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TONI AZZURRI - Iavarone su "NM": "Non ci resta che il risultato"
18.03.2019 14:02 di Napoli Magazine

NAPOLI - Messo da parte il risultato - perché ogni partita ha la sua pena e ogni partita ha la sua gioia - c’è da capire fino in fondo a che punto è giunto il Napoli in questo ancora lungo finale di stagione. È in corsa nell’Europa League, regge al secondo posto, ma a una distanza abnorme dalla Juve. Tuttavia le difficoltà di questo inizio anno spuntano impietose all’orizzonte: aver con paciose spiegazioni rinunciato a due centrocampisti a gennaio (di questi uno è appena appena Hamsik) stanno facendo vacillare il Napoli nel settore nevralgico del gioco, lì dove tutto comincia e tutto finisce. Soprattutto quando perdi per infortunio l’unico centrale (Diawara) e devi trasformare in un suonatore di gong un violinista (Zielinski e/o Fabian Rui). Insomma un grave fardello, come l’assetto tattico (il 4-4-2) ancora irrisolto. Intorno al Napoli ci sono maestri nella gestione delle criticità: esaltante reto­rica del trionfo e stupefacente capacità di rimozione del nega­ tivo. Quattordici punti in meno della Juve? Un 2019 tra pochi alti e molti bassi? L'avversario di ieri, ridotto ai minimi termini, che annaspa in zona retroces­sione e si vince con fatica? Chi? Dove, come e quando? Ma va’, che tutto funziona e i problemi li creano altri. Che il resto non conta, sono solo aneddoti sot­tolineati da chi vuole male al Napoli. Comunque in tutto questo baillame, batte per 4-2 i resti dell’U­dinese e non cede più punti a chi gli stava insidiando, a piccole dosi, il secondo posto. Questo perché si può essere scettici, si può anche manifestare insofferenza nei confronti della retorica sull’allarme lanciato, ma non immaginare di poter cambiare il corso degli eventi, di sognare un futuro, se non ti abbandoni agli slanci dell’obiettività e pensi già al mezzo sorriso, alle montature mediatiche, ai complotti, beh forse stai buttando via gli anni migliori di questo Napoli. Perché, ancora una volta, l’idolatra si rivela peggio dell’idolo. Finalino su Mertens. C’è un gran frastuono di battimani ed evviva per un calciatore ritrovato perché ha segnato. Eppure, giocando metà delle partite rispetto a un anno e due anni fa, Mertens ha messo a segno nove gol e altrettanti assist. Ebbene se questa é crisi, fate voi.

 

 
 
Toni Iavarone
 
 
Napoli Magazine
 
 
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