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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, la bolla degli innocenti"
05.10.2020 18:58 di Napoli Magazine

NAPOLI - Sarebbe stato fantastico raccontarvi delle emozioni post Juventus-Napoli, di Gattuso contro Pirlo, di Osimhen contro Cristiano Ronaldo. Ed invece eccoci qui. Con un pugno di pensieri nella testa, il pubblico che assiste ancora a distanza allo spettacolo del calcio e tante incertezze dettate dalla pandemia. Vorremmo tutti lasciarci presto alle spalle questo maledetto covid, tornando a viaggiare liberamente in giro per il mondo o più semplicemente a fare due passi sul lungomare o per le vie del centro senza la mascherina, ma la realtà dei contagi, con il conseguente mix di sintomatici ed asintomatici, ci impone prudenza. Da un lato la Juventus, che rivendica di aver rispettato il protocollo, dall'altro il Napoli, che non avrebbe potuto violare una disposizione dell'ASL violando la quarantena imposta ed andando a commettere di fatto un reato. La salute pubblica viene prima di tutto, ipotizzare di far circolare potenzialmente il virus non è ammissibile, ma è anche vero che per tornare ad una sorta di realtà, nella speranza che un vaccino (ancora lontano mesi) spazzi via dubbi e paure, occorre la collaborazione di tutti. Si è detto e ripetuto che i bianconeri si sono messi in autoisolamento fiduciario, nella cosiddetta bolla, pur avendo due casi nello staff. Il Napoli, seguendo le indicazioni suggerite dal protocollo, ha messo in moto tutte l'iter dopo aver incassato prima la positività di Zielinski e poi quella di Elmas. Sgombriamo subito ogni tipo di dubbio: il Napoli avrebbe voluto giocare la sfida dello Stadium, tant'è che la comunicazione che ha bloccato la squadra è arrivata mentre il pullman aveva già lasciato il ritiro di Castel Volturno per dirigersi in aeroporto. E' stata fatta una grande confusione. Personalmente avrei evitato anche tutto l'excursus che ha condotto alla presenza in campo di una sola squadra, dopo l'annuncio della formazione ufficiale sui social come se non fosse accaduto nulla fino a quel momento. Il tutto, purtroppo, e non va dimenticato, è nato dalle positività che si sono generate nella precedente sfida con il Genoa. E se l'ASL ha voluto essere prudente, evitando un caso bis e "costringendo" il Napoli a non lasciare il proprio domicilio, va rispettata. Certo, il buon senso vorrebbe che al Napoli, rimasto chiuso nella bolla degli innocenti, non subisca ulteriori danni. Non serve arroganza per trattare il tema. Non occorre a nessuno ascoltare chi ha torto e chi ha ragione. Serve una strada comune da percorrere. Il rinvio immediato, in questo caso, sarebbe stata la scelta più saggia, anzichè il muro contro muro che porterà ad inevitabili strascichi legali. Per far funzionare il "carrozzone", come direbbe il giovane 70enne Renato Zero al quale vanno i nostri auguri, bisogna snellire la macchina burocratica e permettere a tutti di scendere in campo in un clima di massima sicurezza. La tutela della propria salute viene prima di tutto. Non va dimenticato, perchè è giusto e doveroso pensare che "i migliori anni della nostra vita" devono ancora arrivare. Sempre.

 

 
 
Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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