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SHOW TIME di GINO RIVIECCIO: "Napoli ora ride, son hontento"
08.01.2014 23:10 di Napoli Magazine

NAPOLI - Forse mi sbaglierò, ma ho la vaga sensazione che le lamentele degli allenatori in panchina indispongano gli arbitri. Di una cosa però sono certo: da quando è arrivato Benitez il Napoli fa più simpatia alla classe arbitrale. Episodi dubbi come quelli contro la Fiorentina, il Milan, l’Inter e non ultimo l’atteggiamento benevolo di Banti di lunedì, hanno rafforzato la mia sensazione. Attenzione, il campo e la classifica non ci hanno regalato nulla ma non si può negare che rispetto allo scorso campionato gli arbitri siano più generosi con noi. Dove sta il misterioso quanto opinabile cambio di rotta? L’idea che mi sono fatto è che gli arbitri prendono di traverso i lagnosi e nel dubbio fischiano contro. Sempre per mia opinabile opinione, il giocatore più lagnoso della storia del calcio Napoli è stato Nicola Caccia, che finiva 9 volte su 10 in fuorigioco e che, a causa dei suoi continui lamenti, si narra che anche in casa venisse fischiato dalla moglie e qualche volta dai figli pur se non era in fuorigioco. L’Inter difficilmente ha subito torti arbitrali in passato, ma “grazie” a Mazzarri quest’anno, più di una volta ha avuto da recriminare. Ad esempio, l’altra sera all’Olimpico probabilmente c’era un rigore a favore dei nerazzurri ma Damato (testuali parole dell’ex arbitro Cesari su Italia1) “ha fatto finta di non vedere”. Al contrario, il Napoli non è mai stato aiutato dagli arbitri negli ultimi anni, ma l’atteggiamento positivo di Benitez, che suscita una simpatia reverenziale, ha fatto sì che in più di una gara il Napoli abbia avuto a favore fischi che con Mazzarri avremmo avuto contro. Eccezion fatta per le gare con la Juve dove invece vige la regola: “In dubbio pro Juve”. Dunque, cosa dobbiamo dedurre da questo cambio di panchina? Forse che il Napoli vi ha guadagnato in simpatia? Del resto persino il livornese Banti (che al conterraneo Mazzarri non gliene perdonava una) l’altro giorno in un paio di occasioni ha solidarizzato con gli azzurri. Poi mi sono ricordato che l’anno scorso a San Gregorio Armeno avevo comprato la statuetta di Mazzarri e l’avevo messa nel presepe. Dopo il terzo goal subito dal Napoli, la statuetta cominciò a piangere. La Madonna gridò: “Miracolooo! Miracooloo!”. Ma la statuetta di San Giuseppe replicò prontamente: “Ma qua miracolo? Era nu miracolo si Mazzarri rideva”. E allora che dire? Son contento (anzi hontento) di aver avuto Mazzarri a Napoli per quattro anni, per i risultati che ha raggiunto e per la crescita che ha avviato. Ma son hontento anche che ora sia andato a Milano: preferisco sentirlo lamentarsi nella tribuna stampa di San Siro, agitare l’orologio sulla panchina degli intertristi e sentire le sue lagne da lontano. Magari aveva ragione a lamentarsi degli arbitraggi quando stava a Napoli, come ha ragione anche oggi che sta a Milano. Perché lui è fatto così: sarebbe capace di lamentarsi degli arbitri anche se allenasse la Juve e ad arbitrare ci fosse Marchionne, con Marotta e Rizzoli segnalinee. L’importante è che oggi si rida a Napoli.





Gino Rivieccio



Napoli Magazine



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