NAPOLI - Vittoria doveva essere e vittoria è stata, ha fatto tutto il Napoli. Certamente non è stata una passeggiata, dato che il match di Genova si è messo subito in salita dopo appena trenta secondi di gioco. Rigore netto per il Genoa, con Meret uscito in maniera goffa su Vitinha in seguito al primo erroraccio in fase di retropassaggio di Buongiorno. Nonostante questo pasticcio, bravo il Napoli a non scomporsi, a non far saltare totalmente i nervi, e a ribaltarla in due minuti, tra il 20° e il 22° minuto. Santo subito Scott McTominay, stantuffo straordinario nel propiziare prima il tap-in di Hojlund, grazie al suo bel diagonale iniziale respinro corto dal portiere genoano, e poi a trovare la soddisfazione personale con una staffilata d'altri tempi da media distanza. Ecco, qui, la squadra partenopea avrebbe potuto trovare il gol della tranquillità ed invece c'è stata la mazzata psicologica dell'infortunio occorso a McTominay, uscito al termine del primo tempo per un problema muscolare e sostituito dal volenteroso Giovane. Il punto debole, mentale e fisico, si è acuito nuovamente sull'asse Buongiorno-Meret, con il difensore poco lucido ed apripista per il gol di Colombo, con il portiere inerme e fulminato per la seconda volta. Chiarisco subito che non ce l'ho con i singoli, semplicemente credo che certi orrori non è possibile ammetterli. Anche Meret, per certi aspetti, avrebbe dovuto rilanciare con maggiore frequenza verso Hojlund, tant'è che quando l'ha fatto è arrivato un calcio d'angolo per colpo di testa sul fondo di Ostigard (in seguito al quale si è arrivati al rigore decisivo), anzichè cercare una ripartenza dal basso che - con il pressing del Genoa - non sempre ha creato i varchi opportuni per le ripartenze. Evitabile il primo giallo da parte di Massa a Juan Jesus, e forse anche il secondo, con il brasiliano che si è lasciato travolgere dalla foga del momento. Quest'altra mazzata, con un uomo in meno, avrebbe steso chiunque, ma non il Napoli. Solo applausi dunque per questi ragazzi, anche per chi non ha brillato ma ha stretto i denti, come Gutierrez, Spinazzola e Giovane. Bentornato Rrahmani, fondamentale per gli equilibri. Non mi è dispiaciuto nemmeno Beukema, che in questo momento resta sicuramente favorito per una maglia da titolare insieme a Olivera. Per Buongiorno meglio concedergli il tempo di ristabilirsi mentalmente e fisicamente, perchè i ribaltoni non sempre sono realizzabili. Senza Champions sarebbe un peccato perdere il sogno di restare incollati alle primissime posizioni. Da applausi invece per dedizione e carattere capitan Lobotka ed Elmas, che insieme a McTominay, Hojlund e Vergara hanno tenuta accesa la fiammella. Nelle prossime sfide mi auguro di vedere all'opera anche Alisson Santos, voglioso di mettersi in mostra. La vittoria per sommi capi è stata meritata, grazie al guizzo di Vergara, steso con un pestone evidentissimo da Cornet. Lasciamo perdere i pareri stucchevoli di chi non avrebbe assegnato il penalty al Napoli, non c'è nulla da discutere! Freddissimo dagli undici metri Hojlund, con il portiere Bijlow che è riuscito soltanto a deviare la battuta violenta del danese. Certi gol vanno segnati e Rasmus l'ha fatto sotto una pioggia incessante con il pallone decisivo divenuto pesantissimo sotto tutti i punti di vista. Bravo Napoli, tre punti d'oro per restare agganciati alla vetta, solo così si può mettere pressione alle milanesi!

di Napoli Magazine
08/02/2026 - 09:00
NAPOLI - Vittoria doveva essere e vittoria è stata, ha fatto tutto il Napoli. Certamente non è stata una passeggiata, dato che il match di Genova si è messo subito in salita dopo appena trenta secondi di gioco. Rigore netto per il Genoa, con Meret uscito in maniera goffa su Vitinha in seguito al primo erroraccio in fase di retropassaggio di Buongiorno. Nonostante questo pasticcio, bravo il Napoli a non scomporsi, a non far saltare totalmente i nervi, e a ribaltarla in due minuti, tra il 20° e il 22° minuto. Santo subito Scott McTominay, stantuffo straordinario nel propiziare prima il tap-in di Hojlund, grazie al suo bel diagonale iniziale respinro corto dal portiere genoano, e poi a trovare la soddisfazione personale con una staffilata d'altri tempi da media distanza. Ecco, qui, la squadra partenopea avrebbe potuto trovare il gol della tranquillità ed invece c'è stata la mazzata psicologica dell'infortunio occorso a McTominay, uscito al termine del primo tempo per un problema muscolare e sostituito dal volenteroso Giovane. Il punto debole, mentale e fisico, si è acuito nuovamente sull'asse Buongiorno-Meret, con il difensore poco lucido ed apripista per il gol di Colombo, con il portiere inerme e fulminato per la seconda volta. Chiarisco subito che non ce l'ho con i singoli, semplicemente credo che certi orrori non è possibile ammetterli. Anche Meret, per certi aspetti, avrebbe dovuto rilanciare con maggiore frequenza verso Hojlund, tant'è che quando l'ha fatto è arrivato un calcio d'angolo per colpo di testa sul fondo di Ostigard (in seguito al quale si è arrivati al rigore decisivo), anzichè cercare una ripartenza dal basso che - con il pressing del Genoa - non sempre ha creato i varchi opportuni per le ripartenze. Evitabile il primo giallo da parte di Massa a Juan Jesus, e forse anche il secondo, con il brasiliano che si è lasciato travolgere dalla foga del momento. Quest'altra mazzata, con un uomo in meno, avrebbe steso chiunque, ma non il Napoli. Solo applausi dunque per questi ragazzi, anche per chi non ha brillato ma ha stretto i denti, come Gutierrez, Spinazzola e Giovane. Bentornato Rrahmani, fondamentale per gli equilibri. Non mi è dispiaciuto nemmeno Beukema, che in questo momento resta sicuramente favorito per una maglia da titolare insieme a Olivera. Per Buongiorno meglio concedergli il tempo di ristabilirsi mentalmente e fisicamente, perchè i ribaltoni non sempre sono realizzabili. Senza Champions sarebbe un peccato perdere il sogno di restare incollati alle primissime posizioni. Da applausi invece per dedizione e carattere capitan Lobotka ed Elmas, che insieme a McTominay, Hojlund e Vergara hanno tenuta accesa la fiammella. Nelle prossime sfide mi auguro di vedere all'opera anche Alisson Santos, voglioso di mettersi in mostra. La vittoria per sommi capi è stata meritata, grazie al guizzo di Vergara, steso con un pestone evidentissimo da Cornet. Lasciamo perdere i pareri stucchevoli di chi non avrebbe assegnato il penalty al Napoli, non c'è nulla da discutere! Freddissimo dagli undici metri Hojlund, con il portiere Bijlow che è riuscito soltanto a deviare la battuta violenta del danese. Certi gol vanno segnati e Rasmus l'ha fatto sotto una pioggia incessante con il pallone decisivo divenuto pesantissimo sotto tutti i punti di vista. Bravo Napoli, tre punti d'oro per restare agganciati alla vetta, solo così si può mettere pressione alle milanesi!
