NAPOLI - Il Napoli esce a testa alta dalla Coppa Italia ma l'attenzione si sposta tutta sul post partita, dove a tenere banco sono le considerazioni di Mancini e le scuse di Sarri, ma facciamo un passo indietro. Il Napoli 2, schierato dal mister, e l'infortunio di David Lopez hanno fatto capire che la coperta risulta leggermente corta e che quei due acquisti tanto agognati, uno in difesa ed uno a centrocampo, sarebbero più che opportuni. L'assenza di Higuain si è notata: Gabbiadini non è riuscito a pungere e a centrocampo Valdifiori non ha retto il ritmo degli avversari. L'arbitro Valeri ci ha anche messo del suo, dato che l'espulsione di Mertens per doppia ammonizione è stata eccessiva, come il giallo sventolato al "Pipita". Poi la scena che tutti abbiamo visto: Mancini si agita per i 9 minuti di recupero, divenuti 5 e ritenuti eccessivi, a Sarri scappa qualche parolina di troppo e nel post partita il tecnico dei neroazzurri attacca nervosamente l'allenatore del Napoli per quelle che universalmente vengono considerate "parole di campo che finiscono lì". In sala stampa, mentre Sarri si scusava per l'ennesima volta dopo essere stato messo alla gogna in tv, gli ho chiesto una semplice cosa: "Nel momento in cui sei andato negli spogliatoi a chiedere scusa a Mancini, ha accettate le tue scuse?". La risposta di Sarri la conoscete tutti: "No, non le ha accettate". A mio avviso questo atteggiamento è ben più grave. Se un essere umano ammette di aver sbagliato, tra l'altro ammettendo la propria colpa senza prove tangibili emerse, va apprezzato e bisogna accettare le scuse. Tra l'altro lo stesso Mancini è colui il quale ha stigmatizzato gli striscioni, quelli sì razzisti, nei confronti del popolo napoletano, definendoli "uno sfottò, come ce ne sono tanti". Eppure ricordo un'intervista di Vujadin Boskov, ex allenatore del Napoli ed ex allenatore di Mancini ai tempi della Sampdoria, che ne elogiava le doti di calciatore, sottolineando però che spesso eccedeva con le parolacce in campo nei confronti dei compagni che non gli passavano la palla. Insomma, prima di utilizzare assist per provare a destabilizzare goffamente un ambiente sereno e compatto bisognerebbe rilassarsi, calmarsi e andare avanti. Magari l'Inter vincerà la Coppa Italia, non è poi un traguardo da disdegnare senza nemmeno un commento tecnico sui due bei gol di Jovetic e Ljajic. Il Napoli ora guarda al campionato, alla sfida contro i blucerchiati e all'Europa League, da capolista. Uniti si può volare.

Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
20/01/2016 - 14:50
NAPOLI - Il Napoli esce a testa alta dalla Coppa Italia ma l'attenzione si sposta tutta sul post partita, dove a tenere banco sono le considerazioni di Mancini e le scuse di Sarri, ma facciamo un passo indietro. Il Napoli 2, schierato dal mister, e l'infortunio di David Lopez hanno fatto capire che la coperta risulta leggermente corta e che quei due acquisti tanto agognati, uno in difesa ed uno a centrocampo, sarebbero più che opportuni. L'assenza di Higuain si è notata: Gabbiadini non è riuscito a pungere e a centrocampo Valdifiori non ha retto il ritmo degli avversari. L'arbitro Valeri ci ha anche messo del suo, dato che l'espulsione di Mertens per doppia ammonizione è stata eccessiva, come il giallo sventolato al "Pipita". Poi la scena che tutti abbiamo visto: Mancini si agita per i 9 minuti di recupero, divenuti 5 e ritenuti eccessivi, a Sarri scappa qualche parolina di troppo e nel post partita il tecnico dei neroazzurri attacca nervosamente l'allenatore del Napoli per quelle che universalmente vengono considerate "parole di campo che finiscono lì". In sala stampa, mentre Sarri si scusava per l'ennesima volta dopo essere stato messo alla gogna in tv, gli ho chiesto una semplice cosa: "Nel momento in cui sei andato negli spogliatoi a chiedere scusa a Mancini, ha accettate le tue scuse?". La risposta di Sarri la conoscete tutti: "No, non le ha accettate". A mio avviso questo atteggiamento è ben più grave. Se un essere umano ammette di aver sbagliato, tra l'altro ammettendo la propria colpa senza prove tangibili emerse, va apprezzato e bisogna accettare le scuse. Tra l'altro lo stesso Mancini è colui il quale ha stigmatizzato gli striscioni, quelli sì razzisti, nei confronti del popolo napoletano, definendoli "uno sfottò, come ce ne sono tanti". Eppure ricordo un'intervista di Vujadin Boskov, ex allenatore del Napoli ed ex allenatore di Mancini ai tempi della Sampdoria, che ne elogiava le doti di calciatore, sottolineando però che spesso eccedeva con le parolacce in campo nei confronti dei compagni che non gli passavano la palla. Insomma, prima di utilizzare assist per provare a destabilizzare goffamente un ambiente sereno e compatto bisognerebbe rilassarsi, calmarsi e andare avanti. Magari l'Inter vincerà la Coppa Italia, non è poi un traguardo da disdegnare senza nemmeno un commento tecnico sui due bei gol di Jovetic e Ljajic. Il Napoli ora guarda al campionato, alla sfida contro i blucerchiati e all'Europa League, da capolista. Uniti si può volare.

Antonio Petrazzuolo
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