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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Gattuso cambia l'ordine degli addendi e la vetta si allontana"
25.01.2021 18:22 di Napoli Magazine

NAPOLI - Perdere la Supercoppa contro la Juventus, poi perdere a Verona. Piove sul bagnato, altro che veleno ed annusare il pericolo. Eppure dopo appena 10 secondi, quel lancio di Demme per la rete di Lozano aveva rincuorato un po' tutti. Il gol dell'illusione, perchè nel momento di tilt dei padroni di casa, per l'erroraccio di Dimarco, il Napoli non ne ha saputo approfittare. In quel frangente sarebbero potute arrivare altre due reti ed invece il tic-toc snervante, con passaggi all'indietro, che hanno evidenziato anche l'incapacità di Meret di impostare il gioco (per carita', non è una sua prerogativa ma e' quello che chiede il tecnico per una sua idea che non trova proseliti), oltre alla ricerca del passaggio fin sotto la porta avversaria (anzichè il tiro), hanno di fatto conferito fiducia al Verona. Complice un centrocampo assente, totalmente regalato agli avversari, con Bakayoko che non ha coperto sui primi 2 gol subìti, dato che Di Lorenzo aveva lasciato il fianco scoperto essendo in progressione offensiva, il Napoli le ha prese di santa ragione. Uno spettacolo indegno, che non trova alcuna giustificazione. Non e' corretto trovare alibi, perche' le pedine ci sono e non sono state sfruttate. Una su tutte? Ghoulam. Ad un certo punto del match soffrivo per Hysaj, chiamato ad un lavoro di propulsione che non gli appartiene, per poi frenare la sua corsa nel tentativo di gettare il pallone al centro dell'area alla rinfusa. Non e' stata la partita di Insigne, ancora con le scorie addosso del rigore sbagliato contro i bianconeri: forse anche qui, va detto che bisognava concedergli una domenica di riposo. Petagna, generoso, ma troppo lontano dalla porta, ha lasciato poi il passo a Osimhen: sia il nigeriano che Mertens hanno di fatto mostrato che sono ancora lontani dal migliore status fisico. I nervi poi sono saltati nell'alternanza Politano-Lozano: il messicano e' stato l'unico che ha di fatto salvato la faccia. Possibile mai spostare l'unico che sta andando bene? Per pochi minuti e' accaduto anche questo. Insomma, una confusione tattica chiara. In questi casi le scelte semplici premiano sempre. Se si decide di impostare dal basso, anche se non e' un'idea di calcio che mi entusiasma, siccome preferisco la vecchia sventagliata quando la situazione si fa critica, tra i pali occorre Ospina. In difesa a sinistra serve Ghoulam, leader dello spogliatoio. Al centro Manolas accanto a Koulibaly (che di fatto ha giocato bene), poi Di Lorenzo (o Hysaj se si intende difendere in marcatura, o finanche Maksimovic terzino destro in casi estremi, come accadeva in Champions), a centrocampo poi vanno mostrati i muscoli: il Bakayoko delle ultime gare mi lascia molto perplesso, a Verona gli avrei preferito anche Lobotka dopo il cocktail di errori, rimpiango Allan, Diawara e Rog, ma è inutile piangere sul latte versato. Lo stesso Zielinski, che nel ruolo di trequartista lascia intravedere momenti di luce, può tornare a centrocampo a sinistra a dare sostegno ai compagni, in attesa che l'attacco con Lozano, Mertens e Insigne torni a fare il proprio lavoro. Se si fanno esperimenti, schierando giocatori onesti fuori ruolo, il risultato e' quello di Verona. Dolori di pancia, rabbia e nervosismo ad altissimi livelli, perche' l'impressione e' sempre la stessa: questa squadra puo' ambire alle primissime posizioni, se si scende in campo con un'idea ben precisa ma soprattutto con ognuno nel proprio ruolo. 

 

 
 
Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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