L'Editoriale
IL PUNTO - Petrazzuolo: "Cavani, l'amore lasciamolo ai napoletani, da Fellaini a Leiva: le ultime sul mercato"
12.08.2014 15:03 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Il lungo lunedì di Napoli-Psg ha avuto inizio in Tangenziale. Per rendere l'idea dell'ennesima prova di grandezza del popolo napoletano, che il "prof. Bellavista", straordinario personaggio interpretato da Luciano De Crescenzo, giustamente definì popolo d'amore, basta darvi questo dato: 1 ora e 40 minuti per percorrere a passo d'uomo, sotto il sole d'agosto, il tratto Capodichino-Fuorigrotta. Così, pur essendo sceso di casa alle 18, mi sono ritrovato al San Paolo alle 19:40, in compagnia di mio padre e migliaia tifosi festanti. Un altro dato che lascia di stucco è quello delle presenze. Il numero ufficiale, consegnatoci in Press Conference, è stato il seguente: 53.780 spettatori. Il colpo d'occhio del San Paolo, gremito anche nei settori inferiori, è stato infatti incredibile, con la superluna a fare da cornice. Ciò che però induce ad una riflessione è un aspetto: in oltre 50mila sono accorsi allo stadio, l'11 agosto, per acclamare due ex: Lavezzi, osannato come un idolo, e Cavani, l'uomo dei gol. Il trattamento riservato al "Matador", reo di aver incitato i tifosi a fischiare più forte a gara in corso dopo qualche sporadico "fischietto" ai suoi danni, ha sancito la rottura di un rapporto che ha visto l'attaccante di Salto siglare 104 gol in 3 stagioni in azzurro. Record difficile da battere. Non ho mai apprezzato la cultura dei fischi, ma questo è un mio pensiero personale, specialmente nei confronti di chi ha regalato così tante gioie; tra le tante la prima che mi viene in mente è quel bolide straordinario ai danni del Lecce, da centrocampo, sul filo di lana. Le dichiarazioni di facciata nemmeno mi hanno mai entusiasmato; l'amore è un'altra cosa, lasciamolo ai napoletani. Se si ama non si cambia squadra, mai. Questo è il calcio del vil denaro, dei professionisti, per cui l'offerta più alta fa cambiare squadra e l'unico vessillo fedele, in eterno, resta la maglia. Ne siamo consapevoli. Nel primo tempo del test con il Psg mi ha impressionato Koulibaly; ancora una volta il Napoli, con lui in campo, non ha subìto reti. In coppia con Albiol rappresenta una garanzia. Molti ci chiedono il motivo del mancato impiego di Zuniga. Benitez, a tal proposito, nel post partita è stato molto chiaro: alcuni giocatori che sono rientrati dal Mondiale non sono ancora al top della condizione fisica, per questo motivo altri, come Britos e Gargano, sono stati impiegati maggiormente. L'allenatore del Napoli, nella lista dei 22 per il preliminare di Champions contro l'Athletic Bilbao, ha escluso Fernandez, Pandev e Vargas. Tre giocatori destinati a lasciare il club. Il primo allo Swansea, il secondo piace alla Fiorentina, ma ha anche estimatori all'estero, e il terzo è seguito da Valencia e Santos. Con l'addio di Reina (pagato 2 milioni dal Bayern Monaco, con un ingaggio biennale da 3.5 milioni di euro all'anno), il Napoli si è affidato a Rafael: il brasiliano deve ancora dimostrare in toto la sicurezza richiesta per ricoprire un ruolo così importante, è sulla buona strada: nei suoi occhi bisogna vedere le fiamme, la grinta di chi guida i quattro in difesa, ma siamo ancora in fase precampionato ed ha il tempo per migliorare. Andujar, all'esordio al San Paolo, si è reso protagonista di un ottimo colpo di reni su una bella conclusione di testa di David Luiz: l'argentino promette bene. "A centrocampo serve un altro Koulibaly", ha spiegato Benitez. E ha ragione. Jorginho e Inler, da soli, non possono tirare avanti la carretta. Non venderei Dzemaili, che si è sempre fatto trovare pronto, anche con qualche gol che non guasta mai. Senza Behrami, in rosa figurano Radosevic e Gargano. In attacco con Higuain, Michu (in lieve miglioramento), Mertens, Insigne e Callejon il reparto è completo. Duvan ha estimatori in serie A (con la Sampdoria in pressing su tutti), ma dovrebbe restare. Capitolo mercato: per Fellaini il Manchester chiede 5 milioni per il prestito oneroso. Britos è stato ritenuto incedibile: ho saputo di un interessamento della Sampdoria; con l'offerta giusta credo che sia giusto lasciarlo partire, dandogli la possibilità di trovare maggiore spazio e continuità, com'è stato fatto con Fernandez, dato che con Maggio, Mesto, Ghoulam e Zuniga il reparto esterni può essere considerato completo. Sarebbe giusto ed opportuno fiondarsi su Agger, in modo tale da completare con Henrique, Albiol e Koulibaly il pacchetto dei centrali di difesa. Tra i nomi della lista per il centrocampo quello da non sottovalutare è Lucas Leiva, il brasiliano del Liverpool. Lucas è cresciuto con Benitez, non ha ricevuto garanzie per la prossima stagione e potrebbe rappresentare la ciliegina sulla torta di un Napoli che deve assolutamente recitare un ruolo da protagonista dopo che Juventus, Roma, Milan, Inter e Lazio hanno rinnovato organici e speranze di successo.



Antonio Petrazzuolo



Napoli Magazine



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12/08/2014 - 15:03

NAPOLI - Il lungo lunedì di Napoli-Psg ha avuto inizio in Tangenziale. Per rendere l'idea dell'ennesima prova di grandezza del popolo napoletano, che il "prof. Bellavista", straordinario personaggio interpretato da Luciano De Crescenzo, giustamente definì popolo d'amore, basta darvi questo dato: 1 ora e 40 minuti per percorrere a passo d'uomo, sotto il sole d'agosto, il tratto Capodichino-Fuorigrotta. Così, pur essendo sceso di casa alle 18, mi sono ritrovato al San Paolo alle 19:40, in compagnia di mio padre e migliaia tifosi festanti. Un altro dato che lascia di stucco è quello delle presenze. Il numero ufficiale, consegnatoci in Press Conference, è stato il seguente: 53.780 spettatori. Il colpo d'occhio del San Paolo, gremito anche nei settori inferiori, è stato infatti incredibile, con la superluna a fare da cornice. Ciò che però induce ad una riflessione è un aspetto: in oltre 50mila sono accorsi allo stadio, l'11 agosto, per acclamare due ex: Lavezzi, osannato come un idolo, e Cavani, l'uomo dei gol. Il trattamento riservato al "Matador", reo di aver incitato i tifosi a fischiare più forte a gara in corso dopo qualche sporadico "fischietto" ai suoi danni, ha sancito la rottura di un rapporto che ha visto l'attaccante di Salto siglare 104 gol in 3 stagioni in azzurro. Record difficile da battere. Non ho mai apprezzato la cultura dei fischi, ma questo è un mio pensiero personale, specialmente nei confronti di chi ha regalato così tante gioie; tra le tante la prima che mi viene in mente è quel bolide straordinario ai danni del Lecce, da centrocampo, sul filo di lana. Le dichiarazioni di facciata nemmeno mi hanno mai entusiasmato; l'amore è un'altra cosa, lasciamolo ai napoletani. Se si ama non si cambia squadra, mai. Questo è il calcio del vil denaro, dei professionisti, per cui l'offerta più alta fa cambiare squadra e l'unico vessillo fedele, in eterno, resta la maglia. Ne siamo consapevoli. Nel primo tempo del test con il Psg mi ha impressionato Koulibaly; ancora una volta il Napoli, con lui in campo, non ha subìto reti. In coppia con Albiol rappresenta una garanzia. Molti ci chiedono il motivo del mancato impiego di Zuniga. Benitez, a tal proposito, nel post partita è stato molto chiaro: alcuni giocatori che sono rientrati dal Mondiale non sono ancora al top della condizione fisica, per questo motivo altri, come Britos e Gargano, sono stati impiegati maggiormente. L'allenatore del Napoli, nella lista dei 22 per il preliminare di Champions contro l'Athletic Bilbao, ha escluso Fernandez, Pandev e Vargas. Tre giocatori destinati a lasciare il club. Il primo allo Swansea, il secondo piace alla Fiorentina, ma ha anche estimatori all'estero, e il terzo è seguito da Valencia e Santos. Con l'addio di Reina (pagato 2 milioni dal Bayern Monaco, con un ingaggio biennale da 3.5 milioni di euro all'anno), il Napoli si è affidato a Rafael: il brasiliano deve ancora dimostrare in toto la sicurezza richiesta per ricoprire un ruolo così importante, è sulla buona strada: nei suoi occhi bisogna vedere le fiamme, la grinta di chi guida i quattro in difesa, ma siamo ancora in fase precampionato ed ha il tempo per migliorare. Andujar, all'esordio al San Paolo, si è reso protagonista di un ottimo colpo di reni su una bella conclusione di testa di David Luiz: l'argentino promette bene. "A centrocampo serve un altro Koulibaly", ha spiegato Benitez. E ha ragione. Jorginho e Inler, da soli, non possono tirare avanti la carretta. Non venderei Dzemaili, che si è sempre fatto trovare pronto, anche con qualche gol che non guasta mai. Senza Behrami, in rosa figurano Radosevic e Gargano. In attacco con Higuain, Michu (in lieve miglioramento), Mertens, Insigne e Callejon il reparto è completo. Duvan ha estimatori in serie A (con la Sampdoria in pressing su tutti), ma dovrebbe restare. Capitolo mercato: per Fellaini il Manchester chiede 5 milioni per il prestito oneroso. Britos è stato ritenuto incedibile: ho saputo di un interessamento della Sampdoria; con l'offerta giusta credo che sia giusto lasciarlo partire, dandogli la possibilità di trovare maggiore spazio e continuità, com'è stato fatto con Fernandez, dato che con Maggio, Mesto, Ghoulam e Zuniga il reparto esterni può essere considerato completo. Sarebbe giusto ed opportuno fiondarsi su Agger, in modo tale da completare con Henrique, Albiol e Koulibaly il pacchetto dei centrali di difesa. Tra i nomi della lista per il centrocampo quello da non sottovalutare è Lucas Leiva, il brasiliano del Liverpool. Lucas è cresciuto con Benitez, non ha ricevuto garanzie per la prossima stagione e potrebbe rappresentare la ciliegina sulla torta di un Napoli che deve assolutamente recitare un ruolo da protagonista dopo che Juventus, Roma, Milan, Inter e Lazio hanno rinnovato organici e speranze di successo.



Antonio Petrazzuolo



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