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VIDEO DIRETTA - De Laurentiis al Convegno “Ricostruire: la parola alle imprese”: "Bisognerebbe rifondare il Paese, il Sud non è inferiore al Nord, il Napoli è l'unico club non indebitato, solo in 4 potrebbero iscriversi in A"
30.08.2020 20:32 di Napoli Magazine

CASTEL DI SANGRO - Convegno “Ricostruire: la parola alle imprese”, condotto da Leopoldo Gasbarro. Ospiti il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, Giuseppe Castagna, Paolo Graziano, Luca Tosto e Riccardo Monti. 

 

Aurelio De Laurentis: "Napoli un'oasi anche finanziaria? Il calcio italiano va rivisitato con regole diverse. Serve rispetto per i tifosi, il campionato deve essere prioritario ed invece sembriamo dipendenti dell'Uefa quando in realtà dovrebbe essere un secretariato, Ceferin esiste in funzione dei Paesi e dei club, non noi in sua funzione. Ora c'è il problema che in Francia sono tornati i focolai, in Spagna anche, i casi aumentano, aspettiamo, ma siamo ancora lontani da un vaccino ed il problema è di capire se dobbiamo lavorare per la Nazionale di Mancini o per i tifosi napoletani, la Juve per i tifosi juventini e così via, tutti dovrebbero partire quando è tutto sanificato. Ieri c'erano casi alla Roma, vengono fuori casi a destra e sinistra, poi ci sono gli stadi chiusi e quindi è un'autocastrazione e significa essere degli stupidi. La Figc aspetta la Lega, cioè noi, i club non sono capaci di decidere, i 20 club tranne il Napoli hanno collezionato 3 miliardi di debiti. Questo va bene? Per la Figc non sarebbero neanche ammissibili, ma poi il povero Gravina dice: "Cosa devo fare? Non partiamo?". Solo quattro squadre dovrebbero iniziare? Io ero l'unico che mi battevo per i 5 cambi, prima ancora per la panchina, si mandavano i giocatori pagati in tribuna durante le partite. Poi c'è il fair play finanziario per chi fa le coppe, gli altri 13 non partecipano e su molte scelte vai in minoranza in assemblea. A Castagna dico che il coraggio devono averlo anche i banchieri, per non essere dei bancari. Ho sempre immaginato cosa voleva il pubblico, di 400 film ringraziando il cielo non ne ho sbagliato uno. Di 20 società, la mia è l'unica non indebitata, anzi ha una riserva di liquidità notevole, in un contesto comunque difficile perché se lavori in modo corretto porti a casa i risultati. In primis più che ricostruire, bisogna rifondare, a partire dall'unione del territorio, parlare di Italia e non di regioni. Perché il sud deve sempre sentirsi inferiore a Milano? La nuova capitale d'Europa, l'abbiamo visto come lo è stata! Qualcuno avrebbe il coraggio di diventare un banchiere che fa impresa con gli imprenditori? Pensando anche al futuro, col governo che apre cantieri, crea posti di lavoro, scuole, difesa dei mestieri che vanno tramandati. Oggi fare il contadino, con le nuove tecnologie, è un fatto intellettuale, non più dell'aratro da spingere con fatica, ma i figli dei contadini per volontà dei genitori non sono più per la specializzazione e vogliono l'Università, noi siamo indietro secoli sulle università americane. L'Europa non s'è mai costituita, l'Inghilterra è sempre lì da sola, senza uniformare la moneta, la  lingua inglese è per tutti, tenendo poi l'italiano come ricchezza. Guardiamo sempre avanti, ma da 20 anni troviamo un freno pazzesco, immagina che nel 2005 avremmo dovuto prevedere la crisi che poi s'è aggravata ora col Covid. Il convegno è su come ricostruire le imprese, ma Confindustria è stata assente, io quando ci andavo già sentivo cose superata. Pensavano al terzo millennio come quello dei beni immateriali, ma io nel cinema c'ero già dentro in realtà, del calcio invece non sapevo nulla, avevo giocato a basket, ma mi interessava l'unione sul piano spettacolare, cosa offrire al pubblico, il massimo in sala ed in tv ed il massimo della popolarità nel calcio che accomuna tutti. Noi siamo in mano a degli inesperti, degli incapaci. Voi immaginate a scuola se nell'ora di ginnastica uno spiegasse un'ora di tattica, di calcio, per farli appassionare, mollando i videogiochi, gli ipad, che fanno rintronare i bambini con genitori irresponsabili. L'ho detto a dei genitori del perché dare questi cellulari. La scuola in generale fa acqua da tutte le parti, i politici, per stare in sella per decenni, fanno crescere gli ignoranti, quei pochi bravi andranno all'estero. Non esiste politica senza economia, in Italia si fa politica senza pensare all'economia. Senza l'Europa che ci dava questi soldi stavamo messi male! Dopo una recessione che va avanti dal 2007, e lo sapevamo dal 2005, ma non c'è vision. Io ricordo che presi il Napoli senza sapere nulla di calcio, ma forte dell'esperienza accumulata con l'industria del cinema che è una delle più complesse per competenza mondiale. C'era Profumo all'Unicredit e mi disse: "Cosa fai? Ti do tutto quello che vuoi, quanto vuoi per i film in America? Ma il calcio no, tu pensa che siamo interisti e non gli abbiamo dato 1 euro a Moratti", ma mi ascoltò e poi mi disse: "Hai ragione, ma il comitato è in vacanza", e misi miei soldi personali per prendere il Napoli e non me ne sono mai pentito ed ho avuto ragione".

 

Riccardo Monti, amministratore delegato di Triboo Group: "Smart working? Lo facevamo una volta a settimana, passare ad uno più esteso forse era più semplice, ma la perdita di socialità sul lavoro ha effetti gravi. Un'occasione per il sud, molti comunque con noi in smart working lavorano a pieno stipendio. Un altro aspetto critico è la pubblica amministrazione che ha interpretato lo smart working come vacanza, documenti per cui serve una settimana ti arrivano in un mese.  Può essere un'opportunità di digitalizzazione. Sulla scuola c'è un grave problema di socializzazione, sono fortemente contrario. C'è un'accelerazione del remoto in tutte le sue forme, l'abitudine a comprare online che ha fatto un salto di qualità, c'è una digitalizzazione in tutti i processi e speriamo che continui anche in Italia, un Paese tradizionalmente vecchio, arcaico nel modo di fare. Questa velocizzazione, digitalizzazione, sia un bel lascito di un periodo molto brutto. Oggi in Italia mancano circa 300.000 addetti formati, 20.000 sviluppatori in piattaforme commerce, avrebbero lavoro domattina, ma la scuola ha creato poche figure di questo tipo. Oggi anche settori come la moda hanno investito in questo campo, provano a fare questo salto di qualità. Anche le banche ci provano, scrollandosi di dosso la burocrazia". De Laurentiis: "Riccardo, anche chi ci ha governato aveva interessi per ritardare la digitalizzazione, questo resta un Paese di poteri forti, mafia, p2, camorra, mafia, manca spesso lo Stato, a volte è colluso", Riccardo Monti: "Anche mancanza di leadership politica locale, poi ci abbiamo messo molto noi come ecosistema di cittadini, comunità, professionista, oltre ad un grande complotto che forse pure c'è, ognuno dovrebbe fare il suo".

 

Giuseppe Castagna, Amministratore Delegato di Banco BPM: "Saluto i miei amici sul palco, anche clienti, col presidente invece non è facile fare business". De Laurentiis: "Io sono da una vita "unicreditiano (ride, ndr)", Castagna: "Mi fa piacere esserci, c'ero anche a Dimaro, anche per augurare un buon inizio alla nostra squadra del cuore. E' una fase delicata, si diceva "ne riparliamo a settembre", è arrivato settembre e abbiamo ancora tanti interrogativi. Io ho un panorama di tanti imprenditori che sono ripartiti, giugno e luglio sono stati mesi quasi normali, come gennaio, questo passo falso di agosto potrebbe compromettere la ripartenza di settembre, e stavolta tante colpe le banche non le hanno, ci sono stati tanti finanziamenti, poi i grandi gruppi hanno rapporti con le banche e possono sopportare un po' di indebitamento aggiuntivo, i piccoli hanno più difficoltà nella ripartenza. I tre imprenditori presenti, al di là del presidente, sono leader ed innovativi nei loro settori".

 

 

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