NAPOLI - "Questa è una squadra con un'anima, con un carattere ed una grande forza, gli avversari la temono e sanno che non è facile batterla, in casa così come fuori dalle mura del San Paolo". Questo concetto, fino alla passata stagione, era diventato proprio della maggioranza degli addetti ai lavori. Dopo quattro giornate del nuovo campionato, con un'eliminazione dalla Champions che pesa non solo sulle casse del club ma soprattutto sul morale dell'ambiente, il Napoli è già alla ricerca di se stesso. Dal mercato tutti si aspettavano ben altri colpi, è vero, ma ormai i giochi sono fatti e c'è tutto un anno calcistico da vivere. Se alla vigilia di ogni gara si predica coesione, con la perenne risposta di un pubblico sempre presente per amore verso la maglia, in campo il discorso cambia. Il Napoli continua ad evidenziare amnesie imbarazzanti in difesa. La squadra subisce reti evitabilissime, frutto di distrazioni e mancanza di concentrazione. Turn over o no, l'anima la trasmetti ai tuoi compagni con gli occhi. Basta un urlo su un calcio d'angolo, come faceva Pepe Reina per intenderci. Ora Reina non c'è, per cui tocca a Benitez far quadrare il reparto arretrato. Al di là dei gol realizzati, i cross fatti, il possesso palla, Brian di Nazareth, le polemiche e tutti i dati snocciolati di volta in volta, ciò che conta è la classifica. Un Napoli con 4 punti in 4 partite non lascia spazio ad ulteriori commenti. E' facilissimo utilizzare parole feroci, di sdegno e di scandalo. I tifosi sono delusi: allo stadio, già prima della partita contro il Palermo, si respirava un'aria di sfiducia. Nel parcheggio del San Paolo, proprio uno di loro mi ha detto: "Siamo qui per un atto di fede e di amore". Le chiacchiere stanno a zero; si ottengano i risultati in campo, subito. Se non dovessero arrivare, sarebbe opportuno farsi un lungo esame di coscienza perchè il popolo napoletano ama all'infinito ma chiede rispetto.
Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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di Napoli Magazine
25/09/2014 - 22:12
NAPOLI - "Questa è una squadra con un'anima, con un carattere ed una grande forza, gli avversari la temono e sanno che non è facile batterla, in casa così come fuori dalle mura del San Paolo". Questo concetto, fino alla passata stagione, era diventato proprio della maggioranza degli addetti ai lavori. Dopo quattro giornate del nuovo campionato, con un'eliminazione dalla Champions che pesa non solo sulle casse del club ma soprattutto sul morale dell'ambiente, il Napoli è già alla ricerca di se stesso. Dal mercato tutti si aspettavano ben altri colpi, è vero, ma ormai i giochi sono fatti e c'è tutto un anno calcistico da vivere. Se alla vigilia di ogni gara si predica coesione, con la perenne risposta di un pubblico sempre presente per amore verso la maglia, in campo il discorso cambia. Il Napoli continua ad evidenziare amnesie imbarazzanti in difesa. La squadra subisce reti evitabilissime, frutto di distrazioni e mancanza di concentrazione. Turn over o no, l'anima la trasmetti ai tuoi compagni con gli occhi. Basta un urlo su un calcio d'angolo, come faceva Pepe Reina per intenderci. Ora Reina non c'è, per cui tocca a Benitez far quadrare il reparto arretrato. Al di là dei gol realizzati, i cross fatti, il possesso palla, Brian di Nazareth, le polemiche e tutti i dati snocciolati di volta in volta, ciò che conta è la classifica. Un Napoli con 4 punti in 4 partite non lascia spazio ad ulteriori commenti. E' facilissimo utilizzare parole feroci, di sdegno e di scandalo. I tifosi sono delusi: allo stadio, già prima della partita contro il Palermo, si respirava un'aria di sfiducia. Nel parcheggio del San Paolo, proprio uno di loro mi ha detto: "Siamo qui per un atto di fede e di amore". Le chiacchiere stanno a zero; si ottengano i risultati in campo, subito. Se non dovessero arrivare, sarebbe opportuno farsi un lungo esame di coscienza perchè il popolo napoletano ama all'infinito ma chiede rispetto.
Antonio Petrazzuolo
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