COPENHAGEN (DANIMARCA) - L'allenatore Jacob Neestrup e l’attaccante Andreas Cornelius hanno parlato in Press Conference allo stadio Parken alla vigilia della settima giornata di league phase di Champions tra Copenhagen e Napoli. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”.
Jacob Neestrup, allenatore del Copenhagen: "Come può influire la sosta sulla gara? Sicuramente è stata positiva che sia stata breve, è un vantaggio perchè una pausa lunga può portare ad uno shock come abbiamo visto lo scorso anno. Ora è un vantaggio che sia stata breve, poi è più divertente giocare una partita come questa. Dove siamo oggi? Ora si vedono i sorrisi sui volti dei calciatori, è importante che ci sia stata una scintilla nel gruppo, non ci sono stati danni ed abbiamo una situazione positiva. Giochiamo e possiamo vincere contro una grande squadra con un ottimo allenatore, ma abbiamo una possibilità: due anni fa guadagnammo sette punti e siamo in una situazione per andare avanti in Champions. Noi abbiamo un lavoro da perseguire. Quando Andreas non gioca c'è frustrazione, è un ottimo giocatore e quando è stato bene ha avuto un impatto enorme sulla squadra, con un solo periodo in cui non era sul campo ed è stato difficile, altrimenti quando sta bene il feedback ci dimostra che sia molto bravo. Ai problemi del Napoli deve pensarci il suo allenatore, le assenze fanno parte del gioco. Hojlund? Io penso che usa il suo corpo, attacca la profondità e porta il pallone in area di rigore. Noi sappiamo che è un grande lavoratore, mette in difficoltà le difese avversarie. Si vede facilmente quando lo analizziamo, io credo che sia un ottimo posto dove giocare: il Napoli ed il suo allenatore hanno fatto un grande lavoro e noi siamo contenti di questo. Il Napoli ha tanti infortuni e voi venite da una pausa, è un vantaggio per voi o loro? Difficile da dire, perchè quando giochi sei in condizione ed il Napoli pur pareggiando ha avuto delle buone prestazioni. Quando giochi sei in ritmo, per noi c'è stato un periodo difficile ed avere due settimane per riposare ci ha fatto bene ed è un vantaggio. Il Napoli però è nel momento in cui gioca con grande intensità, noi arriviamo da due partite amichevoli e siamo soddisfatti: non si possono paragonare ad un match di Champions League e siamo contenti di questo. Infortuni? Quando giochi con continuità resti in condizione. Il Napoli ha offerto buone prestazioni ed è una squadra che gioca con grande intensità. Per noi, invece, le due settimane di pausa sono state utili dopo un periodo complicato. Arriviamo da due amichevoli e siamo soddisfatti, ma non sono paragonabili a una gara di Champions League. Lo stadio pieno ci dà sempre una grande spinta, sappiamo cosa possiamo fare qui a Copenaghen. Ma non conta quello che è successo prima: dobbiamo fare risultato contro una grande squadra, ricca di grandi giocatori. Serie A? Le prime sei sono sempre squadre di altissimo livello, con calciatori importanti. Venivamo da un periodo negativo ed era complicato uscirne: le prestazioni non erano buone e anche l’ambiente ne risentiva. La sosta mi ha permesso di riflettere su cosa fare, perché quando sei dentro a una spirale fai fatica a vedere con lucidità le sfide che ti aspettano. Ci ha dato l’occasione di portare idee nuove e di capire meglio cosa è davvero importante. Ora dobbiamo provare a rendere questa giornata di nuovo storica. Nove assenze per il Napoli? Capisco la domanda, ma ogni allenatore vorrebbe sempre avere i migliori a disposizione. Comprendo la frustrazione quando mancano calciatori importanti come succede al Napoli, ma anche il Copenhagen è nella stessa situazione, con diversi giocatori fuori da mesi. Fa parte del calcio. Conte? Affrontiamo spesso avversari di alto livello in Europa. Il Napoli arriva qui con la sua storia e con grandi giocatori. Conte è uno dei migliori: lo ha dimostrato in Italia e in Europa ed è un allenatore di primissimo livello. Saremo felici di accoglierlo. Mancano due partite. Con 11 punti probabilmente si passa, con 10 non c’è certezza: nelle ultime due dobbiamo conquistare almeno tre punti".
Andreas Cornelius, attaccante del Copenhagen: "Come mi sento? Bene, e spero che si veda in campo. Il mio rapporto con il calcio italiano? Lo seguo ancora, ho imparato tantissimo sia come uomo che come calciatore e credo che avrà sempre un’importanza speciale per me. Sarà bello ritrovarli. Affrontare il Napoli non è un derby, ma è una partita molto importante: so bene cosa ci aspetta. Cosa dirò ai compagni in vista del match? Che dobbiamo centrare il risultato in Champions League. Ci siamo preparati bene e tatticamente sarà una bella sfida. Dovremo fare quello che ci chiede il nostro allenatore. Hojlund? Viene utilizzato molto bene: ha caratteristiche fisiche particolari e, quando può sfruttare gli spazi, sa usare velocità e talento per andare in gol. Un attaccante deve farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, e in questo periodo gli sta riuscendo tutto. Differenze tra il calcio italiano e danese? Credo che la principale sia l’intensità: in Italia si difende spesso uomo contro uomo e si è molto aggressivi nel recupero palla. Qui è diverso, molti club danesi giocano su campi più piccoli e, guardando le partite, l’impressione è che il gioco sia più fisico. Messaggio per Hojlund? Gli do il benvenuto, ma deve restare tranquillo e rilassarsi (ride, ndr)”.
di Napoli Magazine
19/01/2026 - 17:40
COPENHAGEN (DANIMARCA) - L'allenatore Jacob Neestrup e l’attaccante Andreas Cornelius hanno parlato in Press Conference allo stadio Parken alla vigilia della settima giornata di league phase di Champions tra Copenhagen e Napoli. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”.
Jacob Neestrup, allenatore del Copenhagen: "Come può influire la sosta sulla gara? Sicuramente è stata positiva che sia stata breve, è un vantaggio perchè una pausa lunga può portare ad uno shock come abbiamo visto lo scorso anno. Ora è un vantaggio che sia stata breve, poi è più divertente giocare una partita come questa. Dove siamo oggi? Ora si vedono i sorrisi sui volti dei calciatori, è importante che ci sia stata una scintilla nel gruppo, non ci sono stati danni ed abbiamo una situazione positiva. Giochiamo e possiamo vincere contro una grande squadra con un ottimo allenatore, ma abbiamo una possibilità: due anni fa guadagnammo sette punti e siamo in una situazione per andare avanti in Champions. Noi abbiamo un lavoro da perseguire. Quando Andreas non gioca c'è frustrazione, è un ottimo giocatore e quando è stato bene ha avuto un impatto enorme sulla squadra, con un solo periodo in cui non era sul campo ed è stato difficile, altrimenti quando sta bene il feedback ci dimostra che sia molto bravo. Ai problemi del Napoli deve pensarci il suo allenatore, le assenze fanno parte del gioco. Hojlund? Io penso che usa il suo corpo, attacca la profondità e porta il pallone in area di rigore. Noi sappiamo che è un grande lavoratore, mette in difficoltà le difese avversarie. Si vede facilmente quando lo analizziamo, io credo che sia un ottimo posto dove giocare: il Napoli ed il suo allenatore hanno fatto un grande lavoro e noi siamo contenti di questo. Il Napoli ha tanti infortuni e voi venite da una pausa, è un vantaggio per voi o loro? Difficile da dire, perchè quando giochi sei in condizione ed il Napoli pur pareggiando ha avuto delle buone prestazioni. Quando giochi sei in ritmo, per noi c'è stato un periodo difficile ed avere due settimane per riposare ci ha fatto bene ed è un vantaggio. Il Napoli però è nel momento in cui gioca con grande intensità, noi arriviamo da due partite amichevoli e siamo soddisfatti: non si possono paragonare ad un match di Champions League e siamo contenti di questo. Infortuni? Quando giochi con continuità resti in condizione. Il Napoli ha offerto buone prestazioni ed è una squadra che gioca con grande intensità. Per noi, invece, le due settimane di pausa sono state utili dopo un periodo complicato. Arriviamo da due amichevoli e siamo soddisfatti, ma non sono paragonabili a una gara di Champions League. Lo stadio pieno ci dà sempre una grande spinta, sappiamo cosa possiamo fare qui a Copenaghen. Ma non conta quello che è successo prima: dobbiamo fare risultato contro una grande squadra, ricca di grandi giocatori. Serie A? Le prime sei sono sempre squadre di altissimo livello, con calciatori importanti. Venivamo da un periodo negativo ed era complicato uscirne: le prestazioni non erano buone e anche l’ambiente ne risentiva. La sosta mi ha permesso di riflettere su cosa fare, perché quando sei dentro a una spirale fai fatica a vedere con lucidità le sfide che ti aspettano. Ci ha dato l’occasione di portare idee nuove e di capire meglio cosa è davvero importante. Ora dobbiamo provare a rendere questa giornata di nuovo storica. Nove assenze per il Napoli? Capisco la domanda, ma ogni allenatore vorrebbe sempre avere i migliori a disposizione. Comprendo la frustrazione quando mancano calciatori importanti come succede al Napoli, ma anche il Copenhagen è nella stessa situazione, con diversi giocatori fuori da mesi. Fa parte del calcio. Conte? Affrontiamo spesso avversari di alto livello in Europa. Il Napoli arriva qui con la sua storia e con grandi giocatori. Conte è uno dei migliori: lo ha dimostrato in Italia e in Europa ed è un allenatore di primissimo livello. Saremo felici di accoglierlo. Mancano due partite. Con 11 punti probabilmente si passa, con 10 non c’è certezza: nelle ultime due dobbiamo conquistare almeno tre punti".
Andreas Cornelius, attaccante del Copenhagen: "Come mi sento? Bene, e spero che si veda in campo. Il mio rapporto con il calcio italiano? Lo seguo ancora, ho imparato tantissimo sia come uomo che come calciatore e credo che avrà sempre un’importanza speciale per me. Sarà bello ritrovarli. Affrontare il Napoli non è un derby, ma è una partita molto importante: so bene cosa ci aspetta. Cosa dirò ai compagni in vista del match? Che dobbiamo centrare il risultato in Champions League. Ci siamo preparati bene e tatticamente sarà una bella sfida. Dovremo fare quello che ci chiede il nostro allenatore. Hojlund? Viene utilizzato molto bene: ha caratteristiche fisiche particolari e, quando può sfruttare gli spazi, sa usare velocità e talento per andare in gol. Un attaccante deve farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, e in questo periodo gli sta riuscendo tutto. Differenze tra il calcio italiano e danese? Credo che la principale sia l’intensità: in Italia si difende spesso uomo contro uomo e si è molto aggressivi nel recupero palla. Qui è diverso, molti club danesi giocano su campi più piccoli e, guardando le partite, l’impressione è che il gioco sia più fisico. Messaggio per Hojlund? Gli do il benvenuto, ma deve restare tranquillo e rilassarsi (ride, ndr)”.