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NM LIVE - Ottavio Bianchi: “Parlare di calcio in questo momento è paradossale, Maradona per me è stato una meraviglia, Mertens? E' bravissimo, può giocare ovunque!”
23.04.2020 17:12 di Napoli Magazine

NAPOLI - OTTAVIO BIANCHI, allenatore del Napoli del primo scudetto, è intervenuto a “NAPOLI MAGAZINE LIVE”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli, condotta da Antonio Petrazzuolo, in onda il giovedì dalle 21 alle 22 su Napolimagazine.com e su tutti i canali social di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube). Ecco quanto dichiarato: “Oramai sono recluso da 50 giorni, stiamo assistendo ad una tragedia immane, che cambierà di molto la nostra vita, una volta passato tutto. Mi sembra ancora troppo presto per parlare di ripresa e non mi riferisco solo al calcio, è una situazione molto difficile da prevedere anche perché ognuno dice la sua e mi sembra che ci sia ancora troppa confusione. È un’esperienza drammaticamente nuova, dalla quale è difficile uscire. Parlare di calcio in questo momento, comunque, è davvero paradossale, è fuori luogo. Il Papa, l’altro giorno, ha detto una cosa sacrosanta: non bisogna guardare al proprio partito ma all’interesse generale. Sono molto d’accordo con la posizione dell’Assocalciatori che sostiene che si potrà riprendere solo quando ci sarà la totale sicurezza per la salute di tutti. L’affetto per Napoli è sempre stato massimo, ho ancora tanti veri amici e purtroppo, alcuni ci hanno lasciato, è stata una palestra di vita e di sport unica, un’esperienza straordinaria anche per i risultati storici ottenuti. Maradona per me è stato una meraviglia, è sempre stato un bravissimo ragazzo, contrariamente a come è stato più volte dipinto, sicuramente, senza conoscerlo bene. Non saprei dire se Gattuso può essere l’uomo giusto perché lo conosco poco, certo è che quest’anno c’erano ben altre premesse per la stagione e tutti pensavano che fosse l'occasione giusta per rivincere lo scudetto, poi sappiamo tutti com’è andata e devo dire che, oggettivamente, Gattuso è stato bravo a rimettere in sesto la squadra. Anche se ho una certa età mi sento sempre parte del calcio, tanto da calciatore quanto da allenatore, per questo non riesco a giudicare quanto accaduto alla squadra azzurra, in particolare nel famoso episodio di novembre (l’ammutinamento della squadra, ndr), non potendo avere il polso della situazione. Diffido sempre dall’integralismo, la mia formazione calcistica mi ha portato ad ottenere risultati perché mi sono sempre regolato a seconda delle caratteristiche dei miei calciatori. Nel piccolo Como facevamo delle cose che poi sono venute alla ribalta venti anni dopo, alla base di tutto ci sono e dovrebbero esserci le qualità e soprattutto la disponibilità dei giocatori, come accaduto al Napoli, in particolare in attacco, dove ho avuto, oltre a Maradona, elementi come Carnevale, che mi hanno permesso di giocare come volevo. Nel mio Napoli, Mertens non avrebbe avuto alcun problema perché quando un giocatore è bravo può fare quello che vuole e giocare come vuole, Maradona, tanto per non parlare sempre di Diego, avrebbe potuto giocare anche in porta…”.

 

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