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TONI AZZURRI
TONI AZZURRI - Toni Iavarone su "NM" dopo il ko: "Napoli, troppe ricadute!"
10.02.2020 11:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Vittima di una ricaduta, eccolo il Napoli, quello che continua a fornire la sensazione di non sapersi riprendere. Fosse davvero un malato, gli si potrebbe diagnosticare di essere finalmente fuori pericolo, ma di avere un quadro clinico tutt'ora debole e complesso. Tuttavia, il Napoli é solo - o soprattutto, fate voi - una squadra di calcio. E i problemi che manifesta sono quelli di una formazione, parzialmente aggiustata nel mercato di gennaio (i due centrocampisti di ruolo che mancavano), ma ancora con un organico deficitario (mancano un vero centravanti, un terzino sinistro etc.). Raccontava un antico saggio del calcio, il fu Vujaidin Boskov: “squadra vince quando fa più gol degli altri”. Dunque se il Napoli a trazione anteriore non segna, l’intero circuito va in “corto”. E con esso l’equilibrio generale della squadra, oltre ovviamente alle colpe dei singoli della fase difensiva. Basta dare un’occhiata al report del primo tempo, sezione attacco, per accorgersi di come e quanto il Napoli sia vittima di una insostenibile astinenza di gol. In 45’ sono stati giocati 27 palloni nell’area del Lecce. L’attacco del Napoli ha prodotto sei tiri in porta, dei quali solo uno nello specchio: una miseria. Compatto e offensivo, il Napoli non riesce a esserlo. O l'una o l'altra purtroppo. Chiaro che raggiungere questo equilibrio significherebbe alzare il livello, ma il Napoli non si può ancora ritenere una squadra competitiva. Certo, è tornato ad avere una sua identità tattica, però è ancora privo di equilibrio. Gattuso non deve farsi trasportare dall’entusiasmo che troppo spesso incendia l’ambiente e oscura gli obiettivi. Perché, oggi, la delusione è proprio Gattuso, che Inconsciamente ha consegnato tatticamente il Napoli all’avversario. Napoli, troppo brutto per essere vero. Slegato, confusionario, pasticcione, senza idee, lento, senza alternative, tutti che si limitano allo scolastico. Alle brutture azzurre s’aggiunge l’arbitro: lui ben al di là del bene e del male, ovvero pessimo. Non andare al Var e ammonire Milik,chiudendo le proteste con un arrogante “decido io” è inammissibile. Soprattutto per un arbitro alle prime armi come lui, ancora rinchiuso nel guscio della propria mediocrità.

 

 

Toni Iavarone
 
 
Napoli Magazine
 
 
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