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sabato 20 aprile 2019, ore
L'ANGOLO
L'EX D.G. - Marino rivela: "Maradona al Napoli, ecco come nacque l'idea, avrei potuto prendere Robert Lewandowski e Modric, ci andai vicino, Hoffer non si integrò"
23.03.2019 12:32 di Napoli Magazine

NAPOLI - L'ex d.g. azzurro Pierpaolo Marino, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport: "Napoli? Sono stati cinque anni bellissimi, poi il proprietario decise che voleva fare il manager. Mi fa firmare un contratto per altri cinque anni, con tanto di premio Uefa per ciò che era fatto fino a quel momento, solo che andiamo a giocare in casa dell’Inter e succede un inferno…”. Un inferno? “Lui aveva già cominciato a prendere le decisioni senza consultarmi. Così aveva chiamato Donadoni. Giochiamo a Milano e all’intervallo stiamo sotto due a zero. De Laurentiis piomba negli spogliatoi e urla ‘Mister, tolga subito De Sanctis e faccia giocare Iezzo! E lei, Marino, come ha fatto a prendere uno come De Sanctis? Succede tutto davanti ai giocatori, a me, a Donadoni che mi fa segno di non ribattere per evitare altri problemi… Fatto sta che Donadoni non cambia il portiere, perdiamo due a uno, ma io fine partita rassegno le dimissioni. Però col tempo mi sono preso le mie soddisfazioni”. Però anche tu avrai commesso qualche errore. “Diciamo che ho qualche rimpianto. Avrei potuto prendere Lewandowski e ci andai molto vicino. Stessa cosa con Modric”. L’errore di mercato che hai commesso? “Quando ho preso Hoffer per il Napoli. Non capiva la lingua, non ci fu verso di farlo integrare”.

 

Dall’Avellino al grande salto al Napoli. Al Napoli di Maradona. "Ma tu sai chi ha portato veramente Maradona al Napoli?".

 

Ferlaino e Juliano, direi. "Allora ti racconto. Io ero ancora all’Avellino ed ero tutto indaffarato ad organizzare una amichevole col Barcellona, quando vengo sapere che Maradona non sarebbe venuto, perché aveva litigato con il club. Chiamai l’intermediario che si occupava dell’amichevole, Fujca, e gli dissi di vederci per provare a rescindere il contratto. Lui venne da me e parlando mi disse: “Sai, Diego è in rotta con il Barcellona, con Gaspart, per avere difeso Schuster. E adesso sarebbe pronto ad andarsene. Ma secondo te in Italia c’è qualcuno che potrebbe prenderlo?…”. Io ci pensai un attimo e risposi: proviamo con Juve e Sampdoria".

 

E lo hai proposto? "Chiamo Boniperti e gli dico che c’è la possibilità di prendere Diego. Ma lui mi risponde che Maradona è sicuramente un grande, ma non è il profilo del giocatore da Juve, diciamo così per tutto quello che si muove intorno. Telefono a Mantovani e lui mi dice: “Caro Pierpaolo, se prendo Maradona devo dar via Vialli o Mancini perché tre così non possono giocare insieme. E io non voglio privarmi né di Vialli e né di Mancini”. Lui, Fujca, insiste: ma non c’è proprio nessun altro…?".

 

E tu che fai? "Dico che per potenzialità è un’operazione che potrebbe fare il Napoli, ma che Ferlaino ha appena dichiarato di non voler fare pazzie sul mercato. Così, per scrupolo, chiamo Juliano e gli dico: Anto’, come stai messo a stranieri? E lui mi risponde. “Lascia stare, ho appena perso Socrates perché ce l’avevo in mano ma la notizia è uscita e la Fiorentina me l’ha soffiato…”. Gli spiego questa cosa di Maradona e lui risponde secco: ma che dici, è impossibile… Dopo mezzora però mi richiama e mi dice. Senti, così, senza impegno, non ne faremo nulla, ma senti se Fujca può passare da me domani mattina, così solo per capirne di più…".

 

E da lì parte la trattativa per Maradona al Napoli. "Non so nulla per un po’ di giorni. Poi comincio a leggere questa cosa sui giornali… Tutta questa storia comunque a me non ha portato in tasca una lira. Anche perché l’anno dopo sono andato al Napoli e questo è stato comunque il finale migliore".

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