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NM LIVE - Juan Camilo Zuniga, Nicolas Amodio, Antonio Corbo e Francesca Benvenuti con Antonio Petrazzuolo su “Napoli Magazine”
07.05.2020 18:33 di Napoli Magazine

NAPOLI - Trentaquattresima puntata di “NAPOLI MAGAZINE LIVE”, programma condotto da Antonio Petrazzuolo su NapoliMagazine.Com e (novità assoluta) in contemporanea su tutti i social network di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube, per un pubblico potenziale totale di oltre 1 milione di seguaci), con messaggi interattivi. Ospiti in collegamento: Juan Camilo Zuniga, Nicolas Amodio, Antonio Corbo e Francesca Benvenuti.

 

 

NM LIVE - Juan Camilo Zuniga: “Mi sento un colombiano napoletano, Cavani? Lo rivedrei bene nel Napoli, l'infortunio? Purtroppo andò così, Mazzarri ebbe ragione a farmi giocare a sinistra, Benitez? Non fu facile fare il terzino, per Sarri ero un fantasma

 

NAPOLI - JUAN CAMILO ZUNIGA, ex centrocampista del Napoli, è intervenuto a “NAPOLI MAGAZINE LIVE”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli, condotta da Antonio Petrazzuolo, in onda il giovedì dalle 21 alle 22 su Napolimagazine.com e su tutti i canali social di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube). Ecco quanto dichiarato: “Mi sento un colombiano napoletano perché ho tanti bei ricordi che mi legano alla città, tanti amici e poi i tifosi, come fai a dimenticarli, sono sempre nel mio cuore. Il gol più bello in maglia azzurra? Non ne ho fatti tantissimi ma sono tutti belli, sicuramente il più importante fu quello segnato all’Inter che ci diede la possibilità di tornare in Champions dopo tantissimi anni. Il Pocho? Lo sento eccome, mamma mia ma quanto è diventato vecchio, con quella barba sembra Babbo Natale (e ride, ndr). Ho visto che sia lui che Marek Hamsik ormai sono anche esperti di vini, grandi amici miei! Come mai Lavezzi chiamò il suo cane "Camilo" ai tempi di Napoli? Lo dico in napoletano: che "lo.."! Ovviamente scherzo, era la testimonianza del grandissimo affetto tra noi. Di quella squadra ricorderò soprattutto l’amicizia che ci legava, un grandissimo gruppo, posso dire che non vedevamo l’ora di andare a Castel Volturno per allenarci. Dovrò sempre ringraziare Mazzarri perché, nonostante la mie resistenze, mi ha insegnato tanto, soprattutto mi ha fatto giocare a sinistra e mi ha fatto diventare uno dei più forti del campionato in quel ruolo. Non è stato assolutamente facile perché in Nazionale giocavo a destra, alla fine, però, ha avuto ragione ed io ho fatto bene entrambe le cose. Mi fa piacere che la gente parli di ‘finta alla Zuniga’, significa che ho lasciato il segno almeno in qualcosa. Quando è arrivato Benitez non ho avuto alcuna difficoltà perché ero già abituato a giocare a quattro dietro con la Colombia. Con Sarri mi sono sentito un po’ un fantasma perché non mi ha mai detto nulla, non ho mai capito cosa sia accaduto. Con Armero siamo come fratelli, da tanti anni abbiamo condiviso prima la maglia della Nazionale e poi del Napoli, è una persona unica, un vero personaggio. Se Cavani dovesse decidere di tornare a Napoli, sarebbe una cosa molto bella perché i tifosi lo amano, avrebbe la fiducia di tutti e tutto sarebbe più facile. Ho sempre detto che quando avrei lasciato il calcio, l’avrei fatto totalmente e così è stato, in questo modo riesco a dedicare tanto tempo alla mia famiglia, come ho sempre desiderato. Abbiamo una fondazione per dare una possibilità a tanti ragazzi, abbiamo una scuola calcio e mi piace scovare qualche talento, io sono convinto che chi ha avuto di più deve poter fare qualcosa per i più deboli. Il Napoli resta una grande squadra, è stata molto vicina allo scudetto, anche noi avemmo la possibilità ma purtroppo, non riuscimmo nell’impresa. La cosa più importante che voglio dire ai tifosi napoletani è che non ho mai dato priorità ai soldi perché se fosse stato così, oggi, nonostante gli acciacchi, giocherei ancora. Vi dirò di più, se tornassi indietro di dieci anni, preferirei giocare ancora e guadagnare meno, anziché essere costretto a smettere a causa degli infortuni. Non posso dare consigli a nessuno, ma posso solo dire che se c’è un gruppo importante, se sei contento di lavorare dove sei e con chi sei, se hai un bel rapporto con la società, Napoli è l’ideale perché la città ama il calcio e i calciatori azzurri. Speriamo che questa situazione passi quanto prima, qui in Colombia, per fortuna, non è stata così drammatica come in Italia e posso capire cosa stiate provando”.

 

NM LIVE - Nicolas Amodio: “Essere diabetici non è un limite, è questo il messaggio che ho voluto sempre lanciare, Demme mi piace molto, Mertens deve rinnovare

 

NAPOLI - NICOLAS AMODIO, ex centrocampista del Napoli, è intervenuto a “NAPOLI MAGAZINE LIVE”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli, condotta da Antonio Petrazzuolo, in onda il giovedì dalle 21 alle 22 su Napolimagazine.com e su tutti i canali social di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube). Ecco quanto dichiarato: “In Uruguay stiamo vivendo abbastanza bene questa emergenza, non c'é quarantena obbligatoria anche se tutti siamo molto prudenti. Quando sono arrivato a Napoli, ricordo bene, andavamo un po’ in giro per allenarci, poi cambiò tutto, in meglio, quando la società aprì il centro sportivo a Castel Volturno. Io sono diabetico dall’età di 9 anni, penso che chi vive la mia condizione deve avere più cura di se stesso ma non è un limite, questo è il messaggio che ho sempre cercato di dare, non ci sono ostacoli o impedimenti se si fanno le cose nel modo migliore. Il pensiero di un padre è sempre lo stesso: la felicità dei propri figli e se mio figlio vorrà fare il calciatore, sarò sicuramente molto contento e spero che diventi anche più forte di me. Tutti ci auguriamo che Gattuso possa portare molto in alto il Napoli. All’inizio ha avuto qualche problema ma poi, piano piano, la sua idea ha avuto la meglio e peccato che il campionato si sia fermato proprio nel momento in cui la squadra stava crescendo molto di partita in partita. Bisogna capire quando si ricomincia se il centrocampo azzurro sia completo come sembrava prima dello stop. Mi piace molto Demme, è arrivato ed è entrato subito in sintonia con il gruppo, diventando il perno della mediana. Mi sento spesso con Mariano (Bogliacino, ndr), è un osso duro e continua a giocare anche a 40 anni, quando ci incontriamo, il Napoli è sempre presente nelle nostre chiacchierate e nei nostri pensieri, seguiamo gli azzurri anche da lontano. È difficile prevedere il futuro di Cavani, credo che nella sua testa ma anche nel suo cuore, il Napoli abbia un posto importante, non è semplice dire cosa deciderà, anche perché resta uno degli attaccanti più forti al mondo, con tanti club che lo vorrebbero tra le proprie fila. Mertens mi piace molto, poi è molto legato alla squadra e alla città e non avrei alcun dubbio a rinnovargli il contratto”.

 

NM LIVE - Antonio Corbo: “C’è grande voglia di tornare alla normalità, il calcio deve comportarsi da terza industria del Paese forzando anche la mano come hanno fatto le industrie del nord

 

NAPOLI - ANTONIO CORBO, editorialista di Repubblica, è intervenuto a “NAPOLI MAGAZINE LIVE”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli, condotta da Antonio Petrazzuolo, in onda il giovedì dalle 21 alle 22 su Napolimagazine.com e su tutti i canali social di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube). Ecco quanto dichiarato: “C’è grande voglia di tornare alla normalità, ma ogni giorno che passa si coglie un dubbio, che sia difficile tornare in tempi brevi o medio brevi alla normalità, che invece temo, raggiungeremo in tempi lunghi e con grandi sacrifici. Siamo passati dall’emergenza sanitaria a quella economica e credo che questo sia un governo un po’ stanco per rispondere alle esigenze del nostro Paese. Che Spadafora stia prendendo tempo è una certezza, ma questa è la tecnica dei politici degli ultimi tempi, io ho definito il ministro per lo Sport, in maniera molto rispettosa, ‘il semaforo incantato sul giallo’, perché non ti fa mai vedere il verde né tantomeno il rosso, rinviando continuamente la speranza di giorno in giorno. La verità è che Spadafora da solo, non può decidere ma c’è anche l’imbarazzo di tutto il governo che non essendo molto coeso al suo interno, non riesce a prendere tempestivamente nemmeno il provvedimento più semplice e banale, perché c’è sempre bisogno di lunghe e tormentate trattative. Prendiamo ad esempio la regolarizzazione degli immigrati che lavorano nell’agricoltura, dovrebbe essere un gesto di civiltà nei confronti di povere persone, vittime del caporalato, sfruttate nei nostri campi ed invece è l’ennesima occasione di scontro. Dire “chiudete tutto e chiudetevi in casa” è stata una decisione drastica ma anche facile, e oggi vediamo dei risultati eccellenti, ora però, bisogna andare un po’ avanti perché c’è tanto disagio in giro. Nel mio blog ho attaccato il Governatore De Luca, che in questo periodo si è comportato anche molto bene, perché ha tenuto ferma tutta una filiera, quella della ristorazione, inutilmente, perché vorrei sapere che differenza c’è tra la consegna a domicilio della spesa di un supermercato e quella di una polpetta o di una cotoletta, per non parlare delle pizzerie, credo circa 15.000 in Campania, che sono soltanto l’estremità di un’intera filiera che va dal commercio di pomodori a quello delle farine e tanto altro. In questo momento bisogna essere onesti, c’è un calo di interesse intorno al calcio e lo noto anche nei commenti al mio blog, però il calcio deve ascoltare se stesso e deve avvertire quello spirito di sopravvivenza, per andare oltre la crisi. Il calcio ha tutto l’interesse a riprendere il campionato perché senza i soldi di Sky non può andare avanti, punto. I giocatori? Devono andare in campo anche a porte chiuse perché, altrimenti, le società non pagano gli stipendi, bloccando di fatto tutto il circuito economico. Ma scaricare tutte le responsabilità sul governo non serve a nulla, mentre ci si dovrebbe comportare con una logica aziendale, da terza industria del Paese e, così come le industrie del nord hanno forzato la mano, riuscendo a riaprire, il calcio dovrebbe fare altrettanto, assumendosi delle responsabilità. Non ci si può fermare davanti alla frase ‘la salute prima di tutto’ perché poi finisce che non si sopravvive alla fame, quindi, bisogna creare un punto di equilibrio, in una logica aziendale, tra la salute ed il lavoro, tra l’economia e la sicurezza, tra il rischio e il profitto, preparandoti, attrezzandoti bene, per evitare il contagio. La prima cosa che si dovrebbe fare, anzi, non fare, è giocare al nord, nonostante 14 squadre su 20 siano settentrionali, perché il rischio di contagio sarebbe molto più alto, quindi si dovrebbe creare un circuito in quelle regioni dove il contagio è basso, portare queste squadre in alberghi e strutture sportive super blindati e controllati, a massimo due ore dagli stadi scelti, con tutti gli strumenti disponibili per la prevenzione e lo screening del contagio e in 40 giorni si riuscirebbe a completare la stagione, senza pregiudicare la tenuta futura di tutto il movimento. Il rinnovo di Mertens deve essere attentamente valutato e se tornano i conti è giusto che il belga resti. Vi invito a fare una riflessione prendendo ad esempio Hamsik che è sempre stato un elemento importantissimo, di grande classe, perché è stato un semplificatore di gioco, ma è andato via, è stato uno strappo molto doloroso, sia dal punto di vista umano che tecnico, ma la squadra è riuscita a tenere duro, poi siccome di Maradona ce n’è uno solo, io dico che se Mertens ha voglia di rimanere, si possa trovare un buon accordo a cifre ragionevoli, che siano convenienti sia per il calciatore che per il club. Non dobbiamo dimenticare che si andrà incontro ad un periodo molto difficile e non sarà possibile, almeno nel breve periodo, spendere quanto si è speso negli ultimi anni, a volte, anche in maniera spropositata”.

 

NM LIVE - Francesca Benvenuti: “Gli incontri tra governo e calcio chiariranno molte cose sul futuro, ma la valutazione globale che si farà del calcio subirà una flessione?

 

NAPOLI - FRANCESCA BENVENUTI, giornalista di Sport Mediaset, è intervenuta a “NAPOLI MAGAZINE LIVE”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli, condotta da Antonio Petrazzuolo, in onda il giovedì dalle 21 alle 22 su Napolimagazine.com e su tutti i canali social di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube). Ecco quanto dichiarato: “Siamo tutti in attesa di questi incontri tra governo e calcio, che in questi giorni dovrebbero chiarire molte cose, dando le indicazioni, speriamo definitive per la stagione interrotta. Restano i soliti nodi da sciogliere, soprattutto sulla sicurezza dei calciatori e in particolare sulla frequenza dei tamponi, che non può limitarsi all’inizio e alla fine della quarantena ma dovrebbero essere ripetuti più di frequente, condizione che ha permesso alla Germania di far ripartire la Bundesliga. Siamo un po’ più fiduciosi rispetto a qualche giorno fa, perché le dichiarazioni del premier Conte sembra vadano nella giusta direzione, sono quasi una spinta alla ripresa del campionato e del calcio, che resta un settore strategico del Paese, anche perché non ci sono veti incrociati e quindi credo che si possa trovare un punto di incontro per sbloccare tutto. Credo che la valutazione globale che si farà del calcio subirà una flessione, ma questo in termini generali di movimento, perché come è stata puntuale la valutazione del possibile rosso per l’ipotesi di chiusura anticipata della stagione e di tutti gli effetti nefasti, al tempo stesso bisogna riconoscere che il campionato di serie A, come tutti gli altri campionati europei, dovranno rivedere le proprie intenzioni al ribasso, considerate le incertezze che ruotano intorno a questo mondo e in previsione della prossima stagione. Se ancora sentiamo ipotesi di revisioni, a perdere e non ad aggiungere, delle varie formule dei campionati italiani, se ancora non sappiamo come chiuderemo la stagione bloccata, se la stessa UEFA sta ragionando su formule alternative per la chiusura di Champions ed Europa League, come possiamo pensare che le valutazioni dei nostri campioni possano restare le stesse o addirittura aumentare, come se non fosse accaduto nulla. Ovviamente questo ragionamento varrà per tutti e non solo per l’Italia e per quanto riguarda il mercato estivo, prevedo che subirà una limitazione sia dal punto di vista economico che degli spostamenti che, immagino, saranno ancora molto difficili ”.

 

NM LIVE - Antonio Petrazzuolo: “Mentre in Germania la Bundesliga riparte, in Italia si temporeggia invece di decidere

 

NAPOLI - ANTONIO PETRAZZUOLO, direttore di Napoli Magazine, ha condotto “NAPOLI MAGAZINE LIVE”, trasmissione che approfondisce i temi d’attualità legati al Calcio Napoli, in onda il giovedì dalle 21 alle 22 su Napolimagazine.com e su tutti i canali social di “Napoli Magazine” (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube). Ecco quanto dichiarato: “Sono giorni importanti perché si capirà se questa stagione ha ancora un senso o se si dovrà chiudere tutto. Ci sono le dichiarazioni del ministro per lo Sport, Spadafora, che ha fatto trapelare qualche possibilità in più rispetto al recente passato, ma sempre in stretto rapporto con l’andamento dei contagi in Italia, ovviamente, se ripartenza ci sarà, sarà senza pubblico. Nel frattempo, in Germania sono pronti a ripartire con la Bundesliga, che ripartirà a metà mese, come annunciato dalla cancelliera Merkel, mentre in Italia ancora si temporeggia, anche se sarebbe molto meglio per tutti, prendere una decisione. C’è un’ipotesi affascinante ma anche un po’ fantasiosa su Mertens perché sembra che De Laurentiis voglia restituire al belga, la famosa maglia del record di gol, che ha acquistato all’asta di beneficenza della Fondazione Cannavaro-Ferrara, come segnale di definitiva apertura al rinnovo, vedremo cosa succederà”.

 

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