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L'EX - Albiol: "Ancelotti e De Laurentiis si sono arrabbiati, ma poi hanno compreso la mia scelta, ho pianto dopo aver preso la decisione, non dimenticherà mai la mia Napoli"
05.07.2019 11:34 di Napoli Magazine

Il difensore Raul Albiol ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport all'indomani della ufficialità del suo trasferimento dal Napoli al Villarreal: "E’ dura andare via ma forse questo è il momento giusto: Napoli è la città in cui sono stato per più tempo, sei anni, e non credo che questo mio primato personale possa crollare. Ma ora che sto per andare via, so che un giorno tornerò. Magari per festeggiare lo scudetto. Ci sono scappate già parecchie lacrime e altre ne scivoleranno. Ciclo chiuso dopo gli addii di Hamsik e il mio? Assolutamente no. Salutano in due ma resta una squadra di grandissima levatura che ha in panchina uno degli allenatori più forti del mondo. Qui c’è un futuro, perché i giovani sono di assoluto valore: si lotterà per lo scudetto, sicuro. Cosa manca al Napoli per lo scudetto? Un 10%. L’ultimo passettino, ma la squadra ha già la consistenza. E se poi, come leggo, si aggiunge James Rodriguez... Carlo sa tutto di lui e lui di Carlo si fida, sono stati assieme a Madrid e al Bayern, c’è grande stima. James aggiunge tasso tecnico, fantasia. Chi è il migliore tra me e Manolas? L’unica certezza è la presenza di Koulibaly, il più forte difensore al mondo. E mi spiace staccarmi anche da lui. Poi su di me e su Manolas, che e` bravissimo, ognuno puo` avere una propria opinione. Nel tempo, e in campo, si vedrà chi avrà avuto un rendimento migliore. Insigne? Io Lorenzo non lo vedo con un’altra maglia addosso. Pero` bisogna che la gente lo comprenda, faccia pace con lui, gli stia vicino. Se poi giocare al San Paolo fosse sempre più complicato - ma solo in quel caso -, allora sarebbe giusto pensare di separarsi. Ma io spero che lui resti qui, tra la sua gente e nella sua terra. Da capitano. Il Villarreal? Mi è parso giusto e anche doveroso rispondere di sì. Sono stati caparbi, sono tornati alla carica, potevo andare via nell’estate scorsa o prima, quando mi chiamò il Valencia. Ci avevo pensato spesso, poi non ce l’avevo fatta a staccarmi da Napoli. Ora che ho 34 anni penso sia naturale avvertire il richiamo di casa, dei genitori, dei fratelli, e progettare il proprio finale di carriera. Se Ancelotti si è arrabbiato? Eh sì. E anche De Laurentiis: poi hanno compreso la scelta di vita, Ma io devo un grazie a tutti: alla città, che amo alla follia. Io a Napoli, sin dal primo istante in cui sono arrivato, mi sono sentito amato. Rimpianto? Lo scudetto di due anni fa, ovviamente. Una rabbia che ancora avverto dentro perché con novantuno punti in genere si vince sempre. Però il Napoli non deve smettere di crederci, qui ci sono le condizioni per farcela, la Juventus mollerà qualcosa, non può resistere. Sarri alla Juve? Difficile prendere decisioni dinnanzi a proposte del genere e bisogna trovarsi in certe situazioni per poterne parlare. Ai napoletani non farà piacere vederlo su quella panchina, è normalissimo, e anzi a essere onesto non fa piacere anche a me. Per niente. Fa proprio uno strano effetto immaginarlo alla Juve: molto più di Higuain. Sarebbe stato divertente. Io da lui ho imparato un sacco di cose. Ma la Juve è una grandissima società, la storia parla per lei. Bisogna approfittarne, perché magari all’inizio finirà per concedere qualcosa. Poi, una volta memorizzati i movimenti, rischia di farsi di nuovo dura: le sue squadre diventano macchine perfette. Ci vorranno altri 91 punti per batterli. Bisogna vincerle quasi tutte. Porterò tutto nel cuore, per sempre. Che non dimenticherò mai la mia Napoli. Che in Italia non sarei potuto andare da nessun'altra parte. Che ho pianto quando ho preso la decisione. E che io e mia moglie stiamo piangendo ancora. Nel 2011, dopo il matrimonio, tra le tappe del viaggio di nozze inserimmo Capri: un giorno decidemmo di fare un giro a Napoli, un piccolo tour in taxi per conoscere un pochino la città, ma fu quasi traumatico. Un casino e un traffico pazzeschi, non eravamo abituati: e allora ci guardammo e ci dicemmo che non saremmo mai più tornati". Passano due anni, Raul comunica al Real Madrid la decisione di andar via, mentre Rafa Benitez, che conosceva bene il difensore e aveva il suo stesso procuratore, sceglie Napoli e dopo un po’ lo chiama: "Mi chiamano e mi dicono dell'offerta molto buona del Napoli. Un'offerta da accettare: e accettai. Ma non sapevo come dirlo ad Alicia: amore, sai, andiamo in Italia. E lei: wow, e dove? E io: vicino Roma. E lei: bello! Ma dove? E io: un po' più al Sud. E lei, gelida: si, okay Raul, ma dove? E io: a Napoli. Non voleva venire, fu difficile convincerla, ma poi s'è innamorata: e oggi è la più triste di tutti noi"

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