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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Mr. Pioli is not on fire, il Diavolo si inchina al rigore di Matteo Politano e il 'Cholito' Simeone manda gli azzurri in Paradiso, applausi ad Alex Meret, ai soliti noti mediani e all’urlo di Kim"
19.09.2022 23:30 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il Napoli vola, sempre più primo in classifica, a pari punti con l'Atalanta, grazie all'importante vittoria di Milano. Il trionfo al Giuseppe Meazza è stato più che meritato, anche se ho subito letto da più parti che i rossoneri di Pioli avrebbero meritato di più. Onestamete non sono d'accordo con questa riflessione, che tende a sminuire i meriti del Napoli. Piuttosto ho apprezzato le parole di Krunic, che ha ammesso le qualità degli avversari "bravi a giocare a calcio". In fin dei conti, di questo parliamo. Chi piu' e chi meno. E, in una giornata di campionato che ha visto crollare l'Inter, la Juventus, la Roma e per l'appunto il Milan, non c'è che da complimentarsi con gli uomini di Spalletti. Dal primo all'ultimo. A partire da Meret, che con due interventi nel primo tempo su Krunic e Giroud ha sbarrato la porta ai Diavoli. Nulla da dire, se non elogi, al reparto difensivo: da brividi l'urlo finale di Kim, dopo l'ultimo intervento provvidenziale compiuto dal coreano, come pure l'attenzione e la concentrazione mostrata da Rrahmani e Di Lorenzo. Un capitolo a parte merita invece Mario Rui: ho ancora negli occhi il suo cross per lo stacco di testa, forte ma allo stesso tempo soave, di Simeone. Quest'immagine la custodiremo gelosamente nei cassetti della memoria. Fermo restando che non va dimenticato il gol del vantaggio: dal dischetto, argomento trattato alla vigilia proprio con Spalletti in conferenza, Politano ha mostrato freddezza e lucidità. E stando a quanto rivelato da Matteo, poco prima della battuta c'è stato anche l'ok di Zielinski, che a mio avviso merita di tornare a calciare quanto prima un tiro dagli undici metri (senza se e senza ma). Sul gol di Giroud è stata evidente la debacle di Zerbin, subentrato proprio a Politano per assicurare maggiore copertura in difesa. Esperimento poco riuscito in questo frangente, anche se il ragazzo merita altre occasioni (magari in momenti meno delicati, considerando che stavolta Lozano avrebbe potuto garantire qualcosa in più in termini di esperienza). Qualche rigo risulta poi impossibile non dedicarlo al centrocampo: Lobotka, Anguissa e Zielinski, a cui pero' va aggiunto di diritto anche Kvaratskhelia (bravo ad ubriacare di dribbling Kjaer e Calabria), rappresentano per me "i soliti noti". Viaggiano a livelli altissimi e remano tutti nella stessa direzione, sono loro la forza di questo nuovo Napoli. Mi piace infine pensare che la prova volenterosa, ma opaca nelle vesti di falso nueve, di Raspadori sia servita per spianare la strada al volo risolutivo di Simeone, che per caratteristiche (ed in assenza di Osimhen) preferisco sempre nel ruolo di centravanti. Magari, anche a gara in corso, potrebbero coesistere, con Raspadori spostato sulla fascia e l'argentino centrale, proprio come accadde nei minuti finali contro lo Spezia. E siccome il "Cholito" dimostra di esserci sempre, con entusiasmo e buona volontà, ai blocchi di partenza, punterei forte su di lui. Tanto le 5 sostituzioni sono sempre li' dietro l'angolo e c'è spazio per tutti. Intanto c'è da godersi questa vittoria (finalmente) per due lunghe settimane, complice la sosta. I campioni d'Italia sono stati costretti ad inchinarsi dinanzi a Kvara & Company. E se stavolta Pioli is not on fire, Napoli is (sicuramente) in Heaven.

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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