NAPOLI - Ripartiamo dal 90° minuto. Dopo l'arbitraggio di Celi, a dir poco irritante, il quarto uomo alza verso il cielo azzurro di Fuorigrotta la lavagna luminosa indicando 4 minuti di recupero. Perchè quattro e non tre alla luce delle sei sostituzioni avvenute? Resterà un mistero. Certo è che il dubbio che ha invaso per 60 secondi gli occhi di Pepe Reina è stato lo stesso che ha attraversato gli occhi di tutti i napoletani. Il leader della difesa azzurra, questo Pepe "Reinapoletano", sempre meno impegnato (per fortuna), si sta facendo trovare pronto non appena viene chiamato in causa. Anche contro l'Udinese, ha marcato il tabellino con un guizzo nel finale, importante e fondamentale come il gol di sublime e di raffinata bellezza siglato dal Pipita Gonzalo Higuain. Una vittoria davvero notevole, che fa capire la forza di questo Napoli, ottimamente gestito da Sarri e dal suo staff. Un Napoli che ha dovuto lottare, contro un'Udinese che ha marcato gli azzurri a uomo, e che ha saputo pungere al momento opportuno. Nel post partita, l'allenatore, in sala stampa, ha sottolineato un aspetto: "Per ottenere un rigore mi sa che dobbiamo indossare una maglia a righe". Considerazione amara, ma vera, dato che, statistiche alla mano, questa squadra non ha ottenuto finora la soddisfazione di calciare un penalty in campionato, pur essendoci state diverse occasioni che avrebbero meritato un simile provvedimento. Prendiamo la gara con l'Udinese: Allan chiuso a sandwich da due avversari, non era un fallo da rigore? La squadra, tuttavia, ha saputo essere più forte delle distrazioni arbitrali e ha vinto lo stesso. Bene così. Ora si ricaricano le batterie con la sosta, o forse no, come ha dichiarato lo stesso Hamsik: "Io non ricarico niente, vado in Nazionale". E al ritorno si vedrà. Perchè questo Napoli, trascinato dai suoi 14 titolarissimi, può arrivare molto lontano. Hysaj, Sarri e gli altri non pronunciano quella parola, ma la verità è che questo gruppo sta dimostrando di essere più forte di ogni forma di scaramanzia.

di Napoli Magazine
09/11/2015 - 17:03
NAPOLI - Ripartiamo dal 90° minuto. Dopo l'arbitraggio di Celi, a dir poco irritante, il quarto uomo alza verso il cielo azzurro di Fuorigrotta la lavagna luminosa indicando 4 minuti di recupero. Perchè quattro e non tre alla luce delle sei sostituzioni avvenute? Resterà un mistero. Certo è che il dubbio che ha invaso per 60 secondi gli occhi di Pepe Reina è stato lo stesso che ha attraversato gli occhi di tutti i napoletani. Il leader della difesa azzurra, questo Pepe "Reinapoletano", sempre meno impegnato (per fortuna), si sta facendo trovare pronto non appena viene chiamato in causa. Anche contro l'Udinese, ha marcato il tabellino con un guizzo nel finale, importante e fondamentale come il gol di sublime e di raffinata bellezza siglato dal Pipita Gonzalo Higuain. Una vittoria davvero notevole, che fa capire la forza di questo Napoli, ottimamente gestito da Sarri e dal suo staff. Un Napoli che ha dovuto lottare, contro un'Udinese che ha marcato gli azzurri a uomo, e che ha saputo pungere al momento opportuno. Nel post partita, l'allenatore, in sala stampa, ha sottolineato un aspetto: "Per ottenere un rigore mi sa che dobbiamo indossare una maglia a righe". Considerazione amara, ma vera, dato che, statistiche alla mano, questa squadra non ha ottenuto finora la soddisfazione di calciare un penalty in campionato, pur essendoci state diverse occasioni che avrebbero meritato un simile provvedimento. Prendiamo la gara con l'Udinese: Allan chiuso a sandwich da due avversari, non era un fallo da rigore? La squadra, tuttavia, ha saputo essere più forte delle distrazioni arbitrali e ha vinto lo stesso. Bene così. Ora si ricaricano le batterie con la sosta, o forse no, come ha dichiarato lo stesso Hamsik: "Io non ricarico niente, vado in Nazionale". E al ritorno si vedrà. Perchè questo Napoli, trascinato dai suoi 14 titolarissimi, può arrivare molto lontano. Hysaj, Sarri e gli altri non pronunciano quella parola, ma la verità è che questo gruppo sta dimostrando di essere più forte di ogni forma di scaramanzia.
