro. Girone Champions? Occorre un'altra impresa, ne abbiamo fatte due. Sarebbe stato più facile in caso di vittoria a Parigi, ora tocca farla in casa nostra. La spinta dei tifosi è importante quando la squadra c'è. Scudetto? Dal 2001 nessuno a Sud di Roma non vince nessuno? Sarebbe l'ora... Da allora c'è solo il Napoli. Il predominio si è spostato al nord. Scudetto questa stagione? Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità e anche di più per vincere qualche competizione. L'Inter? Ha qualità, di sicuro ci sarà. Previsioni sul Napoli a inizio stagione? In estate si va dietro al nome. Il Napoli ha preso Fabian Ruiz, uno sconosciuto, poi un portiere molto giovane ed è stato facile far pendere la bandiera dall'altra parte. Quando non si cambia tanto, però, ci sono dei vantaggi. Amalgamare i nuovi non è così semplice. Allegri dice che 'la bellezza nel calcio è vincere'? Ogni allenatore vuole che la squadra giochi bene e vinca. Se c'è da scegliere dico che se giochi male perdi. Shevchenko uomo del destino per Ancelotti allenatore? La partita di Manchester ha cambiato il mio destino da allenatore. Ho rivisto la Coppa però devo cercarla, non ne ho una sola.... Turnover? La gestione dei grandi nel gruppo è semplice. La gestione generale è più complicata: io non ho mai fatto una rotazione così ampia come sto facendo qui. La qualità della rosa si equivale: se ho Ronaldo e dietro c'è uno con meno qualità, non faccio una rotazione. Magari ogni tanto lo faccio riposare, ma poi gioca lui. Qui il livello è più competitivo tra ruolo e ruolo. Hamsik o Diawara non mi modifica la struttura del gioco o la squadra, non cambia praticamente niente. La gestione varia da squadra a squadra. Allan? La convocazione col Brasile, intanto, è un premio. Se lo merita sicuramente, ha capacità agonistiche che trasmette a tutti. E' senza interruzioni, ha qualità e capacità straordinarie. Il calcio a Napoli? E' una parte importante della vita della città, è un aspetto predominante. Il fatto che la squadra vada bene è un momento di felicità e gioia, in una città coi suoi problemi e con le sue problematiche. Io la vivo poco ma l'immagine che Napoli ha fuori e diversa da quella che ha dentro. Mi piace quello che faccio, ho accumulato esperienza. Tramite questa cerco di gestire le relazioni con gli altri. Sono troppo paziente, a volte. E' il mio più grande pregio. Sono stato paziente con tanti presidenti... Li rispetto tutti. Ho avuto discussioni con Abramovich, con Berlusconi, con Florentino. C'ero però perché mi hanno voluto loro. Mio figlio Davide nello staff? Mi chiama 'papà', quando mi chiama mister è per ironia. Come lo vedo? Allenatore, senza dubbio. Sta facendo esperienza, ma ho in generale uno staff giovane ma competente. A Castelvolturno però c'è un ambiente competente: si ride, si scherza, si discute, è un ambiente familiare e non è semplice che sia così. Al Milan era così, una famiglia. Al Chelsea era un'azienda, per esempio. Igiovani e i vivai? L'Italia è indietro come strutture. Tatticamente e tecnicamente ci siamo anche se non ci sono grandi talenti. Però abbiamo ottimi giocatori: Insigne, Barella, Bernardeschi. C'è un gruppo che dà nuova linfa, Meret ha un grandissimo futuro per esempio. Il problema sono le infrastrutture, stadi vecchi come il San Paolo che è uno stadio non comodo. In Europa è un'altra cosa. La gente riempie lo stadio non solo per la partita ma anche per le strutture che ci sono. E' un modo di vivere il relax con la famiglia. Insigne? Sta segnando con continuità, sta dimostrando di essere maturo, è al servizio della squadra. E' un primo attore in Europa, potrà diventarlo anche in Europa. Meret? Torna presto, senza fretta. 15 giorni-1 mese? Questo è il tempo, poco prima della sosta non ha senso. Napoli-Chievo Verona potrebbe essere. I tre portieri da gestire? Quando ci saranno tutti e tre, ci sarà da ridere.... Il progetto a Napoli? Voglio portare il Napoli a vincere qualcosa di importante. I tre fronti? Non si può giocare, si deve. Con questa rosa qua, che mi dà garanzie, molte, ce la possiamo fare a essere competitivi. Non dobbiamo pensare che un ottavo di finale di Coppa Italia sia una gara di secondo piano. Questo vuol dire essere sempre competitivi. La Serie A oggi, dopo nove anni di assenza? C'è un nuovo momento del calcio dove tutte le squadre, anche le meno blasonate, cercano di avere un'idea di gioco. E' una costante ovunque, non so se sia un bene o un male ma c'è la tendenza al gioco. Prima, se eri più scarso, ti mettevi dietro alla 'primo non prenderle'. Ora la tendenza è partire da dietro, solo in Inghilterra alcune mantengono la vecchia tradizione. Chi del Napoli di oggi potrà fare l'allenatore in futuro? Hamsik, Callejon, Albiol, forse Ghoulam. Quello che può saltar fuori meglio però è Callejon: vede le cose chiaramente, ha conoscenza, parla al momento giusto. Per un allenatore non è importante parlare tanto ma al momento giusto. Per le conoscenze che ha, è difficile sostituirlo ma l'ho fatto. La Serie A se si deciderà all'ultima giornata? Spero prima... La Juventus? E' molto forte, continua. Per battere la Juventus serve fare qualcosa di straordinario, che non è nella norma. Tutti dicevano che battere il Liverpool era straordinario ed è stato fatto. Fare qualcosa di straordinario non è fare qualcosa di impossibile. Ancelotti aziendalista? Io lavoro e cerco di fare il bene di chi mi ha preso. Io divento molto tifoso delle squadre che alleno, di alcune sono rimasto tifoso, di altre un pochino meno. Su Napoli-Roma? Penso verrà fuori una bella partita, sono due squadre che vogliono giocare, imporre il proprio gioco. Sarà una gara aperta, con un bel ritmo e qualità".

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