L'Editoriale
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Caro Napoli, ora niente più alibi"
09.12.2023 23:59 di Napoli Magazine

NAPOLI - La sconfitta contro la Vecchia Signora chiude il tremendo poker d'esordio di Mazzarri. Tre punti meritati contro l'Atalanta, poi le sconfitte contro Real Madrid, Inter e Juventus rappresentano un primo bottino magro e poco soddisfacente. Certo, non sarebbe stato facile per nessuno subentrare in una situazione del genere, ma va detto anche che piccoli miglioramenti iniziano a vedersi. Bisogna concedere il tempo al tecnico di mettere mano alle criticità della squadra e le prossime partite in programma contro Braga, Cagliari e Frosinone permettono (almeno sulla carta) di poter respirare un attimo. E' vero pure che, come sottolineato da un gongolante Allegri, il distacco dai bianconeri di 12 punti stride maledettamente con lo scudetto cucito sul petto delle casacche azzurre, che finora - ad essere sinceri - non è stato onorato nel migliore dei modi. Il dopo Spalletti, celebrato ancora una volta in settimana con tutti gli onori del caso mentre c'è una squadra che si lecca le ferite, non ha lasciato spazio ai sogni o all'immaginazione. Il Napoli è stato svuotato della propria essenza, il bel calcio non si vede più, tra problemi di tenuta atletica, problemi di reazione mentale ed anche strutturali, dato che le assenze di Kim, Lozano e Ndombele si sono sentite non poco. Stavolta ADL, trovatosi improvvisamente solo, senza il suo allenatore campione d'Italia e tradito dal proprio d.s., non è riuscito ad individuare la guida tecnica giusta. Garcia ha fallito, unitamente al suo staff, tant'è che si è reso necessario un cambio in panchina, andando a rispolverare un uomo di fiducia, colui il quale ora proverà dopo questo esordio da incubo (in cui si sono ancora viste le scorie della precedente gestione) ad infilare il tanto sospirato filotto di vittorie. Rispetto alle ultime gare della gestione Garcia, il Napoli sta però mandando segnali di ripresa. Di sicuro se Kvara non fallisse a porta vuota un gol grande come la Georgia forse a Torino la musica sarebbe stata diversa. Perfino il capitano, sempre sul pezzo, forse provato dalle troppe celebrazioni tricolori degli ultimi giorni, è apparso meno lucido del solito: Di Lorenzo e' un essere umano, come lo e' pure Rrahmani (quest'ultimo meno sicuro rispetto a quando al suo fianco poteva contare su Koulibaly o Kim). Ecco forse, senza nulla togliere al rude ma simpaticissimo Juan Jesus, proverei a ricostituire la coppia di centrali formata da Ostigard e Natan, dato che qualche garanzia in piu' l'avevano assicurata. In attesa che rientri finalmente Mario Rui contro il Braga, non me la sento di gettare la croce addosso al difensore brasiliano (non è Roberto Carlos e non si può pretendere troppo, considerate le sue caratteristiche; ha bisogno di fare esperienza per diventare un buon centrale e se gioca nel suo ruolo qualche certezza in più la può assicurare). A centrocampo, invece, ll trio Anguissa-Lobotka-Zielinski rappresenta la certezza da cui ripartire. E proverei a creare una staffetta Elmas-Politano, per non caricare troppo Matteo. Non bisogna dimenticarsi nemmeno di Gaetano e Demme. E poi c'e' Zanoli, che cosi' male non è se a sinistra un duello l'ha vinto contro Chiesa... Kvara e Osimhen devono, invece, ritrovare la gioia di giocare a calcio, senza pensare troppo ai milioni che possono guadagnare in prospettiva; il loro obiettivo principale deve tornare ad essere qiello di divertirsi, e su questo aspetto confido molto in Mazzarri. Altrimenti è giusto aumentare il minutaggio di Simeone e Raspadori, senza troppi giri di parole. Probabilmente l'arrivo del nuovo tecnico, gia' dopo la sconfitta contro la Fiorentina, sarebbe stato piu' opportuno per evitare qualche figuraccia, ma dopo queste ultime tre sconfitte le chiacchiere stanno a zero. Fiducia nell'allenatore, fiducia nella squadra e nel preparatore atletico Pondrelli. Gli alibi ora sono finiti, bisogna assolutamente far ripartire la stagione e, per riuscirci, ci sono tutte le carte in regola per farlo, se la squadra ci crede. Volere è potere. 

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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NAPOLI - La sconfitta contro la Vecchia Signora chiude il tremendo poker d'esordio di Mazzarri. Tre punti meritati contro l'Atalanta, poi le sconfitte contro Real Madrid, Inter e Juventus rappresentano un primo bottino magro e poco soddisfacente. Certo, non sarebbe stato facile per nessuno subentrare in una situazione del genere, ma va detto anche che piccoli miglioramenti iniziano a vedersi. Bisogna concedere il tempo al tecnico di mettere mano alle criticità della squadra e le prossime partite in programma contro Braga, Cagliari e Frosinone permettono (almeno sulla carta) di poter respirare un attimo. E' vero pure che, come sottolineato da un gongolante Allegri, il distacco dai bianconeri di 12 punti stride maledettamente con lo scudetto cucito sul petto delle casacche azzurre, che finora - ad essere sinceri - non è stato onorato nel migliore dei modi. Il dopo Spalletti, celebrato ancora una volta in settimana con tutti gli onori del caso mentre c'è una squadra che si lecca le ferite, non ha lasciato spazio ai sogni o all'immaginazione. Il Napoli è stato svuotato della propria essenza, il bel calcio non si vede più, tra problemi di tenuta atletica, problemi di reazione mentale ed anche strutturali, dato che le assenze di Kim, Lozano e Ndombele si sono sentite non poco. Stavolta ADL, trovatosi improvvisamente solo, senza il suo allenatore campione d'Italia e tradito dal proprio d.s., non è riuscito ad individuare la guida tecnica giusta. Garcia ha fallito, unitamente al suo staff, tant'è che si è reso necessario un cambio in panchina, andando a rispolverare un uomo di fiducia, colui il quale ora proverà dopo questo esordio da incubo (in cui si sono ancora viste le scorie della precedente gestione) ad infilare il tanto sospirato filotto di vittorie. Rispetto alle ultime gare della gestione Garcia, il Napoli sta però mandando segnali di ripresa. Di sicuro se Kvara non fallisse a porta vuota un gol grande come la Georgia forse a Torino la musica sarebbe stata diversa. Perfino il capitano, sempre sul pezzo, forse provato dalle troppe celebrazioni tricolori degli ultimi giorni, è apparso meno lucido del solito: Di Lorenzo e' un essere umano, come lo e' pure Rrahmani (quest'ultimo meno sicuro rispetto a quando al suo fianco poteva contare su Koulibaly o Kim). Ecco forse, senza nulla togliere al rude ma simpaticissimo Juan Jesus, proverei a ricostituire la coppia di centrali formata da Ostigard e Natan, dato che qualche garanzia in piu' l'avevano assicurata. In attesa che rientri finalmente Mario Rui contro il Braga, non me la sento di gettare la croce addosso al difensore brasiliano (non è Roberto Carlos e non si può pretendere troppo, considerate le sue caratteristiche; ha bisogno di fare esperienza per diventare un buon centrale e se gioca nel suo ruolo qualche certezza in più la può assicurare). A centrocampo, invece, ll trio Anguissa-Lobotka-Zielinski rappresenta la certezza da cui ripartire. E proverei a creare una staffetta Elmas-Politano, per non caricare troppo Matteo. Non bisogna dimenticarsi nemmeno di Gaetano e Demme. E poi c'e' Zanoli, che cosi' male non è se a sinistra un duello l'ha vinto contro Chiesa... Kvara e Osimhen devono, invece, ritrovare la gioia di giocare a calcio, senza pensare troppo ai milioni che possono guadagnare in prospettiva; il loro obiettivo principale deve tornare ad essere qiello di divertirsi, e su questo aspetto confido molto in Mazzarri. Altrimenti è giusto aumentare il minutaggio di Simeone e Raspadori, senza troppi giri di parole. Probabilmente l'arrivo del nuovo tecnico, gia' dopo la sconfitta contro la Fiorentina, sarebbe stato piu' opportuno per evitare qualche figuraccia, ma dopo queste ultime tre sconfitte le chiacchiere stanno a zero. Fiducia nell'allenatore, fiducia nella squadra e nel preparatore atletico Pondrelli. Gli alibi ora sono finiti, bisogna assolutamente far ripartire la stagione e, per riuscirci, ci sono tutte le carte in regola per farlo, se la squadra ci crede. Volere è potere. 

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
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