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M' 'O VVECO IO
SHOW TIME di GINO RIVIECCIO: "Vittoria mistica con la Lazio"
05.12.2013 00:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Non so se è attendibile la voce che dopo la sfida dell'Olimpico dell'altra sera il pullman azzurro prima di riprendere il grande raccordo anulare per fare rientro a Napoli, sia passato per il Vaticano a ringraziare il successore di Pietro per come è finita la partita. Qualcuno maliziosamente ha insinuato che la visita notturna al Papa sia stata un pretesto per offrire al Vaticano Inler nel ruolo di guardia svizzera e Armero in quello di neo cardinale colombiano. Voci dicono che anche Bergoglio, da sempre simpatizzante azzurro non fosse per le comuni origini con Maradona, è sembrato preoccupato per gli ennesimi sbandamenti della retrovia azzurra. Certo abbiamo vinto ma la difesa continua a palesare evidenti segni di debolezza aggravati da un centrocampo che ricorda le sigarette nazionali del dopoguerra: senza filtro. Le uniche note positive della serata di lunedi all'Olimpico provengono dalla faccia sconcertata di Lotito (ma in quanto a presidenti la palma della comicità d'autore rimane l'immagine della coppia Moratti-Thohir che al pareggio della Samp facevano pensare a Gianni e Pinotto), e dal buon rendimento dell'attacco azzurro, in particolare di Higuain che, complici due difensori scarsi, è ritornato a livelli Real. Ma la difesa azzurra nonostante l'avvicinarsi del Natale resta la via crucis di questo avvio di stagione con cui dovremo fare i conti almeno fino a gennaio. Quando l'altra sera ho visto gli ennesimi errori davanti a Reina, quando ho visto Britos andare a caccia di totani mentre l'anguilla Keita sgusciava e dribblava in serie i pescatori Albiol, Inler e Maggio, quando persino Radu è riuscito a centrare lo specchio della porta, ho capito che il Porcellum non è la discussa e ignobile legge elettorale che il parlamento italiano da anni dice di voler cambiare in Mattarellum, ma è l'ennesima oscenità commessa dalla retroguardia azzurra ogni volta che viene affrontata in velocità. Certo il Mattarellum lo darei in testa ad Armero che pensa sempre di giocare al subbuteo e continua a non capire che le palle perse al limite dell'area (vedi Borussia) fanno girare le palle ai tifosi e fanno fare punti agli avversari. Il Mattarellum è da brandire verso Maggio che si autocelebra in scorribande prevedibili anche dalle difese più mediocri come quella laziale. E un Mattarellum misto a un Cicchettum lo darei a Rafa che si ostina a giocare con un centrocampista in meno a metà campo e con due laterali difensivi che sono laterali ma non difensivi. Sembra che finanche Bergoglio in lingua spagnola abbia rimproverato questo scriteriato assetto tattico a un incredulo Benitez. E allora cosa fare? Fino al mercato di gennaio dopo ogni vittoria non resta che andare in pellegrinaggio a Roma e ringraziare Sua Santità. O forse è meglio andarci prima in modo da non sbagliare formazione.





Gino Rivieccio



Napoli Magazine



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