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IN VETRINA
TONI AZZURRI - Iavarone su "NM": "Il Napoli e l'effetto mongolfiera"
13.05.2019 17:27 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il Napoli sembrava avesse messo il lucchetto a un’altra vittoria di fine stagione. Così nella ripresa, almeno per venti minuti, é entrato in campo un Napoli diverso, più somigliante a se stesso. Allan e Mario Rui (attenzione: due difensori) sono diventati così i match winner. Ciò, tuttavia, appare esemplare per capire un po’ lo stato delle cose. Soprattutto per squarciare il velo sul futuro prossimo venturo. All’improvviso le praterie in cui il Napoli galoppava indisturbato si sono ristrette. Riesce a bersagliare le porte avversarie (ieri 15 tiri), ma sono più i pali, le traverse e i palloni all’aria, piuttosto che i gol. Il vuoto. Ormai da due anni - da Higuain in poi, tranne la felice parentesi di Mertens -, un vero e proprio attaccante non s’è più visto. Ecco il primo punto per ripartire: un centravanti. Non è nelle corde del Napoli, il denominato top player. E questa è una verità societaria, acclarata negli anni. Ma una punta vera ed esperta non è impossibile: bastano fiuto, tenacia e tempestività. Costerà pure un tantino in più, ma dovrà completare l’attacco, non complicarlo. Non è solo il gruppo del gol che ha tolto elettricità alla macchina. È in mezzo, nella zona creativa, che il Napoli mostra una pochezza insostenibile. Il continuo cambio di ruoli di Allan, Zielinski e Fabian Rui, soprattutto, fa restare loro al di sotto una soglia tecnica accettabile. Una lezione che il Napoli deve fare sua. Ora questi ragazzi li chiameranno ingenui, sprovveduti tatticamente. Qualcuno sorriderà: «Dove sono i fenomeni?». Sono solo giovani che hanno scoperto il peso della responsabilità in una stagione non al’altezza delle attese. Come il distacco o i punti messi insieme dalla cosiddetta Super Juve. Già, perché se dovesse vincere le prossime due ultime partite concludere a quota 94, come un anno fa, nulla è, quindi, cambiato con o senza CR7. Il Napoli, di rimando, con due vittorie finirebbe, invece, con nove punti in meno. Se la logica e la matematica prendessero il posto della narrativa calcistica, il mondo del pallone diventerebbe gradualmente un luogo più sensato, e il campionato più degno di essere vissuto. Non si tratta, però, solo di raffronti di classifica tra questa e l’altra annata, potrebbe anche trattarsi di un semplice effetto mongolfiera: è una legge della fisica, prima o poi tutti i corpi che si gonfiano si sgonfiano. Ma è sul piano della praticità che si dovrà intravedere il Napoli che verrà: strettoie, gole, canyon. Là dove Ancelotti è atteso al varco, con tutti i suoi progetti e il tintinnio delle sue medaglie.

 

 
 
Toni Iavarone
 
 
Napoli Magazine
 
 
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