NAPOLI - Il mercato, quando entra nella sua fase più calda, diventa inevitabilmente anche una questione di incastri. Il Napoli lo sa bene. Dopo l'addio di Romelu Lukaku, la società azzurra sta valutando con attenzione come completare il reparto offensivo e, nelle ultime ore, sono emersi diversi profili: Gabriel Jesus, Nicolas Jackson, Moise Kean e Joshua Zirkzee. Quattro giocatori diversi, quattro caratteristiche differenti, quattro possibili interpretazioni di un attacco che Massimiliano Allegri vuole evidentemente rendere più completo.
Non è soltanto una questione di gol. Bisogna capire chi può essere funzionale al Napoli, chi può integrarsi con Hojlund, chi può garantire alternative tattiche e, soprattutto, quale operazione abbia davvero senso dal punto di vista economico.
Gabriel Jesus, il talento che accende la fantasia
Partiamo dal nome che, inevitabilmente, fa più rumore. Gabriel Jesus è il classico calciatore che non ha bisogno di presentazioni. Esperienza internazionale, Premier League, Champions, qualità tecnica e soprattutto una duttilità che gli permetterebbe di giocare da centravanti, seconda punta o esterno. Proprio questa capacità di non dare punti di riferimento potrebbe essere molto interessante per Allegri.
Il pro principale è dunque evidente: Gabriel Jesus può aumentare le soluzioni offensive senza obbligare il tecnico a cambiare necessariamente sistema. Può giocare con Hojlund, alle sue spalle o anche partire da una posizione più defilata. È un attaccante associativo, capace di partecipare alla manovra e di lavorare anche senza pallone.
Il contro, però, è altrettanto evidente: l'operazione è economicamente complessa. Il brasiliano ha ancora un contratto con l'Arsenal fino al 2027 e il suo ingaggio rappresenta un ostacolo importante. Inoltre, il suo recente percorso è stato condizionato da problemi fisici e da un minutaggio non sempre elevato.
E allora la domanda è semplice: quanto bisogna investire per avere Gabriel Jesus? Se il sacrificio economico fosse enorme, il rischio sarebbe quello di acquistare un nome importante più che un giocatore realmente indispensabile.
Nicolas Jackson, fisicità e profondità
Nicolas Jackson è un profilo diverso. Più giovane, fisicamente importante, rapido negli spazi e capace di attaccare la profondità. Il senegalese ha già dimostrato di poter produrre numeri interessanti: nel 2025/26 ha realizzato 8 gol in 23 presenze complessive secondo i dati disponibili.
Il pro è soprattutto nella possibilità di avere un attaccante che possa allungare le difese. Con Hojlund potrebbe formare una coppia molto fisica e verticale, mentre in un sistema a tre potrebbe essere utilizzato come riferimento offensivo capace di muoversi alle spalle della linea difensiva.
Il contro è rappresentato dalla continuità. Jackson ha ancora margini di crescita nella gestione delle occasioni, nella precisione sotto porta e nella lettura di alcune situazioni offensive. Inoltre, il Chelsea non sembra intenzionato a svenderlo: le valutazioni circolate in queste ore parlano di una richiesta molto alta.
È un'operazione affascinante, ma a certe cifre bisogna chiedersi se il rendimento atteso giustifichi l'investimento.
Moise Kean, la soluzione italiana che conosce già la Serie A
Poi c'è Moise Kean. E qui il discorso cambia. Perché Kean conosce il campionato italiano, conosce le pressioni, conosce la Nazionale e ha già dimostrato di poter essere un attaccante importante quando trova continuità.
Nella stagione 2025/26 ha chiuso con 15 gol complessivi tra campionato e coppe, oltre a 3 assist.
Il pro più grande è quindi la conoscenza della Serie A. Non servirebbe un periodo di ambientamento particolarmente lungo. È potente, attacca gli spazi, può giocare da prima punta e ha una struttura fisica che gli consente di reggere il confronto con i difensori.
Il contro è rappresentato dalla continuità. Kean ha avuto una stagione recente meno brillante rispetto alla precedente e la Fiorentina, almeno per il momento, ha manifestato la volontà di puntare ancora su di lui.
E poi c'è il tema economico: se la richiesta dovesse salire troppo, anche in questo caso il Napoli dovrebbe fare una valutazione molto attenta. Perché prendere Kean ha senso se si ritiene che possa compiere quel salto definitivo che, a tratti, ha già fatto intravedere.
Zirkzee, il giocatore da recuperare
Infine Joshua Zirkzee. Forse il nome più intrigante per chi guarda alla qualità pura e al possibile rilancio.
L'olandese ha già conosciuto la Serie A con il Bologna e proprio questo rappresenta un punto a suo favore. Sa cosa significa giocare in Italia, conosce tempi e caratteristiche del nostro calcio e possiede qualità tecniche che gli permettono di dialogare con i compagni.
Il pro è nella capacità di giocare tra le linee, associarsi e creare superiorità. Non è il classico centravanti che vive esclusivamente nell'area di rigore: può diventare un riferimento per la manovra e, in una squadra con giocatori tecnici alle sue spalle, potrebbe trovare terreno fertile.
Il contro sono i numeri recenti. Al Manchester United il rendimento non è stato quello che ci si aspettava: nella Premier League 2025/26 ha raccolto 24 presenze, con appena 2 gol e 1 assist, per 608 minuti complessivi.
Il Napoli, però, sembra aver effettuato un sondaggio concreto e oggi il quadro è particolarmente interessante: il Manchester United sarebbe disponibile anche a valutare un prestito, ma gli azzurri devono prima liberare spazio in rosa e sul monte ingaggi.
E allora, chi sceglierei?
Se devo ragionare soltanto sul piano tecnico, Gabriel Jesus resta probabilmente il profilo più completo: può ricoprire più ruoli, conosce il calcio di vertice e offrirebbe ad Allegri una quantità enorme di soluzioni.
Se invece guardo al rapporto tra potenziale e sostenibilità, Zirkzee diventa una pista molto interessante, soprattutto se l'operazione potesse essere impostata in prestito.
Jackson rappresenta la scommessa sulla fisicità e sulla profondità, mentre Kean sarebbe probabilmente la soluzione più immediata per caratteristiche e conoscenza del campionato.
Ma il punto vero è un altro.
Il Napoli non deve necessariamente cercare il nome più famoso. Deve trovare l'attaccante che completa Hojlund, che permetta ad Allegri di cambiare spartito durante la partita e che non diventi un peso per il bilancio. In questo momento, più che scegliere un centravanti, bisogna scegliere quale idea di attacco costruire.
Gabriel Jesus è il sogno, Jackson la forza, Kean la conoscenza della Serie A, Zirkzee la scommessa tecnica.
Quattro strade, quattro rischi differenti.
E alla fine, come sempre, sarà il campo a dire chi aveva ragione. Ma una cosa è certa: il prossimo attaccante del Napoli non dovrà essere semplicemente un'alternativa a Hojlund. Dovrà essere una soluzione in più.
E questa, forse, è la vera priorità di Manna e Allegri.
