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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Petrazzuolo: "Insigne al Toronto, quando una vagonata di milioni mette tutto in 2° piano"
05.01.2022 23:57 di Napoli Magazine

NAPOLI - Come un fulmine a ciel sereno, perchè fino a quando non ti sbattono certe immagini in faccia non realizzi (o forse non vuoi realizzare), è arrivata la firma di Lorenzo Insigne sul contratto faraonico proposto dal Toronto, in una tiepida serata romana all'Hotel St. Regis, lo stesso che il 30 giugno scorso ADL scelse per parlare alla stampa dopo la lunga fase pandemica. Alla presenza di una fortunata emittente, che ha potuto girare le immagini, il gruppo inquadrato, composto dal calciatore, il papà, l'agente ed alcuni amici, è stato visto seduto a tavola in fase di colloquio. Successivamente a queste scene anche alcuni frame in cui un cameriere conduceva in una sala interna una bottiglia di champagne. Le cifre del super contratto le abbiamo lette tutti, un quinquennale da 11.5 milioni di euro a stagione più 4.5 milioni di euro di bonus, legati al numero di gol e assist. Effettivamente una vagonata di soldi, che nessun club europeo ha mai pensato di proporre al calciatore e che, onestamente, difficilmente chiunque avrebbe potuto pareggiare. Una scelta di vita, dunque, e di tanti denari ulteriori, che si vanno ad aggiungere a quelli già di rilievo guadagnati nel corso della carriera napoletana. A 31 anni ci puo' anche stare e su questo argomento non mi permetto di entrare nel merito, trattandosi di motivazioni personali. Dove invece qualcosa sento di dirla, avendo gia' assistito negli anni a tante separazioni probabilmente piu' eclatanti e tormentate, come quelle di Cavani, Hamsik, Lavezzi e per certi versi finanche il "traditore" Higuain, è sulla forma. So che a pochi importerà, ma spesso sfugge un concetto, a mio avviso, fondamentale per chi e' nel nostro mondo mediatico. Il business fa volare in alto, fa viaggiare a livelli inimmaginabili, inaspettati, e fa di conseguenza gonfiare i portafogli, ma c'e' un aspetto di questo mestiere che va sempre tutelato, perche' e' la linfa vitale che permette di guadagnare gloria, fama e stima, 3 ingredienti essenziali per giungere dritti ai tanto agognati milioni. Mi riferisco al pubblico. E il quesito che mi sono posto e' il seguente: consapevoli della strada percorsa, sicuramente non semplice, per arrivare ad essere il capitano del Napoli, il simbolo della squadra della città, non sarebbe stato piu' opportuno rinviare l'atto pratico della firma dopo la sfida con la Juventus o anche a fine campionato? Credo che una piccola sfumatura del genere, nel giorno in cui sono fioccati comunicati sul Covid, sarebbe stata opportuna ed apprezzata. In alternativa: ricordando anche i momenti difficili vissuti, non sarebbe stato piu' semplice, come fece Hamsik, chiudere il capitolo subito nel mercato di gennaio senza esporre il numero 24 a sei mesi in cui si sprecheranno i commenti sul futuro prossimo al Toronto? Al primo tiro a giro sbagliato, alla prima prestazione non all'altezza, come e' capitato e puo' capitare, in quanti chiederanno (senz'altro non candidamente) di riporre la fascia dal braccio? Ecco. Quesiti del genere andavano contemplati prima, non ora a giochi fatti. E per quel che mi riguarda sollevo i suddetti interrogativi in questo momento, perchè, nel mio piccolo, ho sempre provato (sin dai primi passi con la Primavera) a tutelare il talento di Frattamaggiore, l'unico emerso tra i tanti scugnizzi che si sono persi strada facendo dal 2004 in poi. L'ho fatto ben volentieri per il bene suo e del Napoli, pur essendo un ragazzino bersagliato per il carattere poco solare e spesso fumantino dopo una sostituzione mal digerita. Ecco, a maturità acquisita, e con un gruppo ben nutrito che lo sostiene, Lorenzo non ha piu' bisogno di consigli pubblici, o della tutela dei conterranei, per cui dovrà accettare le critiche scaturite in seguito ad alcuni suoi comportamenti che di sicuro continueranno a non alimentare simpatia, come in questo caso o come quando con la Nazionale non è stata centrata in pompa magna la qualificazione ai Mondiali. Se arrivano le lodi per un trionfo all'Europeo, cosi' bisogna digerire le polemiche per un tiro alle stelle o un triste, lungo (ed evitabile) addio di 6 mesi. Spalletti ora sarà chiamato a gestire, oltre alle numerose positivita' da covid (inclusa la sua), e agli assenti per la Coppa d'Africa, anche questa ulteriore patata bollente. C'è già chi chiede di non impiegarlo fino al termine della stagione, ma per fortuna questa scelta non spetta a loro, nè a noi. Sapete perche' c'e' dell'amarezza in quello che scrivo? Perche' non mi era ancora capitato di vedere un silenzio senza sorrisi dopo una firma da nababbi. E questo mi ha fatto riflettere. Al di la' dei soldi, di svariati milioni di euro, che nella vita sono importanti e contano ma che comunque non possono e devono essere tutto, negli occhi di Lorenzo, del bambino di Fratta, non ho visto euforia. Magari mi sbaglierò, ma mi e' parso di scrutare il materializzarsi di un doveroso atto dovuto per accaparrarsi la cifra enorme, e fuori mercato, messa in palio dai canadesi della MLS. Un solo ed ultimo tiro a giro, silenzioso, senza far troppo rumore, in un infinito addio molto simile, però, ad un gol del tutto muto.

 

 
 
Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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