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IN VETRINA
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, una telefonata allunga la vita"
21.10.2020 13:20 di Napoli Magazine

NAPOLI - Una telefonata allunga la vita. Ricordate? Era uno spot di una compagnìa telefonica di qualche tempo fa. Una telefonata, però, può anche allungare, arricchire una "rosa" già bella e pimpante, come quella con la quale Ringhio ha convinto Bakayoko a vestirsi d'azzurro. Vieni che non te ne pentirai e ti divertirai anche, immagino che siano state queste le parole per convincere il gigante d'ebano del centrocampo con il quale Gennarino aveva avuto un diverbio (diciamo così) ai tempi in cui erano entrambi al Milan. Ho voluto iniziare queste mie righe abituali parlando del franco-ivoriano che considero l'elemento che mancava per far compiere ad una squadra già ricca di suo il passo decisivo verso un livello di assoluta qualità. Insomma, il sostituto perfetto di Allan il cagnaccio che s'è già preso in carico il centrocampo dell'Everton di Carletto Ancelotti. Bakayoko è il classico metronomo, l'uomo capace di fungere da frangiflutti davanti alla difesa e di far fluire, con tocchi di prima e precisi, la manovra che parte dal basso. Questo campionato, condizionato dalla pandemia canaglia e quindi con un numero maggiore di sostituzioni possibili, lo vincerà la squadra che può contare su una "rosa" nutrita non solo numericamente. Dicevo di Bakayoko che va ad aggiungersi ad altri centrocampisti di lotta e di governo, i nomi li conoscete. E poi c'è la difesa, nella quale è tornato a giganteggiare Koulibaly e qui apro una parentesi. Un collega inglese, divenuto amico ai tempi degli Europei che si giocarono nella perfida Albione, con il quale mi sento spesso m'ha confidato che il Liverpool - che non avrà van Dijk per un bel po' di tempo, infortunio piuttosto serio ai legamenti - ha intenzione di tornare alla carica per Kalidou, passionaccia di Klopp. Una cosa è certa, il mio amico inglese mi ha assicurato, quando mi ha parlato, di essere sobrio. In verità, ero stato io a chiedergli se si trovasse o meno in condizioni di lucidità, avendomi introdotto ('96) nei misteri di Liverpool e nei favolosi pubs della città dei Beatles: lui svariate pinte di birra, io una a stento. Vedremo. Torniamo a noi: ricco di elementi è anche il parco degli attaccanti azzurri. Anche qui, inutile fare nomi. Il tutto per dire che Ringhio ha tali e tante risorse cui attingere e potrà continuare a giostrare uomini e posizioni in campo (quelli che si chiamano schemi), esercizio che ha dimostrato di saper svolgere con intelligenza e fantasìa, cogliendo spesso impreparate - allibite, direi - le squadre avversarie. Avevo pronosticato, un po' di tempo addietro, il Napoli tra le favorite per il titolo, insieme con la solita Juve - che però è ancora tutta da scoprire - e le due milanesi. E vengo al dunque. Il Milan, meritatamente primo, ha cambiato pelle grazie alle intuizioni di Pioli e, soprattutto, per l'immensità di Ibra concentrato di classe, potenza e taekwondo. E però, se ad Ibra dovesse venire un mal di pancia chi mai potrebbe sostituirlo? Ringhio, di questi pensieri non ne ha, avendo attaccanti in buon numero e di elevata tecnica. Bene. Ora ci concentriamo sull'esordio di coppa. Poi, si penserà al derby nella terra delle forche caudine. Chissà se i fratelli Insigne saranno costretti ad essere fratelli contro. Sarebbe una chicca tutta da gustare.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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