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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, Alisson Santos ed Elmas pe' semp' accussì! Operazione sorpasso avviata, mentre si sorride con Anguissa e De Bruyne!"
07.03.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Altro giro, altra corsa ed altri tre punti d'oro. Stavolta a farne le spese, dopo l'Hellas Verona, è stato il Torino. Ad essere sinceri non c'è stata mai partita, nonostante la buona volontà degli ex Simeone e Duvan Zapata. Con la difesa dei tre mancini, che personalmente mi ha lasciato qualche perplessità per alcuni errori di posizionamento di Juan Jesus (non proprio brillantissimo a destra), Buongiorno (per quel retropassaggio all'indietro di testa a dir poco da brividi) e Olivera (adattato nel ruolo ricoperto anche in Nazionale), la squadra sostanzialmente non ha corso grandissimi rischi (lasciando in panchina Beukema, il centrale di destra), eccezion fatta per la rete della bandiera di Casadei a tre minuti dal novantesimo, che ha innervosito non poco Milinkovic-Savic, mentre Stramaccioni ipotizzava una "gara riaperta" che in realtà non si è mai verificata nei 5 minuti finali di recupero . Senza Lobotka e McTominay (Scott potrebbe rivedersi contro il Lecce), il centrocampo si è retto su Gilmour (abile metronomo) ed Elmas (ormai a tutto campo). Lì davanti invece Alisson Santos, per quel che mi riguarda, non è mai stata una sorpresa, anzi evidentemente sbagliava lo Sporting a non schierarlo titolare. Il brasiliano ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla sua fascia, mandando ai matti gli avversari, tant'è vero che il suo gol (di pregevole fattura, certamente non fortunato) non ha lasciato scampo a Paleari, essendo stato generato da un fendente a fil di palo. Ancora in rodaggio Spinazzola (molto meglio per buona volontà e reattività ll subentrato Gutierrez), mentre dopo un primo tempo interlocutorio (con molti contrasti non andati a buon fine) è salito in cattedra Politano: dal suo tocco di testa, per il gol da rapace d'area di rigore di Elmas, è stato un crescendo. Un pò svagato Hojlund, fatta salva la sua buona volontà di sempre. E così in una serata normale di Vergara, uscito anzitempo per una fascite plantare, si è rivisto con tutta la sua calma olimpica Frank-Zambo Anguissa. La classe non è acqua. Nella serenità che ha conferito alla mediana tutto il rammarico di non averlo avuto disponibile per 117 giorni. Discorso estendibile chiaramente a Kevin De Bruyne, il cui acume tattico non si discute: anche lui dopo la lunga assenza datata 25 ottobre, ha illuminato il gioco con passaggi precisi ed efficaci. Due sorrisi in più per Conte, forse tre se si considera pure Lukaku, che pian piano sta guadagnando minuti nelle gambe. Il secondo posto, scrutando il calendario, resta alla portata degli azzurri. L'operazione sorpasso è stata avviata. Continuando a vincere, si può. Mai dire mai, soprattutto con i big a disposizione. Intanto, con Alisson Santos ed Elmas "accussì, sarà pe' semp' sì!" per quel che riguarda il mio giudizio sul contributo offerto da entrambi. Piccolo omaggio conclusivo doveroso a Sal Da Vinci, protagonista al Maradona con il suo brano che ha trionfato a Sanremo: una splendida melodia entrata ormai nella testa di gran parte degli italiani. Piaccia o meno, bisogna farsene una ragione, senza andare a scartavetrare, con considerazioni del tutto personali, le pareti della quiete d'animo del prossimo, che tutto vuole meno che sentirsi pungolato inutilmente da stucchevoli pregiudizi, perbenisti e falsi moralisti. "Che fastidio!", chioserebbe Ditonellapiaga.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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07/03/2026 - 09:00

NAPOLI - Altro giro, altra corsa ed altri tre punti d'oro. Stavolta a farne le spese, dopo l'Hellas Verona, è stato il Torino. Ad essere sinceri non c'è stata mai partita, nonostante la buona volontà degli ex Simeone e Duvan Zapata. Con la difesa dei tre mancini, che personalmente mi ha lasciato qualche perplessità per alcuni errori di posizionamento di Juan Jesus (non proprio brillantissimo a destra), Buongiorno (per quel retropassaggio all'indietro di testa a dir poco da brividi) e Olivera (adattato nel ruolo ricoperto anche in Nazionale), la squadra sostanzialmente non ha corso grandissimi rischi (lasciando in panchina Beukema, il centrale di destra), eccezion fatta per la rete della bandiera di Casadei a tre minuti dal novantesimo, che ha innervosito non poco Milinkovic-Savic, mentre Stramaccioni ipotizzava una "gara riaperta" che in realtà non si è mai verificata nei 5 minuti finali di recupero . Senza Lobotka e McTominay (Scott potrebbe rivedersi contro il Lecce), il centrocampo si è retto su Gilmour (abile metronomo) ed Elmas (ormai a tutto campo). Lì davanti invece Alisson Santos, per quel che mi riguarda, non è mai stata una sorpresa, anzi evidentemente sbagliava lo Sporting a non schierarlo titolare. Il brasiliano ha fatto il bello e il cattivo tempo sulla sua fascia, mandando ai matti gli avversari, tant'è vero che il suo gol (di pregevole fattura, certamente non fortunato) non ha lasciato scampo a Paleari, essendo stato generato da un fendente a fil di palo. Ancora in rodaggio Spinazzola (molto meglio per buona volontà e reattività ll subentrato Gutierrez), mentre dopo un primo tempo interlocutorio (con molti contrasti non andati a buon fine) è salito in cattedra Politano: dal suo tocco di testa, per il gol da rapace d'area di rigore di Elmas, è stato un crescendo. Un pò svagato Hojlund, fatta salva la sua buona volontà di sempre. E così in una serata normale di Vergara, uscito anzitempo per una fascite plantare, si è rivisto con tutta la sua calma olimpica Frank-Zambo Anguissa. La classe non è acqua. Nella serenità che ha conferito alla mediana tutto il rammarico di non averlo avuto disponibile per 117 giorni. Discorso estendibile chiaramente a Kevin De Bruyne, il cui acume tattico non si discute: anche lui dopo la lunga assenza datata 25 ottobre, ha illuminato il gioco con passaggi precisi ed efficaci. Due sorrisi in più per Conte, forse tre se si considera pure Lukaku, che pian piano sta guadagnando minuti nelle gambe. Il secondo posto, scrutando il calendario, resta alla portata degli azzurri. L'operazione sorpasso è stata avviata. Continuando a vincere, si può. Mai dire mai, soprattutto con i big a disposizione. Intanto, con Alisson Santos ed Elmas "accussì, sarà pe' semp' sì!" per quel che riguarda il mio giudizio sul contributo offerto da entrambi. Piccolo omaggio conclusivo doveroso a Sal Da Vinci, protagonista al Maradona con il suo brano che ha trionfato a Sanremo: una splendida melodia entrata ormai nella testa di gran parte degli italiani. Piaccia o meno, bisogna farsene una ragione, senza andare a scartavetrare, con considerazioni del tutto personali, le pareti della quiete d'animo del prossimo, che tutto vuole meno che sentirsi pungolato inutilmente da stucchevoli pregiudizi, perbenisti e falsi moralisti. "Che fastidio!", chioserebbe Ditonellapiaga.

Antonio Petrazzuolo
 
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